Situazione Burgo. Convocato tavolo richiesto dai sindacati

Situazione Burgo. Convocato tavolo richiesto dai sindacati

«L’appello delle rappresentanze sindacali di Burgo  – sottolinea Silvia Caruso, che tra pochi giorni assumerà l’incarico di Segretario provinciale PD – non è rimasto inascoltato: il tema del lavoro è, e rimane, uno dei primi punti all’ordine del giorno del tavolo politico del PD non solo a livello provinciale, ma anche a livello regionale. Ecco perché mi sono attivata trovando immediato riscontro nel vice Presidente Sergio Bolzonello il quale mi ha confermato di aver già concertato con la Presidente Serracchiani, che fino ad oggi aveva seguito in prima persona il caso, la convocazione del tavolo richiesto dalle rappresentanze sindacali. Indubbiamente l’intervento diretto per uscire dalla crisi aziendale spetta ai privati, viceversa il ruolo delle istituzioni, Regione in primis, è quello di creare una cornice nel cui ambito il sistema produttivo possa trova strumenti di cui avvalersi per rilanciare le produzioni. Fare il punto della situazione risulta necessario anche per approfondire quali strategie potranno essere messe in campo e soprattutto per verificare la praticabilità di alcune delle alternative di cui la stampa ha già dato notizia. A livello provinciale è già stato convocato, per giovedì 26 ottobre, un tavolo con amministratori locali del Pd, l’Assessore Regionale Sara Vito e il Capogruppo di maggioranza Diego Moretti – per condividere il cronoprogramma predisposto dalla Regione e soprattutto affinché la rete delle rappresentanze territoriali del Partito Democratico possa agire in modo coordinato e sinergico».

PD: la scelta giusta

Si intitola “PD: la scelta giusta – aderire al PD è ancora la scelta giusta” il documento programmatico a sostegno della candidatura di Silvia Caruso, unica candidata alla Segreteria provinciale nell’ambito dei congressi territoriali che, circolo per circolo, si terranno dal 14 al 22 ottobre secondo il calendario pubblicato su questo stesso sito e approvato dalla Commissione provinciale per il Congresso.

Il documento può essere scaricato CLICCANDO QUI

Chiusura del CARA, apertura del CPR. La posizione degli Amministratori di Area di Centrosinistra dell’Isontino.

Chiusura del CARA, apertura del CPR. La posizione degli Amministratori di Area di Centrosinistra dell’Isontino.

Il 26 settembre scorso, in Prefettura a Gorizia, alla presenza del Prefetto, delle massime autorità dell’ordine pubblico provinciale e dell’Assessore Regionale alla Solidarietà, è stato formalizzato l’indirizzo ministeriale che prevede la chiusura del CARA di Gradisca, dove attualmente sono ospitati circa 600 richiedenti asilo, che sarà sostituito dalla creazione di un Centro di Permanenza e Rimpatri (CPR) con capienza massima di circa 100 persone.Questa strategia finalmente toglie la provincia di Gorizia dalla fase emergenziale della “prima accoglienza” e la inserisce nella rete dell’accoglienza diffusa e strutturata con i vincoli e i limiti del modello Sprar. Ciò implica suddividere tra i vari comuni un numero definito di persone (2,5 persone ogni mille abitanti) alle quali è già stato certificato lo status di “rifugiato” o di “persona soggetta a protezione umanitaria”. Si tratta di persone che, non solo hanno già superato il vaglio della Commissione per l’immigrazione, ma che anche sottoscrivono un formale e sostanziale impegno al rispetto delle regole fissate dal modello di accoglienza Sprar. In questa logica il Prefetto ha rivolto un forte appello ai Sindaci presenti chiarendo, che le circa 600 persone che oggi si trovano al CARA saranno collocate non solo in Provincia ma nell’intera Regione.Attualmente i Comuni della Provincia che accolgono sono solo 12 su 25.E’ davvero arrivato il momento che tutti i comuni aderiscano alla richiesta della Prefettura, come ad esempio ha recentemente fatto il sindaco di Grado. Noi Sindaci e Consiglieri comunali concordiamo con la proposta della Prefettura di:1 Aderire alla formula dell’accoglienza diffusa;2 Strutturare l’accoglienza nei comuni secondo il modello Sprar nel numero di 2.5 accolti ogni mille abitanti;3 Trasformare il Cara di Gradisca in un Centro con un contenimento massimo di 100 persone e che costituisca un luogo di stazionamento certo per coloro che sono destinatari di un decreto di espulsione;Diamo solidarietà a tutti i colleghi, sindaco di Gradisca in primis, che da tempo si trovano a fronteggiare il problema di dover gestire numeri di richiedenti asilo esorbitanti rispetto alle dimensioni dei loro comuni;Diamo pieno sostegno e solidarietà ai colleghi che, come il Sindaco di Grado, accettano di fare la loro parte e di aderire alla rete.Prendiamo formalmente le distanze da tutti quegli amministratori locali che, con argomentazioni populiste e strumentali animano la polemica e giocano al disimpegno civico.Riteniamo che il tema dell’accoglienza, particolarmente delicato per sua natura, necessiti di una forte solidarietà tra le amministrazioni; reputiamo che la sola modalità per poter governare il flusso migratorio attualmente in atto sia quello dell’accoglienza diffusa, che consente di inserire ed integrare nelle nostre comunità piccoli gruppi anziché grandi assembramenti.

