Diego Moretti incontra gli elettori – Lunedì 29 giugno ore 18:00

Diego Moretti incontra gli elettori – Lunedì 29 giugno ore 18:00


Quando?
Lunedì, 29 giugno  alle ore 18:00

Evento:
I nostri rappresentanti sono al servizio del territorio. Sanno che la democrazia rappresentativa non si esaurisce nel momento del voto, ma `è fatta di impegno e costante dialogo. Gli incontri #democratici organizzati dal Partito Democratico del Friuli Venezia Giulia permettono di conoscere il lavoro dei nostri rappresentanti e di potersi confrontare con loro.

Queste saranno le credenziali d’accesso.

Iscrizione all’evento: qui

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Proposta del Pd per la Scuola

Proposta del Pd per la Scuola

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0619 Documento_Scuola

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IL NUOVO ANNO SCOLASTICO 2020-2021

Quale e come sarà l’avvio per il prossimo anno scolastico 2020_21. Quello del post Covid.

Possiamo definirlo uno tra gli attuali temi di maggiore interesse e dibattito. Non c’è giorno in cui i mezzi di informazione trattino l’argomento. Quasi sempre citando notizie “fuori onda” o idee personali molte volte estemporanee.

E’ di questi giorni “Ripartiamo dalla Scuola”  il documento del PD Nazionale e del Forum Conoscenza

Si tratta di una proposta che rappresenta la prima vera e concreta indicazione sulla quale potrebbe poggiare l’organizzazione scolastica per il prossimo anno scolastico. Sintetizza alcuni punti che costituiscono una base di partenza per una discussione che tutti si augurano possa portare ad indicazioni operative in tempi strettissimi.

Nel documento vengono ripresi alcuni concetti che erano già stati enunciati nel corso del meet organizzato dal Pd Provinciale lo scorso 11 giugno 2020 con l’on. Camilla Sgambato (responsabile Scuola PD) ed Elisabetta Nigris (Forum Conoscenza PD). Già in quell’occasione si parlava di organizzazione degli alunni in gruppi di lavoro per evitare i doppi turni e di un coinvolgimento del terzo settore necessario per consentire,  un “Patto di comunità” tra Scuola e territorio.

Il piano è il frutto sintetico delle indicazioni, delle proposte e dei pareri emersi nel corso degli incontri sull’argomento organizzati dal PD in tantissime occasioni di confronto e di dibattito tenutesi in questi mesi ed ha come scopo quello di dare una risposta alle aspettative di una parte importante della nostra società: la ripresa delle attività didattiche in presenza.

Il responsabile provinciale scuola – Flavio Gallas

 

 

MORETTI: IL 2 GIUGNO ESPONIAMO NELLE NOSTRE CASE IL TRICOLORE

MORETTI: IL 2 GIUGNO ESPONIAMO NELLE NOSTRE CASE IL TRICOLORE

 

Il 2 giugno è la festa della Repubblica, la festa di tutti: ricorda il referendum del 1946 Monarchia-Repubblica che, a causa della non definita “questione di Trieste”, vide i cittadini del nostro territorio non poter votare in quella giornata.

 

È, in sintesi, la festa dell’unità nazionale e del Paese nel suo insieme.

Esponiamo (e invitiamo tutti i cittadini) a esporre nostre case il tricolore, come attaccamento alle istituzioni, e partecipiamo – nel rispetto delle norme sul distanziamento personale – alle manifestazioni organizzate dai Comuni isontini per martedì prossimo. Così dimostreremo ancora di più l’attaccamento alla Festa e alle istituzioni.

Dispiace infine che questa data venga utilizzata da Lega e FDI per una manifestazione nazionale (nella nostra Regione si svolgerà a Udine) di tipo prettamente partitico contro il Governo: la libertà di espressione e di manifestare è un valore fondante del nostro Paese e non può mai venire meno, SEMPRE, ma organizzare questa iniziativa nella giornata del 2 giugno lo trovo stonato.

