Moretti e il Pd locale: «Fontanot svogliato, dovrebbe dimettersi»

Moretti e il Pd locale: «Fontanot svogliato, dovrebbe dimettersi»

 

Galeotte furono le dichiarazioni dell’ex sindaco di Ronchi dei Legionari, Roberto Fontanot, che, nei giorni scorsi, ha nuovamente sdoganato la commemorazione della marcia su Fiume, partita il 12 settembre del 1919 con in testa Gabriele D’Annunzio. La segreteria cittadina e quella provinciale del Partito Democratico, ora, ne chiedono le dimissioni. «Fontanot, è bene ricordarlo – sono le parole di Savio Cumin e Diego Moretti – non è retribuito dalle casse comunali per speculare dottamente sulla storia, bensì per coordinare, da assessore, la Polizia locale, la Protezione civile, l’edilizia privata e i rapporti mandamentali. Finora, al riguardo, la sua azione amministrativa, pur mensilmente compensata, è stata totalmente svogliata e improduttiva, motivo per cui, se l’ex sindaco avesse un briciolo di dignità politica, dovrebbe dimettersi, godersi la pensione maturata e lasciare spazio a giovani ben più motivati e volenterosi di lui. Seguendo, tanto per fare un nome – proseguono – il virtuoso esempio del già primo cittadino di San Canzian, Silvia Caruso». Una richiesta forte, che arriva dopo anni di furiose battaglie tra il Pd, di cui Fontanot faceva parte (nella foto accanto a Renzi)e lo stesso ex sindaco, più volte criticato per le posizioni assunte, nel 2016, durante la campagna elettorale che relegò proprio il dem all’opposizione, facendo vincere Livio Vecchiet. Sulla questione dannunziana, poi, al centro del dibattito agostano, il Pd ronchese e provinciale, condivide e apprezza la posizione dell’Anpi. «Una realtà – sono ancora le parole di Cumin e Moretti – sempre attenta a tutelare la tradizione democratica e antifascista della comunità e ben lontana dall’obiettivo di strumentalizzare le vicende storiche di cento anni fa, come avviene, al contrario, in certi ambienti estremisti all’eterna ricerca di nemici e contrapposizioni. Le riflessioni pacificatrici dell’assessore Fontanot, per certi versi condivisibili, sono, come sempre gli accade, di pura convenienza politica. Ci chiediamo dov’era l’ex sindaco negli ultimi due anni, quando la Lega e la destra mandamentale hanno a più riprese strumentalizzato la ricorrenza locale del 12 settembre? Se ne stava opportunamente zitto per non polemizzare con lo schieramento del centrodestra, nel quale, non a caso, è stato candidato alle ultime elezioni regionali, salvo, poi, ottenere una sonora bocciatura dai cittadini». La battaglia continua. E si fa ancora più aspra.

