Costituita la nuova segreteria provinciale unitaria

In occasione dell’Assemblea provinciale del PD isontino riunitasi a Gradisca d’Isonzo il 31 luglio 2017, è stata costituita su comunicazione del segretario provinciale Marco Rossi una nuova Segreteria provinciale incaricata di traghettare il partito verso il congresso previsto ad ottobre. Una segreteria “istituzionale” e che vede l’unitaria partecipazione delle tre mozioni congressuali:

Presidente dell’Assemblea provinciale: RICCARDO CATTARINI
Parlamentari: on. GIORGIO BRANDOLIN, sen. LAURA FASIOLO, sen. ALESSANDRO MARAN
Consiglieri regionali: SARA VITO, DIEGO MORETTI
Amministratori locali: DAVIDE FURLAN (sindaco di Romans), LINDA TOMASINSIG (sindaco di Gradisca), MARCO ZANOLLA (capogruppo PD a Gradisca) come Responsabile organizzazione, RICCARDO MARCHESAN (sindaco di Staranzano), SERENA FRANCOVIG (assessore a Staranzano), CLAUDIO FRATTA (sindaco di S. Canzian), SILVIA CARUSO (assessore a S. Canzian)
Segretari di Monfalcone (MARCO GHINELLI) e Gorizia (FRANCO PERAZZA)
Tesoriere provinciale: GIULIA NOGHEROTTO
La segreteria sarà inoltre integrata da un rappresentante della componente slovena.

L’Assemblea ha inoltre approvato il bilancio consuntivo 2016 del PD provinciale e lo schema di previsionale.

Fasiolo. Interrogazione sulla sospensione di quattro operai della Fincantieri.

Nella seduta pomeridiana di ieri il sottosegretario Bobba ha risposto all’interrogazione n. 3-03645 presentata dalla senatrice Fasiolo sulla sospensione di quattro operai della Fincantieri di Monfalcone.

Qui il testo dell’interrogazione.

Di seguito la risposta del sottosegretario.

PRESIDENTE. Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.
BOBBA, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali. Signor Presidente, la questione evidenziata con il presente atto parlamentare verte sul dibattuto tema del mancato adempimento, da parte del datore di lavoro, dell’ordine di reintegrazione del lavoratore disposto dal giudice, in relazione al profilo della effettiva riammissione in azienda e della sua eventuale coercibilità.
Al riguardo, secondo l’interpretazione giurisprudenziale prevalente, la condanna alla reintegrazione nel posto di lavoro del lavoratore illegittimamente licenziato ha ad oggetto un facere infungibile e come tale non può essere coattivamente eseguita.
Secondo il costante orientamento della suprema Corte in materia di reintegra, risulta indispensabile e insostituibile un comportamento attivo da parte del datore di lavoro consistente nell’impartire al dipendente le opportune direttive e le misure atte a ripristinare una relazione di reciproca e infungibile collaborazione.
Diversamente, il reinserimento del lavoratore nel libro paga o matricola, il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali e il pagamento delle retribuzioni rientrano tra le prestazioni cosiddette fungibili, che sono invece suscettibili di esecuzione coattiva.
Tanto premesso, con riferimento alla vicenda in esame, il Ministero della giustizia ha reso noto che il 14 marzo 2017 il giudice del lavoro presso il tribunale di Gorizia ha pronunziato quattro ordinanze, tutte di analogo contenuto e immediatamente esecutive. Con tali ordinanze, il giudice del lavoro ha accolto i ricorsi proposti da quattro lavoratori avverso i licenziamenti intimati nei loro confronti da Fincantieri SpA, disponendo la loro reintegrazione, unitamente al pagamento delle retribuzioni maturate medio tempore, alla ricostituzione delle posizioni previdenziali assicurative e alla rifusione delle spese di lite. Avverso le predette ordinanze, lo scorso 13 aprile, la Fincantieri SpA ha proposto ricorso per opposizione, ai sensi dell’articolo 1, comma 51, della legge 28 giugno 2012, n. 92, innanzi al tribunale di Gorizia. Martedì 25 luglio il giudice del lavoro ha pronunziato quattro sentenze, tutte di analogo contenuto, con le quali ha rigettato tali opposizioni, accertando l’illegittimità della sanzione disciplinare espulsiva e disponendo altresì la reintegra immediata dei lavoratori. Fincantieri SpA è stata inoltre condannata a ricostituire la posizione assicurativa e contributiva dei lavoratori, nonché a corrispondere ai medesimi la retribuzione globale di fatto dal licenziamento alla reintegra effettiva, entro il limite di 12 mensilità.
Infine, occorre evidenziare che nel caso in esame, essendo intervenuti i licenziamenti nella vigenza del vecchio regime di cui all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, i lavoratori licenziati possono chiedere, in luogo della reintegra, un’indennità sostitutiva pari a 15 mensilità di retribuzione globale di fatto.
FASIOLO (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FASIOLO (PD). Signor Sottosegretario, la ringrazio per la risposta.
La situazione pare risolversi ad horas, anche secondo quanto riportato dalla stampa nella giornata odierna. Sono assolutamente soddisfatta dell’accoglimento dell’istanza dei lavoratori da parte del giudice e, soprattutto, mi auguro che l’azienda li ripristini sul posto di lavoro, perché una cosa è ricevere la partita stipendiale spettante, con la copertura degli aspetti assicurativi e assistenziali; altra cosa è entrare effettivamente nel posto di lavoro, cosa che non era stata consentita. Sembra paradossale e incredibile, ma lo stipendio percepito rispondeva a una prestazione lavorativa non erogata. Questo aspetto sembra essersi assolutamente risolto e sono assolutamente soddisfatta che il giudice sia intervenuto a salvaguardia dei lavoratori che sul piano umano, etico, morale e psicologico devono essere in qualche risarciti, vista la situazione di disagio che hanno attraversato nell’ultimo periodo.
Naturalmente, se dovessero esserci degli aspetti disciplinari, questi avranno la loro parte.
La ringrazio quindi del riscontro preciso e puntuale.