28 APRILE GIORNATA MONDIALE VITTIME DELL’AMIANTO – LE PROPOSTE DEL PD E DEI SINDACI DELL’ISONTINO

28 APRILE GIORNATA MONDIALE VITTIME DELL’AMIANTO – LE PROPOSTE DEL PD E DEI SINDACI DELL’ISONTINO

In occasione del 28 aprile “Giornata mondiale delle vittime dell’amianto”, il Partito Democratico isontino e quello regionale – con i circoli PD di Staranzano, Ronchi e Monfalcone – hanno promosso un documento (sottoscritto da dieci sindaci dell’isontino) che, aggiornando quello dello scorso anno (che vide la condivisione degli allora candidati sindaci del centrosinistra di Staranzano, Gradisca, Turriaco e Doberdò), ripercorre quelle che sono state in questi anni le azioni delle istituzioni (una su tutte la scelta dell’aprile 2016 di investire 90 milioni sulla rimozione delle tubazioni rivestite di amianto della rete acquedottistica dei nostri comuni) e contiene una serie di istanze, richieste e proposte nei confronti di Regione e Azienda Sanitaria, dalla riapertura dell’ambulatorio CRUA di San Polo per le visite agli esposti, al supporto psicologico per gli esposti e le loro famiglie, alla valorizzazione del CRUA dando allo stesso un ruolo regionale (promessa non ancora attuata di Fedriga e Riccardi), e così avanti.
Un tema, quello dell’amianto, sul quale la nostra attenzione non potrà mai venire meno, ma anzi dovrà essere continua perché il territorio ha già pagato e sta pagando un prezzo altissimo all’utilizzo sfrenato e senza regole che si è fatto della “fibra killer”.
Su questo, il Partito Democratico isontino non intende assolutamente mollare la presa nei confronti delle istituzioni, Regione in primis, ai quali vertici il documento è stato inviato proprio questa mattina.

QUESTO E IL LINK AL DOCUMENTO –> [VAI]

Monfalcone – Cattarini “Maggioranza saltata in città con il bilancio”

Monfalcone – Cattarini “Maggioranza saltata in città con il bilancio”

 

Esiste ancora una maggioranza a Monfalcone?

C’è un Sindaco in grado di governare e amministrare in un periodo difficilissimo?

La città è spaventata dalla tragedia più grave che ha colpito il Mondo dopo la Seconda Guerra Mondiale, i cittadini temono non solo per la loro salute, ma per il loro lavoro, per i loro risparmi, per il loro futuro.

Noi a Monfalcone cosa abbiamo avuto?

Montagne di dirette sui social, esibizioni di giacche della Protezione Civile, improbabili ordinanze in danno dei lavoratori, che giustamente protestano, e poco poco altro. CI è stato raccontato che la Sindaca ha fatto tante cose, ma poche di queste sono vere. Di queste poche, molte sono sbagliate.

Qualche esempio?

Ci è stato raccontato che la Sindaca ha avuto un qualche ruolo nella gestione dello stabilimento Fincantieri, in particolare sulla chiusura e sulla riapertura. La verità è un’altra: Fincantieri è, per nostra fortuna, una delle più grandi e importanti realtà mondiali della cantieristica navale. L’azienda ha predisposto un piano nazionale di gestione dell’emergenza sanitaria, che è stato concordato con il Governo nazionale. In questo Monfalcone non ha avuto alcun ruolo specifico. O ci si vuole  raccontare che il Comune di Monfalcone ha deciso chiusura e riapertura degli stabilimenti di Palermo o di Ancona? Tanto poco hanno ascoltato la Sindaca che se n’è andata sbattendo la porta, è stato scritto su questo giornale. Però ha vietato il “terlis”: non serve a nulla e ha fatto arrabbiare un po’ tutti, operai, e commercianti già in difficoltà, che non potrebbero far entrare i clienti. I sindacati sono giustamente insorti. Allo stesso modo, quando abbiamo sollevato la questione degli spogliatoi, non ha detto nulla e nulla continua a dire in merito alla gestione delle ditte d’appalto e di chi vi lavora, se non chiedere che riprendano solo i lavoratori vivono nel territorio. E gli altri? Pensa davvero che le ditte esterne, con le persone e le loro professionalità, si sostituiscano in 15, 20 giorni? Tanto fumo, poca sostanza. Poco si è fatto, ma in compenso molto si è insultato ed irriso gli avversari politici: è capitato a me, ai consiglieri comunali a tanti altri senza il minimo rispetto umano e politico. Ricapiterà, è purtroppo un fatto caratteriale.