Prof di sinistra “sotto osservazione”
Sindacati in rivolta. I Cobas: sciopero

Prof di sinistra “sotto osservazione”
Sindacati in rivolta. I Cobas: sciopero

Sul monitoraggio della politica a scuola affidato al garante per i minori e annunciato per settembre dal sindaco di Monfalcone Anna Cisint c’è ora anche la minaccia di sciopero. La firmano i Cobas Scuola del Fvg, «sconcertati» dall’ipotesi «sportello riservato d’ascolto destinato ad accogliere le lamentele contro i prof troppo politicizzati e di sinistra». Se arriverà, si legge in una nota, «ci riserviamo di valutare lo stato d’agitazione per arrivare se necessario a proclamare anche uno sciopero interprovinciale». A intervenire sono anche Cgil, Cisl e Uil. Francesco Sinopoli, segretario generale Flc Cgil, e Adriano Zonta, segretario regionale di categoria, esprimono «solidarietà ai docenti e al personale delle scuole di Monfalcone colpiti dalle “liste di proscrizione” della sindaca Cisint». Nel mirino la «(dis)educazione alla delazione e la paradossale accusa di “fare politica” a scuola, con conseguente processo pubblico». All’attacco anche il confederale della Cgil Fvg Villiam Pezzetta: «Siamo di fronte a quella che non so se considerare una scivolata o il maldestro tentativo di fomentare una campagna basata sul nulla. Nessun caso concreto, solo l’ennesima crociata contro gli insegnanti comunisti, curiosamente scatenata a scuole chiuse». Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola, boccia a sua volta la proposta: «Non spetta al garante dell’infanzia svolgere funzioni da minculpop, mentre esula certamente dai compiti di un amministratore locale attivare controlli sul comportamento degli insegnanti, ai quali andrebbero manifestati casomai rispetto e gratitudine per la generosità con cui svolgono il loro compito in condizioni che meriterebbero ben altra considerazione a livello sociale, normativo ed economico». Ugo Previti, segretario regionale della Uil Scuola, aggiunge: «Ognuno, privatamente, può avere le proprie idee ma la scuola è e deve essere libera, senza ideologie, anche di criticare le ordinanze del sindaco se è il caso. Se poi i docenti fanno politica in classe, i genitori e gli alunni hanno già tutti i mezzi per contestarli». A difendere Cisint è invece il Popolo della Famiglia di Monfalcone che denuncia «l’indottrinamento degli studenti» e promuove l’operazione-garante, «che permetterà di contrastare abusi e incongruenze a scuola».Il sindaco trova poi appoggio nel collega di Gorizia Rodolfo Ziberna: «Gli eccessi possono manifestarsi ovviamente sia in un senso che nell’altro, ma una certa propaganda attacca con “fake news” chiunque osi affrontare questi argomenti, come peraltro il dramma delle foibe e degli esuli. Pochi sanno, per esempio, quanto sia ostacolata da una parte del corpo docente la partecipazione degli studenti agli eventi legati al Giorno del ricordo».La diretta interessata, intanto, attacca ancora: «La sinistra è finita, altrimenti non si sarebbe accanita con tanta pochezza su un tema importante come quello della scuola. Evidentemente, dei giovani, le importa poco. Speriamo che la mia denuncia contribuisca a far terminare il dannoso regime della “palestra democratica” e a favorire il senso critico». Dal Pd ribatte il consigliere regionale Diego Moretti: «La retromarcia di Cisint conferma che abbiamo colpito nel segno, ma non basta ad abbassare la guardia su un tema delicatissimo e sul quale non ci possono essere compromessi. La stessa difesa del presidente Fedriga non ha nulla di culturale o di pensiero politico, ma è il solito slogan fatto per la sola ricerca e individuazione del nemico a tutti i costi».-