Vaccini. Ridare la parola al mondo scientifico, questo il senso del voto favorevole alla nuova legge sui vaccini.

Approvato oggi al Senato con 171 voti favorevoli, 63 contrari, 19 astenuti il Decreto Legge 73/2017 recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale oggetto dell’odierna convertito oggi in legge. Con il PD hanno votato a favore del provvedimento anche Forza Italia e MDP.
Una strada irta di ostacoli, ma infine giunta ad un approdo positivo, con miglioramenti rispetto al testo iniziale che riduce i vaccini obbligatori da 12 a 10 dieci ( anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella), e prevede che gli stessi siano somministrati 6 in formulazione esavalente, 4 in formulazione tetravalente;
L’offerta vaccinale è in ogni caso di 14 vaccini ( meningococco B e c, pneumococco e rotavirus); riduce le sanzioni pecuniarie prima più severe (il tetto massimo delle sanzioni ai genitori che scelgono di non vaccinare scende da 7500 a 3500 €),
rimuove la possibilità di perdere la patria potestà, conferma l’istituzione dell’ anagrafe vaccinale e per l’integrazione degli obiettivi dell’Unità di crisi che monitora l’attività del SSN prevede che il soggetto già immunizzato possa essere sottoposto all’obbligo vaccinale con monocomponenti, (risposta a richieste pressanti dei genitori);
in via sperimentale la prenotazione delle vaccinazioni nelle farmacie convenzionate attraverso il CUP e che docenti, operatori scolastici e sanitari possano autocertificare la copertura vaccinale.
Forte dunque l’impegno richiesto alla scuola e al Servizio Sanitario Nazionale al fine della garanzia della salute e del futuro delle giovani generazioni.
Ad essere tutelati hanno diritto tutti i bambini, in particolare gli immunodepressi, per i quali i vaccini possono costituire pregiudizio alla salute.
La portata generale di questo provvedimento rinveste la salute della fascia più giovane della popolazione italiana.
Sono 844 i casi di morbillo registrati in Italia nel 2016, ma nel 2017, dati del 19 luglio, sono già 3672 con tre decessi. Diffuse le apprensioni specie in Toscana per i casi, anche letali, di meningite. Perciò lo stato ha inteso attivarsi per la tutela della salute pubblica.
In particolare le aule scolastiche devono essere luoghi sicuri, ove rendere obbligatorie alcune vaccinazioni finora ritenute facoltative, per far fronte a malattie riemergenti.
La scuola dell’infanzia ne è e ne deve essere la protagonista, essendo il provvedimento strettamente connesso con ambiti di lunga permanenza dei bambini.
E’ innegabile che ciascun alunno trascorre gran parte della giornata attiva (minimo 5 ore) di gran parte della propria vita infantile, preadolescenziale e adolescenziale all’interno di un’aula di un istituto scolastico, a stretto contatto con compagni di classe, docenti, personale non docente.
