Rossi: “Dare risposte adeguate per salvare UE”

Rossi: “Dare risposte adeguate per salvare UE”

DOPO LA BREXIT – Rossi (PD): “Bisogna trovare adeguate risposte per salvare l’Unione Europea, ridare un futuro ai più giovani e una speranza ai più deboli e impoveriti”
da “Gorizia Europa”, luglio 2016

di Marco Rossi, segretario provinciale del PD
La vittoria del “leave” nel referendum britannico sull’uscita dall’Unione europea è una sconfitta per chi crede nel sogno di un’Europa unita, senza più confini tracciati sulle mappe dalla storia. Ma un’Europa senza
confini, dove ogni cittadino possa spostarsi liberamente, scegliere dove vivere e coltivare le sue aspirazioni dove crede, senza confini valutari, senza controlli alle frontiere, senza ostacoli al commercio, dove giovani, turisti, universitari possano liberamente spostarsi e sentirsi ancora a casa propria: questo sogno dobbiamo continuare a perseguirlo. Con maggiore forza e decisione. Nella vittoria del No – nelle semplicistiche analisi che, spesso anche in Italia, vedono nell’uscita dalla moneta unica e dall’Unione la soluzione a tutti i mali -, si è però catalizzato un malessere sociale causato anche e soprattutto dalla mancanza di adeguate risposte all’impoverimento del ceto medio, alla precarietà lavorativa dei più giovani, all’insicurezza dei più soli e di quanti sono più in difficoltà. A tali risposte chi, come noi Democratici, è autenticamente europeista,
deve trovare adeguate risposte. E’ solo per questa via che salveremo l’Unione europea, daremo un futuro ai più giovani e una speranza ai più deboli e impoveriti. Servono un’Italia e un’Europa più attente alla riduzione delle disuguaglianze, alla redistribuzione del reddito, ai diritti del cittadino, alla promozione della salute, dell’inclusione sociale, dei diritti civili e delle libertà individuali, del merito e delle opportunità. E queste priorità devono venire prima – molto prima – degli interessi dei mercati finanziari, delle oligarchie, dei piccoli e grandi centri di potere contro i quali i Democratici devono lottare per far vincere un’idea diversa di democrazia.
Credo che da questa riflessione possa ripartire sia l’Europa che il Partito Democratico. Ritengo significativo riportare un breve passaggio dal Manifesto dei Valori del Partito Democratico approvato il 16 febbraio 2008:

La costruzione dell’unità dell’Europa, il più straordinario progetto politico che ereditiamo dal Novecento, è il contesto più favorevole per affermare un nuovo umanesimo. Noi europei abbiamo una storia che, anche attraverso i suoi errori e i suoi drammi, ha elaborato culture, valori e idee che oggi permettono di definire e perseguire obiettivi fondamentali per il mondo intero: gestire in modo democratico ed efficace i processi di globalizzazione; liberalizzare i mercati e, nello stesso tempo,diminuire le disparità economiche fra nazioni, regioni e ceti sociali; edificare un solido progetto di libertà e di giustizia; dare concretezza alla prospettiva
di uno sviluppo sostenibile. L’Europa ha abbattuto le barriere che separavano popoli diversi, riunendoli intorno a regole comuni e a istituzioni condivise, e trasformando le vecchie frontiere in luoghi di scambio, di incontro, di cooperazione. L’Europa rappresenta, sul piano internazionale, un modello di identità nella diversità che il Partito Democratico intende realizzare al suo interno e auspica di promuovere nell’intero Paese. Ci ricorda che l’autentica vocazione dell’Italia è essere luogo di mediazione, di dialogo, di incontro tra diverse civiltà in Europa e nel Mediterraneo. Il processo di unificazione europeo è ancora frenato dalle forti resistenze degli egoismi nazionalistici, che il Partito Democratico vuole contrastare per realizzare una compiuta integrazione politica e democratica: tale processo va accelerato, rafforzando la legittimazione e le basi democratiche dell’Unione. Il Partito Democratico intende contribuire a costruire e consolidare, in Europa e nel mondo,un ampio campo riformista, europeista e di centrosinistra, operando in un rapporto organico con le principali forze socialiste, democratiche e progressiste e promuovendone l’azione comune.

 

Parlamentari PD incontrano RSU Fincantieri a Monfalcone

Un incontro denso di contenuti quello che si è svolto sabato mattina in sede Pd di Monfalcone: presenti Ettore Rosato, Giorgio Brandolin, Laura Fasiolo e Silvia Altran. Una folta delegazione della RSU di Fincantieri ha esposto con chiara preoccupazione le dinamiche in atto e le condizioni di lavoro che si stanno vivendo negli ultimi mesi nello stabilimento produttivo di Monfalcone. La frammentazione delle lavorazioni e la rapida rotazione del sistema degli appalti stanno depauperando il capitale umano di conoscenza che ha da sempre contraddistinto la cultura del lavoro del Monfalconese. I rappresentanti di fim fiom uilm segnalano “ritardi inamissibili che si accumulano per continue modifiche a ridosso di consegne importanti” e “scelte discutibili della dirigenza aziendale sugli investimenti nel piano organico del personale, vista la preferenza di assunzione di capi prodotto rispetto alle maestranze operative”.
A condurre l’incontro i segretari locale e provinciale del PD Giurissa e Rossi che sottolineano “l’importanza di tenere alta l’attenzione sulla qualità del lavoro e sulla garanzia di dignità e sicurezza per ciascun lavoratore: l’impegno della nostra forza politica dev’essere focalizzato sulla realizzazione di una sinergia tra Istituzioni e Azienda che assicuri sostenibilità economica e sociale tra Grande Fabbrica e la rete dell’indotto locale”. Il coinvolgimento dei parlamentari è dunque d’obbligo: “A Roma c’è costante consapevolezza dei successi commerciali di Fincantieri e dell’ambizioso portafoglio ordini dei prossimi anni; l’obiettivo di trasparenza e legalità nella gestione dei carichi di lavoro – che ci sono e che verranno – è centrale per portare avanti un’industria di riferimento come questa” aggiungono Rosato, Brandolin e Fasiolo garantendo disponibilità al dialogo e al confronto per problematiche puntuali.