Pd: «Aria di regime» 
Ma Cisint tira dritto
 e Fedriga la blinda

Pd: «Aria di regime» 
Ma Cisint tira dritto
 e Fedriga la blinda

«La sinistra deve capire che è finita la sua dittatura, scuola compresa». Avesse mai avuto bisogno di un alleato nell’annunciato monitoraggio del presunto tifo per la sinistra di alcuni insegnanti, Anna Cisint lo trova comunque in fretta. A Cervia, alla festa della Lega Romagna, Massimiliano Fedriga, sul palco col sottosegretario ai Beni culturali Lucia Borgonzoni (che Matteo Salvini ha candidato al governo dell’Emilia Romagna), benedice la linea del sindaco di Monfalcone. Ma va anche oltre, con una dura polemica «sul vergognoso utilizzo politico dell’istruzione fatto dai mondi della sinistra». Il presidente della Regione interviene il giorno dopo l’annuncio di Cisint di voler affidare al garante per i diritti dell’infanzia e l’adolescenza di Monfalcone il compito di raccogliere i racconti di studenti e genitori su quanto accade in aula, viste le segnalazioni, una decina, su docenti critici con iniziative e comportamenti della Lega. «C’è un garante in Comune e si occuperà giustamente di verificare i casi in cui i professori utilizzano il loro ruolo in classe per fare politica», le parole del governatore, che poi aggiunge: «Finalmente c’è qualcuno che dice basta con l’uso di posizioni di potere, anche dentro la scuola, per portare avanti l’ideologia di sinistra. Solidarietà al sindaco di Monfalcone, che ha detto una cosa ovvia». Nella prima domenica agostana, con toni alti erano intanto arrivate le repliche dei dem. All’attacco con la senatrice Tatjana Rojc, che denuncia il «controllo invasivo» della Lega e la realizzazione nella città dei cantieri della «società illiberale di Orban e Salvini». Che bisogno ha un partito quotato verso il 40%, domanda Rojc, «di andare a scovare qualche insegnante che ha la colpa di dirsi antifascista, come fosse una bestemmia? La risposta è semplice: nessun regime tollera voci fuori dal coro, nemmeno minoritarie». Diego Moretti, consigliere regionale, rincara la dose: «La foga epuratrice ha individuato un altro nemico: adesso è il turno degli insegnanti “di sinistra”, colpevoli di non condividere l’opinione di governo e di esprimere liberamente le proprie opinioni. Siamo alle liste di proscrizione, da pubblicare sui social, tanto per creare le campagne d’odio care a Salvini e ai suoi sodali, grazie alla segnalazione anonima di studenti magari arrabbiati per un brutto voto. Solo nel Ventennio o nei regimi comunisti dell’Est Europa si sono visti atti del genere». L’ex parlamentare e dirigente scolastica Laura Fasiolo si dice invece «sbigottita» per i compiti che Cisint vorrebbe assegnare al garante per i diritti dell’infanzia e l’adolescenza: «Sarebbe una vera e propria ingerenza nel mondo della scuola, un novello siracusano Orecchio di Dionisio». «”Schedare” gli insegnanti di sinistra viola gli articoli 21 e 33 della Costituzione, insulta la dignità professionale di una intera categoria e dimentica che il sindaco non ha poteri di “intelligence” di alcun genere», fa eco Furio Honsell di Open, che annuncia un’interrogazione e una mozione sul tema in piazza Oberdan. Cisint, tuttavia, non cambia idea. Si dice innanzitutto pronta a portare in tribunale Selvaggia Lucarelli, l’opinionista e blogger che ha denunciato il tweet in cui si anticipa la campagna d’ascolto di genitori e ragazzi: «Ha deciso lei che avrei fatto liste di proscrizione di cui non ho mai parlato. Probabilmente la querelerò e i soldi che ricaverò li darò ai bambini maltrattati». Il sindaco ripropone quindi le sue considerazioni. «Stimo il corpo insegnante, ma la mia esperienza mi fa dire che il mondo della scuola così tanto neutrale non è. Io, da mamma, non sono per esempio d’accordo che un docente dica a mio figlio che i porti debbano essere aperti». Il riferimento è alle segnalazioni ricevute, una delle quali di un ragazzo «bullizzato» perché non di sinistra. «Non fare niente sarebbe gravemente sbagliato», insiste Cisint ribadendo che a settembre chiederà al garante di fornire il quadro della situazione. E, se emergeranno comportamenti ritenuti inadeguati alla professione di docente, «c’è la possibilità di riferire i fatti a ministero e Ufficio scolastico regionale». Il sindaco denuncia anche «il clima di odio e intimidazione che attraverso i social si è scatenato da quando la città ha deciso democraticamente di scegliere una strada diversa da un passato che i monfalconesi rifiutano. Delegittimazione non tollerabile in rete e nei bar, ma inammissibile se trasferita all’interno delle scuole. Chi ha perso ha un approccio che ha creato una situazione sempre più difficile. Qualcuno è pure un insegnante».–

Visita in carcere Moretti – Cattarini – È necessario un aumento strutturale del personale

Visita in carcere Moretti – Cattarini – È necessario un aumento strutturale del personale

