Muro sul confine: Moretti (Pd), Fedriga infanga lo spirito europeo delle nostre terre

«Fedriga è così succube di Salvini da dimenticare la storia delle sue terre». A dirlo è il segretario provinciale del Pd e consigliere regionale Diego Moretti.
«Il Presidente della nostra Regione non è nemmeno capace di spiegare ai suoi sodali romani che la nostra Regione e l’Isontino in particolare – ben prima dell’allargamento dell’Unione Europea agli ex paesi dell’est – erano già allora le aree più europee d’Italia, dove i confini di fatto non esistevano già più nelle teste di molti nostri concittadini.

Ritornare al filo spinato della “guerra fredda” o alle altane dei “graniciari” jugoslavi ed uscire da Schengen sarebbero una presa in giro per il popolo isontino, da sempre composto da persone aperte e tolleranti, veri attuatori ante litteram del progetto europeo.
«Sembra incredibile – continua Moretti – come fino a qualche giorno fa Roberti e Fedriga ci hanno raccontato che le pattuglie miste davano grandi risultati in termini di drastica diminuzione degli arrivi, mentre adesso si vogliono costruire muri perché adesso la situazione sembra essere esattamente l’opposto. In questi giorni, invece di parlare dell’economia in grossa difficoltà, di un debito pubblico incontrollato, di aziende che chiudono, degli aumenti dal 1° luglio delle tariffe pubbliche, Fedriga e Salvini parlano di una misura che non solo ci farebbe tornare indietro di decenni, ma anche di difficile attuazione e gestione, con costi immensi per l’erario pubblico e soprattutto di nessuna utilità vista l’inesistenza di alcuna invasione».
Conclude il consigliere dem «Il centrodestra di queste nostre terre da una parte invoca muri alla Trump e autarchia, mentre dall’altra Ziberna e i suoi soci goriziani vogliono malamente darci lezioni su Gect e candidatura Unesco per Collio-Brda. È “interessante” questo silenzio dal municipio di Gorizia: cosa aspettano, di trovarsi il filo spinato tra i vigneti dietro casa? Forse allora avranno il coraggio di dire qualcosa? Intanto quella che vediamo ogni giorno è una quotidiana azione di propaganda utilizzata come arma di distrazione di massa».   

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