Comunicato condiviso dai Sindaci di:

  • Farra d’Isonzo, Alessandro Fabbro
  • Romans, Davide Furlan
  • Sagrado, Marco Vittori
  • San Canzian d’Isonzo, Fratta Claudio
  • San Lorenzo Isontino, Razza Bruno
  • Savogna, Alenka Florenin
  • Staranzano, Riccardo Marchesan
  • Turriaco, Enrico Bullian

e dai Consiglieri Comunali di:

  • Cormons, Lucia Toros, capogruppo Uniti per Cormons, Elena Gasparin Progetto per Cormons;
  • Grado, Luciano Cicogna, Capogruppo PD e Consigliere Provincia di Udine;
  • Fogliano Redipuglia, Mezzorana Paolo Capogruppo PD;
  • Gorizia, Rossi Marco, capogruppo PD;
  • Monfalcone, Marina Turazza, Capogruppo PD;
  • Ronchi dei Legionari, Monica Laurenti Capogruppo PD;
  • Sagrado, Barbara Perazzi, capogruppo Orizzonti comuni
  • San Pier d’Isonzo: Fappani Michele capogruppo di San Piero Idee in Comune

 

Monfalcone. Ghinelli: «Il conflitto danneggia gli operai»

Monfalcone. Ghinelli: «Il conflitto danneggia gli operai»

«Sta provocando un vero e proprio caos l’accelerazione da parte della giunta di Anna Cisint al progetto della Zpru, zona di particolare rilevanza urbanistica di Panzano». Lo afferma il segretario del Pd di Monfalcone, Marco Ghinelli, che ricorda come il progetto fosse della precedente amministrazione, ma l’attuazione era stata rimandata in attesa di un accordo «condiviso» con la Fincantieri per creare nuovi parcheggi.«A Panzano ora stiamo assistendo a un vero caos: sia il parcheggio del centro commerciale La Vela che il parcheggio antistante la chiesa della Marcelliana, anche in assenza di una qualsiasi funzione religiosa, si sono immediatamente riempiti di veicoli utilizzati dalle maestranze per recarsi al lavoro».

«Il supermercato Spak ha risentito subito del caos subendo un calo della clientela. Certo l’amministrazione in questo caso è corsa ai ripari, ma non ci poteva pensare prima ed evitare il caos? Questo è un sintomo di grande approssimazione. In particolare, bisognava evitare le centinaia di multe agli operai che, esasperati, spesso continuavano a girare per decine di minuti a vuoto solo per entrare nello stabilimento e nel proprio posto di lavoro». «Come sempre sono le maestranze, i più deboli, a pagare».