«La visita odierna alla Casa Circondariale di Gorizia ha dimostrato ancora una volta come gli operatori della Polizia Penitenziaria che gestiscono la struttura isontina siano davvero un’eccellenza del sistema penitenziario nazionale, pur rispetto alle ristrettezze di personale esistenti». Lo afferma il segretario provinciale e Consigliere regionale Pd, Diego Moretti dopo la visita al Casa Circondariale di via Barzellini, compiuta assieme a Riccardo Cattarini, esperto delle questioni di giustizia del PD provinciale. «La struttura isontina non vive la situazione sovraffollamento di altri carceri italiani: attualmente sono presenti ventiquattro reclusi, con una forte incidenza di detenuti italiani. Quello che però preoccupa maggiormente, sia per i servizi interni, sia per la gestione della sicurezza, è la carenza di organico della struttura goriziana, che vedrà solo entro la fine dell’anno un aumento di cinque unità per il personale della polizia penitenziaria. Questa boccata d’ossigeno, purtroppo, sarà del tutto temporanea, perché la pianta organica verrà nuovamente ridimensionata dai prossimi pensionamenti previsti nel corso del prossimo anno, tornando di fatto, alla situazione pregressa.

Questa penuria di risorse è maggiormente visibile in quelle che vengono definite come “le porte girevoli” cioè i momenti di accoglienza temporanei dei nuovi reclusi nelle ore più difficili della notte e nei fine settimana, dove il personale presente, già ridotto all’osso per la sorveglianza, viene caricato anche dei nuovi accessi e di tutte le procedure connesse. Ciò, pur in presenza di una norma che prevede l’utilizzo delle celle temporanee presso le strutture delle forze dell’ordine, che di fatto non è in alcun modo applicata». Continua il consigliere Dem «Le soluzioni proposte dagli operatori e che vorrei portare all’attenzione degli organi regionali e del Ministero competente sono essenzialmente due:

. la prima è l’aumento stabile per l’organico della struttura;

. la costruzione di celle temporanee di minima sicurezza nelle caserme delle forze dell’ordine di maggior dimensione del territorio, in modo da coprire gli accessi nei momenti di difficoltà per la Casa Circondariale.

Gli operatori ci segnalano, inoltre, un problema che potrebbe ricadere in futuro sulle strutture presenti nel nostro territorio nel momento in cui saranno effettivamente dismessi i penitenziari psichiatrici, in particolare che il peso di queste strutture ricada sugli istituti carcerari, andando ad a sovraccaricare quella che è la condizione dei penitenziari dal punto di vista di risorse e personale, aggravando ulteriormente la situazione sia per la mancanza di formazione degli operatori oltre che l’assenza di spazi adeguatamente strutturati per gestire questa tipologia di ospiti». Cattarini aggiunge «Nella scorsa legislatura si erano fatti grossi sforzi per rendere la politica della giustizia più simile a quella dei Paesi più avanzati, nei quali il carcere non è mai l’unica soluzione. Il Governo attuale, per ragioni di pura propaganda, sta tornando ad un sistema che vede il carcere come unica forma di intervento. Non è certo un progresso, è anzi un ritorno ai tempi in cui il nostro sistema carcerario era uno dei peggiori del mondo criticato da tutti, e che ci è costato anche sanzioni dall’Unione Europea».

«Chiediamo – concludono Moretti e Cattarini – che venga aperta una finestra su questo mondo da parte del Consiglio regionale e delle autorità ministeriali competenti, costituendo un tavolo di lavoro congiunto che possa nel più breve tempo possibile arrivare alla soluzione di quelle che sono delle problematiche importanti per operatori e detenuti perché il grado di civilizzazione di una società non si misura solo dalle sue opere d’arte e d’ingegneria ma anche dallo stato delle sue prigioni».

ATER: Moretti (Pd), all’Isontino si toglie il direttore generale e diventa succube di Trieste 

ATER: Moretti (Pd), all’Isontino si toglie il direttore generale e diventa succube di Trieste 

 

23.07.19. «La riforma del sistema ATER massacra i territori, cancella l’Alto Friuli, penalizza l’isontino e accontenta una dozzina di persone che saranno nominate nei reintrodotti Consigli di Amministrazione». A dirlo è il consigliere regionale e segretario provinciale Pd, Diego Moretti, commentando la calendarizzazione del ddl n. 56 “Ordinamento delle Aziende territoriali per l’edilizia residenziale, nonché modifiche alla legge regionale 1/2016 in materia di edilizia residenziale pubblica”.

