Alluvione: Vito-Tofful (Pd), bene lavori urgenti, ma serve studio idraulico su Judrio

Alluvione: Vito-Tofful (Pd), bene lavori urgenti, ma serve studio idraulico su Judrio

Alluvione: Vito-Tofful (Pd), bene lavori urgenti, ma serve studio idraulico su Judrio

“Abbiamo chiesto uno studio idraulico per lo Judrio, perché l’emergenza climatica è una priorità ed è necessario adottare tutte le misure più opportune per impedire che simili eventi possano ripetersi. A due mesi dall’alluvione del 17 novembre la Regione faccia sapere se si sta facendo e a che punto sia questo studio. Ben vengano gli interventi di manutenzione e cura del territorio, ma oggi serve più che mai pianificazione e programmazione”. Lo chiede la segretaria del Pd provinciale isontino Sara Vito, assieme al responsabile provinciale Ambiente Michele Tofful, in merito ai lavori che hanno interessato l’alveo del fiume Judrio e il Versa in queste settimane.

“A due mesi dal tragico evento ci chiediamo a che punto sia la Regione e ci attendiamo che – precisano i due esponenti dem – la risposta non si limiti ai lavori post alluvione sotto il ponte di Versa: ci sono altri ponti a monte con quantità notevole il materiale vegetale e litoide intrappolato. Bisogna lavorare il più possibile in prevenzione e non in via d’urgenza ed emergenza”.

Michele Tofful auspica nel dettaglio che “la Regione riconosca come prioritarie nel nostro territorio le misure già previste dal Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA), che permettono la mitigazione e la prevenzione di alluvioni disastrose”, e spiega in particolare: “la Misura 23-1 per ridurre la vulnerabilità degli edifici o gruppi di edifici in aree allagabili; la Misura 31-1 per la gestione dei deflussi e delle piene dei sistemi naturali; le Misura 35-1 e 35-2 per la programmazione della manutenzione regolare e ambientalmente integrata dei punti critici come i ponti e altri restringimenti; la Misura 42-1 per l’aggiornamento dei piani di emergenza”.

“La programmazione e la realizzazione di interventi per la mitigazione del rischio alluvionale – continua Tofful – dovrebbero rientrare in una pianificazione più ampia che parte dal Piano Nazionale di Adattamento ai Cambianti Climatici (PNACC), comprende il Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA) dell’Autorità di Bacino distrettuale, fino al Piano regionale di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, denominato Piano clima regionale. Quest’ultimo Piano è previsto dalla cosiddetta legge FVGreen, ma attualmente risulta solo definita la roadmap per la predisposizione della Strategia e del Piano che – conclude il responsabile Ambiente del Pd – richiede un arco temporale di tre anni e che quindi non avverrà prima del 2028 secondo quanto annunciato dalla Regione nell’estate del 2025. Questi piani vanno finanziati e attuati quanto prima, l’emergenza climatica non attenderà”.