L’obiettivo della legge, in quest’ottica, è di salvaguardare l’ambiente scolastico come luogo di permanenza sicuro. L’obiezione all’obbligo dei vaccini, ritenuti da una parte minoritaria della popolazione italiana libera scelta genitoriale, troverebbe giustificazione considerando il solo nucleo familiare quale diretto interessato dal provvedimento; dal momento in cui un singolo componente del nucleo familiare entra nella collettività e costituisce un possibile veicolo di trasmissione di virus e patologie per quanti ne condividono l’ambiente di permanenza, a prevalere deve essere l’interesse e l’immunità della collettività. E’, se vogliamo, lo stesso principio alla base del rispetto delle regole sociali e delle leggi che garantiscono la civile convivenza e che prevedono una parziale rinuncia alla libertà decisionale personale, che va finalizzata alla condivisione di un beneficio più generale e maggiormente diffuso.
Il parere espresso dalla 7° commissione non solo ha ben inquadrato in quest’ottica l’aspetto educativo del disegno di legge che (all’art.2) prevede percorsi formativi ed informativi per personale docente e non docente, per alunni e studenti, ma ha ben saputo anche valutare la portata gravosa a monte del provvedimento sull’organizzazione scolastica; tant’è, infatti, che le osservazioni principali riguardano la dotazione del personale, le forme di deroga alla tempistica di presentazione delle necessarie documentazioni a fronte di un già gravoso esperimento delle incombenze tradizionali per l’avvio dell’anno scolastico che vanno ulteriormente ad aggravarsi nei casi di istituzioni scolastiche rette da un dirigente reggente.
La commissione ha voluto fare, a mio giudizio correttamente, una netta distinzione tra rigore normativo applicato alle scuole dell’infanzia (ove la documentazione vaccinale è requisito indispensabile di accesso) e l’appello ad una sorta di diligenza del buon padre di famiglia, derogando alla perentorietà dei termini, per quanto attiene le scuole dell’obbligo (ove la documentazione comprovante la vaccinazione non costituisce requisito indispensabile per l’accesso) per evitare anche un sovraccarico amministrativo in capo agli istituti.
Il provvedimento all’esame è, senza dubbio, un passo importantissimo ed indispensabile, che certamente sarà oggetto di correttivi in corso di applicazione (penso, ad esempio, agli strumenti di semplificazione nella trasmissione diretta alle aziende sanitarie locali per verificare e controllare gli adempimenti vaccinali dei minori iscritti negli elenchi); considero ottime le finalità della legge tese alla salvaguardia e al bene della collettività, finalità che non possono essere intaccate da discutibili argomentazioni, il più delle volte del tutto false e strumentali, che in questi mesi hanno fatto pessima disinformazione.

Festa dell’Unità a Dobbia dal 27 luglio al 7 agosto

Festa dell’Unità a Dobbia dal 27 luglio al 7 agosto

dobbia2017Da giovedì 27 luglio a lunedì 7 agosto la Festa dell’Unità dei Democratici nella boschetta di Dobbia (Staranzano), organizzata congiuntamente dal circolo di Staranzano in collaborazione con quello Monfalcone e con la Federazione isontina del PD. Numerosi gli intrattenimenti previsti dal programma e i chioschi gastronomici. Tre le iniziativa politiche previste quest’anno: sabato 29 luglio si parlerà di Europa con l’europarlamentare Isabella De Monte, domenica 30 luglio di amianto e del prossimo testo unico sull’amianto con l’assessore regionale all’ambiente Sara Vito e con la senatrice Laura Fasiolo, sabato 5 agosto iniziativa su giovani e politica con la segretaria regionale dei Giovani Democratici, Caterina Conti.

Scarica qui il PROGRAMMA della Festa: CLICCA QUI.