 «L’obiettivo è chiaro, si vogliono moltiplicare le poltrone, riportando i consigli di amministrazione al posto degli amministratori unici, per accontentare i soliti noti a discapito del territorio. Il tutto, fatto con il metodo che oramai contraddistingue la giunta Fedriga, un vero e proprio blitz eseguito in assoluto silenzio. Altro che l’ascolto tanto declamato: un passaggio in tutta fretta in commissione venerdì e nessun confronto con gli amministratori del territorio. Dicono di essersi dimenticati della scadenza dei direttori delle ATER così, per risolvere una loro colpevole omissione, utilizzano una procedura d’urgenza strumentale che rappresenta l’ennesimo sfregio al ruolo del Consiglio».

 Conclude Moretti, «questo disegno di legge uccide l’autonomia dell’ATER di Gorizia che, in cambio dello strapuntino del CdA (che a questo punto non conterà nulla), perderà il Direttore Generale e sarà completamente succube di Trieste. Siamo certi che la Giunta, domani, garantirà ai propri “amici” la presenza di loro rappresentanti nel CdA, un “contentino” che servirà solo a lavare le loro coscienze ma che dal punto di vista gestionale rappresenterà una pallida raffigurazione di quella che è sempre stata in questi anni l’autonomia dell’ATER isontina.Assistiamo, con questa Giunta regionale, alla costruzione di un vero e proprio poltronificio: passiamo da zero poltrone (attualmente i direttori generali sono dipendenti interni ATER), a 4 consigli di amministrazione con tre componenti scelti nella corte di Fedriga».

Enti locali: Moretti, 1.300 firme per rivendicare tutela isontino

Enti locali: Moretti, 1.300 firme per rivendicare tutela isontino

Consegnata petizione a Zanin. «Ora vedremo capacità di ascolto del cdx»

 

 

UDINE 04.06.19. «Dagli spezzatini o dalle annessioni annunciate sulla riforma degli enti locali, dopo quanto accaduto sulla Sanità, da Fedriga e dal centrodestra solo umiliazioni per il territorio isontino. Ora, sulla prossima, annunciata ma non ancora formalizzata, riforma delle autonomie locali, si dia ascolto vero alla voce di ben 1.300 persone che hanno sottoscritto la petizione per la tutela dell’Isontino». A dirlo è il consigliere regionale e segretario del Pd isontino Diego Moretti che oggi, insieme al presidente dell’assemblea provinciale del Pd di Gorizia Alessandro Zanella, ha consegnato al presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, una petizione con circa 1.300 firme per la tutela, la valorizzazione e l’unità del territorio isontino.

«Finora, dagli atteggiamenti e dalle dichiarazioni di intenti della Giunta e del centrodestra, non c’è stato nulla di positivo per il territorio isontino: passate le elezioni amministrative (tanto per non scontentare nessuno), come garantito dal centrodestra, la riforma degli enti locali dovrebbe arrivare nell’agenda dei lavori del Consiglio. Vedremo di quale ascolto sarà capace la maggioranza regionale e di come darà seguito o meno alle istanze espresse da un intero territorio». Infatti, come ha ricordato anche Zanella (primo firmatario della petizione), «questa è un’azione politica dove il Pd inizialmente ha avuto un ruolo propulsivo, per poi svilupparsi in maniera pressoché trasversale, esprimendo una volontà di tutto il territorio». I contenuti della petizione sono infatti presenti nelle singole mozioni votate dai 25 Consigli comunali dell’isontino in questi ultimi mesi: «speriamo che questo sia tenuto in considerazione dalla Giunta regionale e da tutto il centrodestra, trattandosi della volontà di un intero territorio espressa attraverso i massimi organi elettivi locali» ha sottolineato Moretti.