«Sono assolutamente d’accordo con le Rsu di Fincantieri sul rischio che porta questo atteggiamento di perenne e pesante conflitto tra l’amministrazione leghista della città e la grande fabbrica – aggiunge Ghinelli ricordando che le RSU di Fincantieri avevano unitariamente condannato la Zpru di Panzano – forse sfugge che attorno a Fincantieri ruota tutta l’economia e non solo della provincia di Gorizia. Il conflitto e le forzature vanno a colpire in primis i lavoratori. Questo non vuol dire essere succubi di Fincantieri – conclude il segretario Pd – ma un’amministrazione che si rispetti e che rappresenta tutta la città ha il dovere di dialogare con la fabbrica per risolvere assieme i problemi, proprio per rispetto dei propri cittadini e dei propri lavoratori»

Rossi: a Grado inqualificabile attacco a istituzione democratica. Solidarietà alla Giunta Raugna

Rossi: a Grado inqualificabile attacco a istituzione democratica. Solidarietà alla Giunta Raugna

Il Partito Democratico provinciale interviene duramente su quanto avvenuto a Grado, con ben due sedute del Consiglio comunale che non si sono potute tenere a causa della “bagarre” scatenata da diversi gruppi di opposizione. E il segretario provinciale del PD, Marco Rossi, coglie l’occasione anche per sottolineare la posizione del PD. «Legittimo che si esprima dissenso, non legittimo che un’istituzione eletta dei cittadini sia impossibilitata a lavorare dal comportamento di consiglieri comunali e militanti, diversi dei quali appartenenti anche a forze politiche di estrema destra. Queste cose non possono succedere, non nel 2017, non in un paese democratico come l’Italia. Chi non è d’accordo lo deve fare esprimendo la propria voce nella sede opportuna quale è il Consiglio comunale attraverso gli strumenti che la legge prevede, non impedendo al Sindaco di parlare e al Consiglio comunale di svolgersi regolarmente: è assolutamente inqualificabile e inaccettabile che ci sia chi interpreta in questo modo la rappresentanza politica.»
«Da parte nostra esprimiamo solidarietà al sindaco Raugna e appoggio alla scelta di contribuire all’accoglienza dei rifugiati: quello che dovrebbe fare OGNI SINDACO, Raugna ha semplicemente fatto quello che, se ogni sindaco d’Italia facesse, risolverebbe il problema in poche settimane. Se c’è un problema nell’accoglienza dei rifugiati è a causa di chi si comporta irresponsabilmente, rifiutandosi di applicare le leggi dello stato e di svolgere la sua funzione di ufficiale di governo, sperando che il problema finisca sempre nel “giardino del vicino”».
«Non è assolutamente pensabile – conclude infine Rossi – che sia questo quello che attende ogni amministratore che semplicemente adempie al proprio compito. Chi pensa che sia questo il modo di fare politica non è degno nemmeno di sede in un consiglio comunale visto che va contro ogni basilare principio di una rappresentanza democratica e, sicuramente, è quanto di più lontano dalla politica del Partito Democratico che a tutti i livelli si è espresso a sostegno dell’accoglienza diffusa per evitare l’utilizzo di strutture di accoglienza di grande dimensione che, quelle sì, producono allarme sociale e problemi di gestione».

Il PD di Gorizia per l’unità della Regione

Il PD di Gorizia per l’unità della Regione

Una netta preda di posizione in favore dell’unità regionale arrivata dal PD della città di Gorizia, che nel corso della sua ultima assemblea degli iscritti, mercoledì 27 settembre, ha approvato un documento politico dal titolo “Eventuale ipotesi di divisione della Regione”. Di seguito il testo del documento inviato ai segretari provinciale e regionale del PD ed a consiglieri regionali e parlamentari:

> Al Segretario Provinciale
> Alla Segretaria regionale
> Al Presidente dell’Assemblea regionale con preghiera di inoltro ai consiglieri
> Alla Presidente della Giunta regionale
> Ai Deputati e Senatori

Oggetto: Eventuale ipotesi di divisione della Regione. Documento votato dall’Assemblea degli iscritti al PD di Gorizia il giorno 27 settembre 2017.