 

Grim: “Dal 2013 ad oggi abbiamo fatto uscire il F.V.G. dall’angolo”

Grim: “Dal 2013 ad oggi abbiamo fatto uscire il F.V.G. dall’angolo”

Valorizzare al massimo e con orgoglio gli importanti risultati che il centrosinistra e il Partito Democratico hanno conseguito al governo della Regione. Da qui parte l’iniziativa regionale che si svolge oggi a Udine “LE COSE FATTE”. Per ricordare l’importanza dell’iniziativa e il contesto politico nel quale essa si pone, pubblichiamo la lettera della segretaria regionale Antonella Grim agli iscritti:

Care iscritte, cari iscritti

Stasera con molti di voi ci vedremo all’Hotel Astoria, a Udine, in occasione di un evento importante, che rappresenta un punto sia di arrivo che di partenza per il nostro partito. Oggi ci troveremo per fare il punto sulle cose realizzate in questi anni al governo della regione, ma anche per gettare le basi per i prossimi anni.
Dal 2013 ad oggi abbiamo fatto uscire il Friuli Venezia Giulia dall’angolo, lavorando con determinazione per ridare centralità alla nostra regione. E i risultati si vedono: nelle infrastrutture, nei collegamenti, nel turismo, nella portualità, nel rilancio del nostro sistema produttivo. La nostra idea di Fvg è quella di una piattaforma integrata, all’interno della quale tutti i territori, ognuno con la propria storia, identità e vocazione, possano muoversi in modo armonico e in sincronia. Abbiamo realizzato riforme importanti, forse impopolari, ma non potevamo non farlo: tra una scelta difficile e una non scelta,abbiamo optato senza dubbi per la prima. Certo che ogni percorso complicato porta con sé errori e lungaggini, sbavature e fatica. Ma ciò non significa dover mollare, anzi. Significa piuttosto usare ogni strumento possibile per procedere meglio, con più forza, rimediando agli errori e raccogliendo nuove idee.
Ecco, il senso dell’incontro di stasera – e di quelli che seguiranno nei diversi territori – è proprio questo: confrontarci su quanto fatto e rilanciare il percorso con la forza delle proposte. Assieme a noi (la presidente Serracchiani, assessori, consiglieri regionali, dirigenti del partito e tanti di voi) ci saranno anche alcuni nomi di prestigio del sistema produttivo Fvg, che racconteranno in modo concreto le ripercussioni positive delle azioni messe in campo dalla Regione in questi anni.
Rivendichiamo con orgoglio ciò che abbiamo saputo fare. Valorizziamoci.
Sono passati pochi giorni dalle amministrative, che non sono state un fallimento totale, come i media hanno narrato. E’ vero che nessuno di noi ha brindato, ma cerchiamo di analizzare tutta la situazione in modo oggettivo. Leggiamo tutto, perché non tutto è da buttare, anzi. Anche in Friuli Venezia Giulia, dove certamente alcune sconfitte bruciano, ma non vanno dimenticate le vittorie in comuni di peso come Cervignano, Lignano, Maniago, Azzano Decimo, San Canzian.
Quando parliamo di noi, ricordiamoci in che periodo stiamo governando. Siamo bravissimi ad analizzare in modo chirurgico ciò che non va (che ovviamente esiste e che nessuno vuole nascondere), ma prendiamo anche piena consapevolezza del lavoro svolto sin qui: abbiamo messo in campo, sia a livello nazionale che regionale, riforme importanti per rispondere ai problemi dell’oggi con strumenti nuovi, che sono però difficili da gestire e da spiegare alla gente. Parliamoci chiaro: le risorse sono sempre meno, i problemi invece aumentano e sono diversi da quelli di qualche anno fa. Bisogna uscirne in qualche modo e trovare la quadra è difficile; ma questo è il tempo delle scelte, anche forti. E noi – su questo non ho dubbi – le abbiamo fatte, eccome.
Fondamentale poi è fare il massimo per ritrovare il senso profondo della nostra comunità e delle ragioni dell’unità. Basta guerriglie interne. Siamo una grande comunità politica, uniamo le forze contro populisti e demagoghi, che sono i veri nemici. La sinistra deve smettere di costruirsi il nemico in casa: l’avversario è fuori. E’ il centrodestra, sono i grillini.
Confronto, umiltà, ascolto, condivisione. Facciamo leva su questo per affrontare i prossimi mesi, anche in vista degli appuntamenti elettorali del prossimo anno. Alcuni di voi credo sapranno che da qualche settimana il segretario del Pd provinciale di Udine, Roberto Pascolat, ed io, abbiamo iniziato una serie di incontri nei circoli raggruppati per Uti. Serate con dibattiti anche di tre ore; è una discussione vera, onesta. In queste settimane, girando sui territori, mi sono resa conto che a volte abbiamo sbagliato – e dovremo farci carico delle proposte che ci stanno giungendo dai nostri amministratori, dai nostri dirigenti territoriali per migliorare e cambiare rotta laddove serve – che altre volte non abbiamo spiegato a sufficienza, che in alcuni casi le cose buone fatte in questi anni la gente manco le conosce. Ed è per questo che dobbiamo continuare ad andare tra la gente, di più. Noi siamo questo. Lo siamo ancora.
Antonella Grim
7 luglio 2017