La petizione, chiede al presidente della Regione e a quello del Consiglio di:

intraprendere tutte le iniziative possibili atte a valorizzare e a tutelare i confini territoriali isontini, nonché il patrimonio e le identità espresse all’interno di quest’area dall’insieme dei suoi comuni;

Promuovere ogni iniziativa mirata a tutelare l’autonomia politica e amministrativa dell’Isontino;

Coinvolgere, nel processo di nuova identificazione dell’autonomia isontina, tutte le amministrazioni comunali dell’area isontina attraverso un approccio che parta dal basso e consideri le specificità economiche, linguistiche e amministrative dell’area interessata.

Primarie: Moretti (Pd), Domenica sarà una giornata importante per il Paese e per l’unità del territorio isontino

Primarie: Moretti (Pd), Domenica sarà una giornata importante per il Paese e per l’unità del territorio isontino

 «Domenica sarà una giornata importante per la democrazia del nostro Paese e l’isontino farà la sua parte». Interviene così il segretario provinciale del Pd Diego Moretti. «L’obbiettivo finale di questa importante giornata per il Partito Democratico – continua Moretti – è quello di creare un’alternativa chiara e credibile a chi sta affondando il nostro Paese. Read More

«Nel limbo 188 vincitori di concorso per oss» Il Pd interroga la giunta

«Nel limbo 188 vincitori di concorso per oss» Il Pd interroga la giunta

«In un momento di forte incertezza per il personale della sanità, 188 vincitori del concorso per operatori socio sanitari sono stati abbandonati nel limbo, ancora in attesa dell’assunzione». A denunciarlo è il consigliere regionale del Pd, Diego Moretti, che per fare chiarezza sui futuri esiti del bando indetto dall’Egas a fine 2017 per assegnare 188 posti di operatore socio sanitario agli enti e aziende del servizio sanitario regionale, ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione Fvg Massimiliano Fedriga e all’assessore alla Salute Riccardo Riccardi. I 188 posti, spiega Moretti, «hanno già una destinazione definita: 55 per l’Asuiud, 50 per l’Aas 2, 45 per l’Aas 5, 22 per l’Asuits, 7 per l’Aas 3, 6 per l’Irccs Cro di Aviano e 3 per l’Irccs Burlo Garofolo di Trieste». «Per ora, l’unica cosa che emerge è che a causa della norma che impone alle Aziende sanitarie di ridurre dell’1,4 per cento il costo del personale, le singole Aziende sembra abbiano di fatto “congelato” tali assunzioni, attendendo disposizioni e valutazioni dall’assessorato». Va ricordato, continua Moretti, «che questi fabbisogni di personale sono stati a suo tempo segnalati dagli stessi enti come necessari al mantenimento dei servizi essenziali. Su queste assunzioni si erano dunque create legittime aspettative, considerato che mai fino a questi giorni c’era stato sentore di un “blocco”. Ora attendiamo dunque che Riccardi e Fedriga ci dicano con quali tempistiche potranno essere assunti i 188 vincitori del concorso».

Il Pd mette le mani avanti: «L’Isontino non si tocca Trieste non ci annetterà»

Il Pd mette le mani avanti: «L’Isontino non si tocca Trieste non ci annetterà»

I dem riuniti in assemblea hanno deciso non solo di mobilitare i circoli territoriali, ma anche di coinvolgere i propri amministratori locali

 