Nell’attuale fase pre-congressuale si stanno delineando contenuti e temi programmatici sui quali si costruirà l’azione politica del Partito nei prossimi mesi e la piattaforma elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale. In relazioni ad ipotesi, proposte da esponenti del Partito, di modifiche dell’assetto della Regione con l’istituzione della città metropolitana di Trieste, esprimiamo le seguenti considerazioni. Tale ipotesi:

1. Prefigura la suddivisione della Regione tra un’ Area giuliano-isontina e un “ Grande Friuli”.

2. Mina l’unità e l’integrità della Regione, presupposto della sua autonomia e specialità.

3. Indebolisce ed emargina il territorio isontino, che corre il rischio di essere diviso e diventare periferia delle macro-aree.

4. Compromette le possibilità di sviluppo produttivo verso cui deve convergere l’intero territorio regionale inteso come piattaforma produttiva e logistica unitaria.

5. Alimenta tendenze localistiche regressive piuttosto che favorire e sollecitare una visione europeistica.

Invitiamo i destinatari in indirizzo a condividere e far propri i contenuti del presente documento ed a presentarlo nelle sedi di elaborazione delle tesi congressuali e della piattaforma elettorale.

Gradisca. Zanolla: «Lega nord come Ponzio Pilato»

Gradisca. Zanolla: «Lega nord come Ponzio Pilato»

«Lo dico chiaramente ai nostri cittadini gradiscani, sopratutto a quelli che hanno votato in passato liste civiche di chiaro stampo di centro destra». Lo afferma il Segretario del Pd di Gradisca, Marco Zanolla, «Quando sentirete di nuovo parlare la Lega a Gradisca o ex amici del PDL di immigrazione, ricordategli queste parole: «Non esiste una norma che preveda la chiusura del Cara a fronte dell’apertura di un Centro per i rimpatri – lo dice la Cisint assieme ai suo amici sindaci e dirigenti politici di quell’area politica – e non ne esiste nemmeno una che imponga l’accoglienza diffusa» Questi signori sono i Ponzio Pilato della situazione, sono quelli che prima scaricano tutta la gestione dell’immigrazione su Gradisca e poi vogliono lavarsene le mani. Dieci persone che potrebbero venire dal CARA di Gradisca sono troppe per una Fogliano Redipuglia, invece quasi 600 su una città di 6500 anime, su un borgo di 1000 persone, vanno bene?»
Conclude il segretario cittadino «So benissimo che alcune persone pensando ai richiedenti asilo diranno “non li vogliamo, punto.” Bisogna però guardare la realtà negli occhi e capire che questo non è possibile. Usciamo dai confini di casa nostra per un secondo e solo così ci potremo accorgere come questo mondo sia in subbuglio e rimarrà così per molto tempo. Tornando alle parole di questi signori, ricordatevi che oggi sono disposti a sacrificare noi gradiscani per il loro tornaconto personale, siete sicuri che non lo faranno dopo le prossime elezioni regionali o dopo le prossime comunali a Gradisca?
Non facciamoci prendere in giro, non ce lo meritiamo».

Parte la fase congressuale territoriale

Dal 12 al 22 ottobre si terranno le assemblee di circolo per lo svolgimento della fase congressuale territoriale del Partito Democratico. Lo ha deliberato l’Assemblea provinciale del Partito Democratico che, venerdì 15 settembre, ha approvato il Regolamento congressuale provinciale 2017 ed ha eletto la Commissione provinciale per il Congresso che, unitamente al Segretario provinciale, promuoverà e organizzerà lo svolgimento dei congressi territoriali. I circa 1000 iscritti aventi diritto, più i nuovi iscritti entro il 25 settembre 2017, concorreranno ad eleggere i direttivi ed i segretari dei circoli territoriali del PD nonché il nuovo Segretario provinciale e la nuova Assemblea provinciale del PD.

Ecco i componenti della Commissione provinciale per il congresso:

  1. Franco Malaroda (San Canzian)
  2. Daria Kogoi (Gorizia)
  3. Lorenza Marani (Turriaco)
  4. Massimiliano Zacchigna (Gorizia)
  5. Flavio Pizzolato (Staranzano)

Membro supplente: Manuela Guerrera (Monfalcone)

Gorizia. Rossi: «Comune, Consorzio industriale e CCIAA devono fare di più per creare posti di lavoro»

Gorizia. Rossi: «Comune, Consorzio industriale e CCIAA devono fare di più per creare posti di lavoro»

«Il Comune di Gorizia, il Consorzio industriale di Gorizia e la Camera di Commercio devono di fare di più per attirare investitori privati che creino nuovi posti di lavoro». A lanciare l’allarme è il segretario provinciale del PD, Marco Rossi, che ricopre anche il ruolo di capogruppo consiliare del Pd a Gorizia.

