Rossi: a Grado inqualificabile attacco a istituzione democratica. Solidarietà alla Giunta Raugna

Il Partito Democratico provinciale interviene duramente su quanto avvenuto a Grado, con ben due sedute del Consiglio comunale che non si sono potute tenere a causa della “bagarre” scatenata da diversi gruppi di opposizione. E il segretario provinciale del PD, Marco Rossi, coglie l’occasione anche per sottolineare la posizione del PD. «Legittimo che si esprima dissenso, non legittimo che un’istituzione eletta dei cittadini sia impossibilitata a lavorare dal comportamento di consiglieri comunali e militanti, diversi dei quali appartenenti anche a forze politiche di estrema destra. Queste cose non possono succedere, non nel 2017, non in un paese democratico come l’Italia. Chi non è d’accordo lo deve fare esprimendo la propria voce nella sede opportuna quale è il Consiglio comunale attraverso gli strumenti che la legge prevede, non impedendo al Sindaco di parlare e al Consiglio comunale di svolgersi regolarmente: è assolutamente inqualificabile e inaccettabile che ci sia chi interpreta in questo modo la rappresentanza politica.»
«Da parte nostra esprimiamo solidarietà al sindaco Raugna e appoggio alla scelta di contribuire all’accoglienza dei rifugiati: quello che dovrebbe fare OGNI SINDACO, Raugna ha semplicemente fatto quello che, se ogni sindaco d’Italia facesse, risolverebbe il problema in poche settimane. Se c’è un problema nell’accoglienza dei rifugiati è a causa di chi si comporta irresponsabilmente, rifiutandosi di applicare le leggi dello stato e di svolgere la sua funzione di ufficiale di governo, sperando che il problema finisca sempre nel “giardino del vicino”».
«Non è assolutamente pensabile – conclude infine Rossi – che sia questo quello che attende ogni amministratore che semplicemente adempie al proprio compito. Chi pensa che sia questo il modo di fare politica non è degno nemmeno di sede in un consiglio comunale visto che va contro ogni basilare principio di una rappresentanza democratica e, sicuramente, è quanto di più lontano dalla politica del Partito Democratico che a tutti i livelli si è espresso a sostegno dell’accoglienza diffusa per evitare l’utilizzo di strutture di accoglienza di grande dimensione che, quelle sì, producono allarme sociale e problemi di gestione».

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