I dem dell’Isontino si schierano a difesa dell’unità territoriale dell’ex provincia di Gorizia, messa fortemente a rischio per il partito dalle ipotesi di nuovo riordino degli enti locali elaborate dall’amministrazione regionale a traino leghista.Riunitasi in questi giorni, sotto la guida del segretario provinciale Diego Moretti, l’assemblea del Pd isontino ha espresso innanzitutto una posizione di netta contrarietà a quella che definisce l’«annessione» del territorio isontino a Trieste o con il resto dell’area giuliana. In qualsiasi forma avvenga, quindi, sia quella della Provincia “speciale” allargata a tutto il territorio dell’ex provincia di Trieste o quella dell’area metropolitana (con smembramento in questo caso dell’Isontino).Per rendere la sua opposizione tangibile alla Regione, il Pd ha inoltre deciso di cercare di mobilitare non solo i propri circoli territoriali, ma anche i suoi amministratori locali. Entrambi verrano quindi invitati a promuovere sul tema, nel proprio territorio e in Consiglio comunale, ricercando il massimo consenso possibile, ogni iniziativa utile a tutelare l’autonomia politica e istituzionale dell’Isontino contro «ogni incorporazione, sia essa unitaria o “spezzettata”, all’area triestina o friulana», informando allo stesso tempo i propri cittadini. I dem isontini avvieranno infine con il partito regionale «un confronto su una nuova organizzazione istituzionale e territoriale regionale che tenga conto delle peculiarità storiche, linguistiche, sociali ed economiche dell’Isontino e dei territori contermini».Nel documento licenziato dall’assemblea del Pd non compaiono del resto difese d’ufficio della riorganizzazione messa in atto dalla precedente amministrazione regionale guidata dal centrosinistra. Sull’unità dell’Isontino, però, i dem non hanno mai cambiato rotta, come tiene a sottolineare il segretario provinciale e consigliere regionale Moretti, che ritene estremamente positivo quindi il pronunciamento all’unanimità del Consiglio comunale di Gorizia contro «l’annessione dell’Isontino a Trieste».«È quello che chiedevamo da tempo ed è quello che chiedemmo, senza successo, anche sulla sanità», ricorda. «Su questo, parlano gli atti politici e amministrativi di questi decenni: sull’unità dell’Isontino non abbiamo mai avuto ripensamenti, né tentennamenti», aggiunge, pur riconoscendo le ragioni della diversa posizione assunta da Monfalcone. «Al sindaco Cisint, che pare condividere la “proposta Roberti” di incorporazione dell’Isontino a Trieste – afferma Moretti -, dico che ha ragione, perché storicamente e per anni il Monfalconese, pur essendo il motore economico della provincia, non ha avuto le attenzioni che meritava, anche se non è più così da tempo, ma è proprio nell’unità istituzionale e politica dell’Isontino che sta la risposta alla valorizzazione del territorio».

Sanità: Moretti (Pd), con ok a Nue Giunta Fedriga scopre le carte

Sanità: Moretti (Pd), con ok a Nue Giunta Fedriga scopre le carte

«Dopo aver strumentalizzato spudoratamente la nostra riforma sanitaria ora la Giunta Fedriga scopre le carte. Non solo non hanno fatto nulla, salvo aver umiliato territori come l’Isontino e l’Alto Friuli, ma ora è proprio chi hanno scelto per dirigere la nuova azienda zero a confermare che le nostre scelte erano giuste». A dirlo è il Segretario Provinciale del Pd, Diego Moretti commentando le dichiarazioni del neo commissario dell’Azienda Regionale di coordinamento per la salute (Arcs), Nicola Zavattaro.

«Scegliendo come dirigente dell’azienda zero chi è stato direttore amministrativo di Areu, (l’Agenzia regionale emergenza urgenza della Regione Lombardia), la Giunta Fedriga conferma la nostra impostazione sul Nue. Parliamo della stessa persona che ha gestito il numero unico in Lombardia, il modello a cui ci siamo ispirati. Su questo il centrodestra ha condotto in passato una guerra senza quartiere, oggi invece sostiene quello stesso modello. Il fatto che il commissario Arcs promuova degli assi portanti nostra riforma, dall’accorpamento ospedale-territorio al Nue, la dice lunga su quanto siano stati strumentali, in passato, gli attacchi del centrodestra». Il numero unico 112, continua Moretti, «ricalca il modello lombardo, dal quale siamo partiti per dare vita allo stesso servizio».

«Che il territorio vada rafforzato siamo tutti d’accordo e Cap e infermieri di comunità sono una faccia della stessa medaglia. Ma non va dimenticato che se il Cap di Gorizia non funziona, a differenza di quello di Grado che funziona, è perché non tutti i soggetti hanno lavorato per farli funzionare, salvo poi sparare contro la riforma in maniera strumentale. Un atteggiamento quantomai discutibile, ancor più pensando che di mezzo c’è la salute pubblica».