La Sindaca non ha capito, quindi, che ci troviamo di fronte a una tragedia immensa, che va affrontata con una nuova cultura e strumenti straordinari. Bisogna anzitutto dare a chi non ha nulla, perché vi sono fasce importanti di monfalconesi che hanno problemi di vera sopravvivenza. Poi bisognerà gestire una ripartenza difficilissima, aiutando con denaro liquido i piccoli commercianti gli esercizi pubblici, che sono quelli che dalla chiusura hanno subito di più. Non c’è un progetto su questo, e il bilancio appena approvato su questo non fa nulla. Anzi, incredibilmente, continua a contenere poste di spesa per feste e iniziative che, nella nuova economia di emergenza, non troveranno più posto. Senza avere capito cosa sta succedendo, si da un improbabile incarico ad un consulente, che non si capisce bene cosa debba fare.  Costo oltre 20.000 €uro, in un momento in cui il denaro servirebbe a ben altro. Che non possa andare avanti così lo hanno capito, per quanto in ritardo, persino gli alleati della sindaca. Ieri il leader del suo maggiore alleato, Nicoli, di cui va apprezzata l’onestà intellettuale, nel suo intervento sul bilancio ha di fatto decretato la fine dell’alleanza tra Lega e Forza Italia per governare Monfalcone. Infine, l’ennesima sconfitta giudiziaria. Come avete scritto, il Tribunale di Trieste ha respinto la richiesta di annullamento della transazione stipulata con Fincantieri dalla precedente amministrazione.

Quella transazione fu un gravissimo errore. Assieme a moltissimi nel mio partito, al tempo l’ho detto e scritto, e chi l’ha stipulata ne ha pagato il prezzo politico. Avevo anche detto, sempre su questo giornale, con chiarezza che fosse del tutto inutile continuare, per pura propaganda, a mettere in discussione la transazione in Tribunale, prendendomi la, purtroppo solita, dose di insulti. Oggi la Magistratura, guarda un po’, mi da ragione, e il Comune ha gettato al vento un’altra ventina di migliaia di €uro. Si può continuare così? Si possono gettare al vento i pubblici denari continuando a cavalcare per pura propaganda questo argomento?

Proprio vero: per risollevare l’economia della città non c’è un progetto né una visione, ma c’è una cosa da fare subito: tagliare spese inutili e aiutare chi soffre.

Il Partito Democratico non crede che questa Amministrazione sia in grado di farlo.

 

Riccardo Cattarini – segreteria Partito Democratico Provincia di Gorizia

SULLA PROSSIMA STAGIONE TURISTICA DI GRADO I SOGGETTI ISTITUZIONALI E DEL SETTORE DEFINISCANO UNA STRATEGIA E PROPOSTE COMUNI

SULLA PROSSIMA STAGIONE TURISTICA DI GRADO I SOGGETTI ISTITUZIONALI E DEL SETTORE DEFINISCANO UNA STRATEGIA E PROPOSTE COMUNI

Viviamo giorni e settimane assolutamente pesanti, sia dal punto di vista sanitario che economico, per cui è doveroso pensare a quando si ripartirà, pianificando il futuro con gli strumenti e le idee più idonei.