«Non possiamo continuare ad assistere allo stillicidio di imprese che chiudono a Gorizia senza che venga fatto nulla dalle istituzioni locali. E non serve a niente invocare interventi esterni (la Regione, lo Stato, l’Europa) se non ci si muove in primis a livello locale: le infrastrutture ci sono, abbiamo la A34 inaugurata pochi anni fa, l’aeroporto a venti minuti, l’autoporto, la ferrovia, i porti di Monfalcone e Trieste. L’essere Regione a statuto speciale ci garantisce contributi alle imprese che altrove non hanno – e provvedimenti come la legge “Rilancimpresa” hanno contribuito a riordinare il sistema di sostegni alle imprese – e Irap agevolata che il Veneto non ha. Eppure l’ultimo importante investimento è quello del gruppo L’Espresso con la rotativa dei quotidiani». Marco Rossi, denuncia l’inazione delle istituzioni locali: «Il sistema delle istituzioni preposte allo sviluppo economico deve fare di più per attirare investitori giocando sui punti di forza del nostro territorio, solo così ha senso lo sforzo che i rappresentanti eletti stanno facendo ad altro livello, penso alla Zona economica speciale proposta dalla senatrice Fasiolo, e le attenzioni ad esempio della Commissione europea in visita a Gorizia con la Bulc poche settimane fa. Serve un Piano territoriale concertato per individuare investitori e creare occupazione: lavoro, di questo c’è bisogno a Gorizia».

«Voglio inoltre esprimere solidarietà ai lavoratori ex Safog: se ci fosse stato un maggiore investimento del sistema città oggi forse potevano essere riqualificati e reinseriti in altre azienda locali e spero ancora che così possa essere, vedo favorevolmente l’impegno della Regione per la vertenza al fianco dei lavoratori, ma dobbiamo certamente lavorare di più perché nuove aziende vengano a Gorizia e i capannoni vuoti non rimangano tali. Vorrei ricordare che a Gorizia ci sono ben 87 ettari di aree dismesse di vario tipo: un vero e proprio scandalo, una situazione che grida vergogna e che è il segnale di un sistema produttivo in forte crisi».

Costituita la nuova segreteria provinciale unitaria

In occasione dell’Assemblea provinciale del PD isontino riunitasi a Gradisca d’Isonzo il 31 luglio 2017, è stata costituita su comunicazione del segretario provinciale Marco Rossi una nuova Segreteria provinciale incaricata di traghettare il partito verso il congresso previsto ad ottobre. Una segreteria “istituzionale” e che vede l’unitaria partecipazione delle tre mozioni congressuali:

Presidente dell’Assemblea provinciale: RICCARDO CATTARINI
Parlamentari: on. GIORGIO BRANDOLIN, sen. LAURA FASIOLO, sen. ALESSANDRO MARAN
Consiglieri regionali: SARA VITO, DIEGO MORETTI
Amministratori locali: DAVIDE FURLAN (sindaco di Romans), LINDA TOMASINSIG (sindaco di Gradisca), MARCO ZANOLLA (capogruppo PD a Gradisca) come Responsabile organizzazione, RICCARDO MARCHESAN (sindaco di Staranzano), SERENA FRANCOVIG (assessore a Staranzano), CLAUDIO FRATTA (sindaco di S. Canzian), SILVIA CARUSO (assessore a S. Canzian)
Segretari di Monfalcone (MARCO GHINELLI) e Gorizia (FRANCO PERAZZA)
Tesoriere provinciale: GIULIA NOGHEROTTO
La segreteria sarà inoltre integrata da un rappresentante della componente slovena.

L’Assemblea ha inoltre approvato il bilancio consuntivo 2016 del PD provinciale e lo schema di previsionale.