L’Assemblea provinciale del PD: coordinare tutte le forze progressiste, democratiche e civiche isontine

L’Assemblea provinciale del PD isontino, nella sua ultima assemblea di martedì scorso 4 luglio, ha approvato l’ordine del giorno proposta dal Segretario provinciale Marco Rossi per giungere ad un coordinamento tra tutte le forze progressiste, democratiche, civiche isontine, a fronte dell’iniziativa politica del centrodestra che si caratterizza per la netta volontà di non condividere le scelte con gli altri Comuni, in una logica di localismo e divisione anziché di integrazione e collaborazione fra i territori.

Di seguito il testo dell’Ordine del giorno approvato all’unanimità dai delegati presenti:

I risultati elettorali degli ultimi due anni hanno profondamente mutato il quadro politico nel territorio isontino. Ciò determina un sostanziale arretramento delle posizioni del PD e della sua capacità di incidere sulla direzione politica del territorio: un ruolo che in passato è stato possibile svolgere grazie all’uniforme colore politico di molte amministrazioni.
Anzi, l’iniziativa politica delle amministrazioni a guida centrodestra si caratterizza per la netta volontà di non condividere le scelte con gli altri Comuni, in una logica di localismo e divisione anziché di integrazione e collaborazione fra i territori.
Per queste ragioni, l’Assemblea provinciale del PD, consapevole del mutato quadro politico e della necessità di rafforzare il campo delle amministrazioni civiche e di centrosinistra che si oppongono a questa visione, non da ultimo con un documento sottoscritto da 18 sindaci isontini in opposizione alla politica del Centrodestra sulle partecipate isontine,
– DÀ MANDATO alla Segreteria in coordinamento con gli amministratori locali, di sviluppare entro settembre un’iniziativa politica per favorire la nascita di un coordinamento tra tutte le forze
progressiste, democratiche e civiche isontine, che siano in maggioranza o all’opposizione, favorendo in questo modo la costituzione di un più ampio campo democratico nel nostro territorio.
– Tale obiettivo potrà essere raggiunto con un coordinamento che va oltre i confini degli amministratori iscritti al PD, e con la stesura di un Manifesto programmatico condiviso tra tutte le
liste civiche, democratiche e progressiste che vorranno partecipare alla sua formulazione.

APPROVATO ALL’UNANIMITA’
Gradisca d’Isonzo, 4 luglio 2017

Turismo: Moretti, dal Consiglio un altro passo verso la candidatura Unesco del Collio/Brda

Turismo: Moretti, dal Consiglio un altro passo verso la candidatura Unesco del Collio/Brda

TRIESTE (01.07.17). «Con l’approvazione da parte del Consiglio regionale del disegno di legge n. 220, è stata approvata una norma, all’articolo 39, che prevede uno stanziamento di 10mila euro a favore del Comune di Cormons per il completamento, da parte del Comitato tecnico scientifico pluridisciplinare, dello studio preliminare rivolto a inserire il Collio/Brda nella “tentative list” nazionale». A renderlo noto è il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Diego Moretti. La Lista Propositiva (tentative list) costituisce l’elenco dei siti che, in attuazione della Convenzione, ogni Stato membro è tenuto a presentare al Centro del Patrimonio Mondiale per segnalare i beni che intende iscrivere nell’arco dei successivi 5-10 anni.
«Si tratta di un altro significativo e importante passaggio verso la candidatura Unesco del Collio/Brda – continua Moretti – che conferma ancora una volta l’impegno della Regione e dell’assessore all’Agricoltura Cristiano Shaurli, che ringrazio per l’attenzione e l’impegno, nei confronti di un territorio che l’Amministrazione Regionale ritiene strategico per tutta l’economia regionale».