Uno dei temi sollevati in questi giorni, anche in maniera provocatoria, è l’abolizione del pagamento del biglietto d’ingresso alla spiaggia gestita dalla GIT: per l’Isola non è un tema nuovo (se ne parla da anni). Le previsioni post-COVID19 per la prossima stagione si riferiscono ad un drastico calo dei turisti, per cui crediamo che tutti gli attori in campo (Regione, Comune, GIT, operatori e imprese) debbano sedersi attorno ad un tavolo e proporre, ciascuno per il proprio ruolo, idee per tentare di salvare – per quanto possibile – una stagione che – usando un eufemismo – non si preannuncia per niente facile.

Da subito quindi GIT ed operatori del settore devono farsi carico di sottoporre a Regione e Comune un piano di rilancio che permetta a queste istituzioni di valutarlo e sostenerlo in maniera concreta.

Un’idea potrebbe essere quella di prevedere buoni vacanza da destinare ai residenti in Regione, ma la stessa GIT (grazie alla sana e corretta gestione di questi anni) ha una capacità di indebitamento tale per cui qualche investimento potrebbe farlo, a miglioramento dell’offerta della propria spiaggia.

Deve essere chiaro che la spiaggia, per mantenere il suo valore e per dare continuità ad una peculiarità tutta gradese, deve mantenere il suo assetto unitario con i varchi di accesso controllati, per cui crediamo che il problema del biglietto d’ingresso non sia oggi la priorità rispetto ad un’idea di ripartenza immediata che deve essere prioritaria rispetto a tutto il resto, e che deve vedere tutti (istituzioni e operatori) impegnati e solidali.

Il Pd: «Il sindaco vigili sul San Giovanni di Dio convertito al Covid-19»

Il Pd: «Il sindaco vigili sul San Giovanni di Dio convertito al Covid-19»

Il Pd: «Il sindaco vigili sul San Giovanni di Dio convertito al Covid-19»

Franco Perazza e Angiola Restaino, entrambi del Pd, intervengono in seguito alla raccolta di 970 firme, avviata da Adelino Adami, medico chirurgo in pensione che ha lavorato all’ospedale di Gorizia e successivamente a Trieste, e Giorgio Bisiani, tecnico che ha legato la sua carriera al servizio di Emodialisi del nosocomio goriziano.«Una lettera aperta – sottolineano – in cui si ringraziano i nostri bravi e coraggiosi sanitari ma si esprimono preoccupazioni per il futuro dei servizi ospedalieri di Gorizia e si chiedono garanzie e rassicurazioni precise, pubbliche e formali da parte del sindaco e del dg di Asugi sulla volontà di non sottoporre la sanità goriziana e isontina ad ulteriori e definitivi impoverimenti e declassamenti dei reparti e dei servizi. Senza nessun intento polemico, al di sopra di ogni interesse di partito, anche noi esprimiamo preoccupazione, e lo facciamo perché, in frangenti drammatici come quelli che stiamo vivendo, appare del tutto evidente l’importanza di un servizio sanitario pubblico efficiente, capillare, esteso a tutti, che valorizzi competenze e professionalità».«Noi diciamo no – dicono – a ridimensionamenti della sanità pubblica a favore del privato, come purtroppo è avvenuto in Regioni come la Lombardia e il Veneto, per esempio, con i risultati disastrosi cui stiamo assistendo. La nostra grande preoccupazione è di veder spogliato l’ospedale di tutte quelle funzioni indicate con precisione ed obiettività dalla lettera/appello. La drammatica emergenza sanitaria e le drammatiche conseguenze economiche e sociali che ne deriveranno, in un territorio già così provato come il nostro, impongono una assunzione di responsabilità. Dobbiamo guardare al dopo, dobbiamo essere consapevoli che, o si esce diversi da questa emergenza o non si esce. Niente più deve essere fatto per apparire, per dividere, per criminalizzare ogni voce diversa dalla propria. Amministrare, in momenti di isolamento, dolore e di paura, deve significare raccogliere proposte e preoccupazioni e dare risposte concrete, adeguate, lungimiranti. Noi siamo pronti a fare la nostra parte».Conclude il Partito democratico: «Non approfitteremo dell’impegno generoso ed eroico dei nostri operatori per polemizzare e fare opposizione per principio. Abbiamo una sanità ospedaliera di prim’ordine e le nuove funzioni ospedaliere dipendenti dall’emergenza lo confermeranno. Unendoci ai numerosi cittadini sottoscrittori della lettera citata, chiediamo attenzione e vigilanza al sindaco».

La sindaca di Gradisca d’Isonzo lancia l’allarme

La sindaca di Gradisca d’Isonzo lancia l’allarme

Centro per il rimpatrio a rischio. Covid-19 è arrivato anche qui”

Nella zona di confine di Gorizia, il coronavirus acuisce l’emergenza. La prima cittadina Linda Tomasinsig: “Nel Cpr non c’è abbastanza sorveglianza sanitaria. Niente regole per chi esce per decorrenza dei termini”
“Ho reso pubblico il caso del detenuto nigeriano trasferito dal carcere di Cremona nel “nostro” Centro per il rimpatrio, e risultato poi positivo al Covid-19. A un sindaco spetta vederci chiaro e tutelare il diritto alla salute di tutti, dei cittadini, dei lavoratori e dei reclusi”. Linda Tomasinsig è la sindaca di Gradisca d’Isonzo, democratica, 45 anni, biologa. Ha denunciato in un post su Facebook una situazione che rischia di diventare fuori controllo, quella dei due centri di Gradisca, il Cpr dove si trattengono gli immigrati irregolari in vista dell’espulsione e il Cara, per i richiedenti asilo. Ha scritto una lettera ai ministri dell’Interno Luciana Lamorgese e della Salute, Roberto Speranza, al prefetto di Gorizia Massimo Marchesiello e al governatore del Friuli, Massimiliano Fedriga. Il Cpr di Gradisca è anche oggetto di un’interrogazione parlamentare del deputato Riccardo Magi di +Europa. Nella zona di confine di Gorizia, il coronavirus acuisce l’emergenza.

Sindaca Tomasinsig, il Cpr è un’emergenza nell’emergenza?
“Dove c’è promiscuità la situazione si aggrava, è evidente. Ma soprattutto io ho chiesto e chiedo che il livello di sicurezza dal punto di vista sanitario del Cpr sia massimo. E poi va affrontato dal governo il problema delle uscite dal Cpr per decorrenza dei termini, come è accaduto nelle settimane passate, perché anche lì le cose finiscono fuori controllo”.

Ma i rifugiati e i richiedenti asilo non saranno messi in mezzo alla strada, anche se il tempo di permanenza nei centri ad hoc è scaduto.
“Così sembra. Il mio allarme infatti è per il Centro di espulsione degli  irregolari, il Cpr, che attualmente ha 45 reclusi e vi lavorano decine di persone”

Cosa è successo esattamente nel Cpr di Gradisca?
“Da dicembre è stato aperto questo Centro per il rimpatrio. Qui peraltro a gennaio è morto un detenuto ed è stata aperta un’inchiesta. Ci sono state rivolte, tentativi di suicidio, atti di autolesionismo. La tensione è alta. E nelle scorse settimane dal carcere di Cremona è stato trasferito un detenuto nigeriano, in attesa appunto dell’espulsione. Stava male. E’ risultato positivo al Covid-19, mi è stato garantito che è stato messo in isolamento. Poi è stato trasferito in ospedale. Ho reso pubblica la vicenda perché non si scherza con la salute di nessuno, sia di chi sta dentro recluso, che dei lavoratori – che vanno e vengono – e della cittadinanza tutta di Gradisca”.