Fasiolo: “In molte realtà il centrosinistra si è presentato diviso”

Fasiolo: “In molte realtà il centrosinistra si è presentato diviso”

Commenta i risultati elettorali anche la senatrice Laura Fasiolo: «E’ innegabile che il centrodestra unito ha ottenuto un risultato a livello nazionale nettamente superiore rispetto ai partiti del centrosinistra. E’ bene sottolineare un elemento di fondo, la migliore propensione all’unità del centrodestra che, alla luce dei risultati, sarà il leitmotiv che accompagnerà i prossimi appuntamenti elettorali, almeno per quanto concerne i contesti di elezione diretta. Sì, perché non va dimenticato che insuccessi, come quello del M5S che si deve accontentare di centri “minori”, potrebbero non ripetersi in sede di elezioni politiche che, anzi, rischiano di consolidare un multipolarismo (e quindi un’ instabilità politica cronica) con maggioranze diverse tra Camera e Senato, dopo il fallimento del referendum del 4 dicembre scorso. In molte realtà il centrosinistra si è presentato diviso, a volte polverizzato, seppure con simboli di grande richiamo e appello all’unità della sinistra italiana, salvo poi, nei fatti, rappresentare uno spezzatino molto eterogeneo nei contenuti e nelle proposte; in molte realtà, soprattutto se piccole, i partiti si sono sacrificati a un civismo “spinto”, modificati in liste civiche, confidando in un miglior successo elettorale che, alla fine, non sempre è arrivato».

«Ha detto bene Ceccanti in questi giorni a proposito della centralità della tenuta dell’unità del centrodestra sulle future elezioni politiche: “Le elezioni politiche saranno contrassegnate da chi vuole aderire all’Unione Europea rafforzata, a cui ci stanno conducendo Merkel e Macron, e su cui Lega e Forza Italia hanno posizioni non compatibili tra di loro. La coalizione che ha vinto ieri non è riproducibile sul piano nazionale, esattamente come non lo è la coalizione del Pd con tutti i pezzi di sinistra alla sua sinistra, perché anche quella non è omogenea rispetto al tema con cui si decideranno le elezioni politiche che è quello del vincolo europeo”. Il prof. Flavio Felice, dal canto suo, ha affermato: “Si potrebbe persino pensare che il Centrodestra sia interessato a forzare verso il maggioritario, ma sarebbe un tentativo maldestro perché dopo sarebbe sotto schiaffo della Lega. Quindi Berlusconi, che sicuramente è intelligente, in questo caso punterà su un sistema proporzionale. E poi se la giocano nel nuovo Parlamento sulla base del peso che ciascun partito porta con sé”».

«Vengo a me: scenari possibilissimi, tuttavia la stabilità e l’interesse dell’Italia sono altra cosa dalle strategie tampone per mandare avanti un Paese in forte deficit di riforme».

Brandolin: “Federare le diverse anime del centrosinistra”

Brandolin: “Federare le diverse anime del centrosinistra”

Pubblichiamo un commento sui risultati elettorali del deputato Giorgio Brandolin: «L’elezione di Rudi Ziberna (a cui vanno i miei auguri di buon lavoro) a Gorizia non giunge inaspettata: la debolezza del centrosinistra in regione si era già manifestata nei risultati di Trieste, Pordenone, Monfalcone e Codroipo. Quindi i segnali di difficoltà per l’azione del governo regionale, e delle segreteria – dalla regionale alle locali – c’erano già, ma non si è voluto fare nessun tipo di riflessione».
«Credo che sia indispensabile, adesso, che la presidente della Regione Serracchiani decida sulla sua ricandidatura. Per quanto mi riguarda ritengo che sia un obbligo morale che chi ha ricoperto una carica si sottoponga al giudizio dei cittadini, ricandidandosi per un secondo mandato. Qualunque sia la decisione, però, auspico che debba essere presa presto, senza attendere gli ultimi mesi. E in ogni caso bisognerà guardare per il prossimo appuntamento elettorale a un personaggio che sia un federatore delle diverse anime del centrosinistra, ma che sappia attirare anche quei gruppi di centro che digeriranno molto male uno schieramento di destra targato Lega».
«Intanto noi a Monfalcone, anche se in ritardo, una riflessione la stiamo facendo, con il rinnovo della segreteria il prossimo 8 luglio. Un ringraziamento va all’attuale segretaria che ha saputo con grande sensibilità lasciare posto a un rinnovamento. Speriamo che questo nuovo corso possa contare sull’apporto di molti giovani, nonché di persone che sappiamo dialogare con i cittadini e con i vari livelli del partito, così da creare una forza in grado di riprendersi la città».