Secondo lei non c’è abbastanza sorveglianza sanitaria?
“La sorveglianza deve essere massima. Il Cpr va monitorato ancora di più dello stesso Cara, ovvero del centro per i rifugiati e richiedenti asilo, limitrofo, dove ci sono 180 migranti. Ma quello che io temo, e su cui sto cercando di richiamare l’attenzione, è: cosa succede ai reclusi se, scaduta la decorrenza dei termini,  vengono messi fuori”.

Cosa ha scritto esattamente a Viminale e al ministero della Salute?
“Ho lanciato l’allarme. Il progressivo rilascio per decorrenza dei termini delle persone trattenute, che d’altra parte non possono lasciare il territorio nazionale per la chiusura dei confini, come si gestisce? Vagano e dormono all’addiaccio? Quali sono le loro condizioni di salute? Sono stati in precedenza in quarantena o lo devono essere? O vale anche per loro il non rilascio? Per noi la difficoltà è enorme e non abbiamo neppure le informazioni complete”.

I contagi a Gradisca sono molti?
“Sono dieci su 6.500 abitanti, per fortuna. In generale in Friuli Venezia Giulia l’emergenza coronavirus pur grave, lo è meno che nelle regioni più colpite della Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. I nostri cittadini si sono armati di molto senso civico e rispettano le ordinanze di contenimento”.

Lei ha varato misure particolari?
“No, ho recepito quanto governo e Regione hanno deciso. Onestamente non c’è bisogno di moltiplicare la confusione”.

A questo link –>  l’intervista completa
Covid-19 – cinque ordini del giorno respinti senza un perché: occasione persa

Covid-19 – cinque ordini del giorno respinti senza un perché: occasione persa

Gorizia, 2 aprile – L’approvazione all’unanimità del secondo disegno di legge legato all’emergenza Coronavirus, il ddl n. 85, è stato l’ennesimo segnale di collaborazione da parte dei gruppi politici del Consiglio regionale. Pur contenendo anche norme che con l’emergenza non c’entrano nulla (su tutte il prolungamento delle elezioni del 2021 al 2022), il voto favorevole del nostro gruppo al ddl nel suo insieme conferma il senso di responsabilità di fronte ad una situazione emergenziale mai vissuta prima. Peccato che la Giunta e la maggioranza abbiano respinto cinque ordini del giorno (sui sette presentati) che contenevano indicazioni costruttive e collaborative sui temi in discussione. Tra questi, uno conteneva la possibilità di concedere anche alle famiglie con disabili la possibilità di uscire di casa con procedure semplificate (senza certificati medici specifici ma con il solo certificato di disabilità che già contiene la necessità di accompagnamento), ma inspiegabilmente è stato, assieme agli altri, respinto.

Si può uscire – giustamente – per portare il cane a fare i propri bisogni, ma non il resto. Davvero un peccato, un’occasione persa…

Scarica e leggi gli ordini del giorno respinti da Fedriga:

ddl 85 odg 1

ddl 85 odg 2

ddl 85 odg 3

ddl 85 odg 4

ddl 85 odg 6

Un ricordo di un grande sagradino, alberto Rissdorfer

Un ricordo di un grande sagradino, alberto Rissdorfer

Gorizia, 28 marzo – “Non posso che ricordare di Alberto Rissdorfer la schiettezza e la franchezza, espressi a volte in maniera burbera, ma sempre molto sincera. Le sue presenze alle assemblee della sezione di Sagrado erano sempre fonti inesauribili di aneddoti della vita professionale, politico-amministrativa nella DC e in consiglio comunale, nella CISL, nello sport sagradino e regionale, da apprezzato dirigente sportivo. Nel 2015, in occasione dei suoi 90 anni, ebbi il piacere e la fortuna di esserci – invitato in Municipio dall’Amministrazione comunale di Sagrado – per festeggiare i suoi 90 anni: davvero una vita che ha attraversato la storia del nostro Paese, una vita di impegno civile e sociale veramente piena.”