Rossi: risultato negativo, lavoriamo per un Centrosinistra unito

Rossi: risultato negativo, lavoriamo per un Centrosinistra unito

«Anche a Gorizia si conferma un trend generale che vede il centrosinistra sconfitto in varie parti d’Italia. Sulle motivazioni che hanno portato a questo esito è bene che l’intero centrosinistra, PD ovviamente incluso e per primo, faccia un’adeguata riflessione a tutti i livelli», lo dichiara il segretario provinciale del Partito Democratico, all’indomani della sconfitta del centrosinistra nel ballottaggio per le Comunali di Gorizia. «La vittoria del Centrodestra non è tanto un successo personale del neosindaco – che ha perso voti al secondo turno e che, in percentuale, anche al primo turno aveva avuto un risultato inferiore alle proprie liste, come è noto – ma una vittoria della coalizione del centrodestra, che vince in molte parti d’Italia, è quindi un dato politico nazionale che ha colpito, inesorabile, anche Gorizia. Dove paradossalmente, andando al ballottaggio dopo 15 anni, abbiamo dimostrato un certo grado di competitività: certo che speravamo meglio, il merito del risultato migliore da diversi anni a questa parte è del candidato sindaco, Roberto Collini, che voglio ringraziare per l’impegno di questa lunga e difficile campagna elettorale. L’obiettivo, ora, dev’essere una buona collaborazione fra le forze di opposizione, che renda l’opposizione più efficace e più utile per la città».
«E come Partito Democratico, il risultato elettorale negativo, a Gorizia e in altre città e paesi, deve essere un motivo per lavorare a ricostruire il Centrosinistra, con quello spirito che portò a costruire l’Ulivo negli anni Novanta, pur consapevoli che è cambiato moltissimo in questi anni, ma un certo spirito per il quale si antepone il progetto del Centrosinistra alla visibilità della singola forza politica e del singolo, è assolutamente necessario dopo questi risultati».
«E’ chiaro che quella di Gorizia era una competizione che di partenza si sapeva essere molto difficile anche per le divisioni nel Centrosinistra, causate anche da un eccessivo personalismo che ha portato a rendere difficile una sintesi tra le diverse forze nonostante lo spirito di servizio con cui il PD abbia optato per una candidatura civica. E’ stato però anche l’ultimo importante appuntamento elettorale prima delle elezioni politiche regionali per cui ora dobbiamo rimboccarsi le maniche e dare tutti il massimo, lavorando per il massimo dell’unità e dentro il PD e fuori. Se una lezione c’è da imparare, è che il centrodestra ha vinto presentandosi unito, noi eravamo spesso divisi, o al nostro interno o con il resto del centrosinistra. Ovviamente, per l’unità serve che anche le altre forze politiche del centrosinistra capiscano che non è il momento del “tiro al piccione” contro il PD, ma è chiaro che a noi spetta il primo passo».
«A Gorizia, l’auspicio è che ora il Centrodestra sia in grado di trovare quelle soluzioni ai problemi della città che sono sotto gli occhi di tutti e che più volte abbiamo evidenziato in questi mesi: in questo mi auguro che la giunta Ziberna sia più innovativa dei dieci anni appena trascorsi. Serve una discontinuità. Ad esempio mettendo fine alla politica di austerity del bilancio comunale e di contrazione del personale: forse, con un personale non ridotto all’osso, sarebbe stato possibile intervenire più tempestivamente ieri a ripulire la città dai rami caduti e pericolanti o, ancor meglio, intervenire per tempo con una migliore manutenzione del verde.
E’ chiaro che queste elezioni segnano uno spostamento a destra in molte città, con un peso maggiore della Lega. Questo mi preoccupa e mi auguro che l’azione politica della maggioranza cittadina a Gorizia sia improntata al pragmatismo, per il bene di tutti, anziché alla mera propaganda che vedo purtroppo dominare in varie amministrazioni a guida leghista».
Detto ciò: ringrazio soprattutto i tantissimi giovani e giovanissimi volontari che, nel PD e in tutte le liste della coalizione, a Gorizia e altrove, hanno lavorato per diversi mesi con tanta dedizione ed entusiasmo, con loro dobbiamo ricostruire il PD e rinforzare il centrosinistra».