Migranti: Fasiolo, da Minniti svolta coraggiosa e attesa da tempo

Migranti: Fasiolo, da Minniti svolta coraggiosa e attesa da tempo

“Il ministro dell’Interno Minniti oggi ha fornito un quadro preciso su come il Governo intende affrontare il tema immigrazione. Finalmente una linea chiara e proposte coraggiose. Dobbiamo gestire la grande emergenza dei migranti senza scivolare nella sbagliata equazione immigrazione uguale terrorismo”. Lo afferma la senatrice del Pd Laura Fasiolo.
“Molto bene dunque l’accordo con l’Anac per le procedure e gli appalti per la gestione dei centri di accoglienza. Trasparenza e certezza delle norme – continua – è uno dei punti più rilevanti per iniziare a cambiare rotta. Anche la cancellazione dei Cie è una misura coraggiosa e importante e la loro trasformazione in centri per rimpatri avverrà nel miglior modo possibile. Ce ne saranno uno per Regione, saranno lontani dai centri urbani, e il Garante per i diritti dei detenuti avrà poteri illimitati. Infine Minniti ha rivolto l’attenzione su una questione che sollevo da tempo, ovvero i tempi dell’accoglienza che non possono essere indefiniti. In diverse interrogazioni avevo sottolineato l’importanza di incrementare le commissioni territoriali che si occupano dei richiedenti asilo perché due anni per stabilire se un immigrato ha diritto o meno alla protezione umanitaria sono veramente un’assurdità. In quest’ottica si inserisce l’accordo con l’Anci per allargare la platea dei Comuni che accolgono attraverso un sistema più sostenibile e con piccoli numeri. E’ un lavoro che necessita di metodo, precisione e pazienza – conclude Fasiolo – ma alla fine riusciremo a far fronte alla grande emergenza di questo tempo”.

Brandolin: la Camera per la salvaguardia della Ferrovia Transalpina

Brandolin: la Camera per la salvaguardia della Ferrovia Transalpina

Il Governo si impegnerà, compatibilmente con le risorse disponibili, attraverso l’utilizzo di tutte le normative europee in materia, a favorire l’operatività del Gect al fine di promuovere la Ferrovia Transalpina come ferrovia storica e in virtù del suo carattere tranfrontaliero, adoperandosi inoltre per arrivare ad accordi con le competenti autorità Slovene e Europee con l’unico obbiettivo di valorizzare la Ferrovia Transalpina e il suo carattere transfrontaliero e di strumento di unione tra i popoli.
E’ questo l’oggetto dell’Ordine del giorno approvato ieri dalla Camera su iniziativa su mia iniziativa, per ottenere dal Governo un impegno a favore della storica ferrovia.
Essendo la Transalpina una linea transfrontaliera, quindi non esclusivamente italiana, non era ovviamente possibile inserire apposite risorse direttamente nella legge, ma questo ordine del giorno comunque impegna il Governo a favorirne l’operatività, così da salvaguardare un importante tassello della storia europea.
Sto anche organizzando una visita della Commissione trasporti della Camera sulla ferrovia storica Gemona-Sacile, nonché sulla stessa Transalpina, in modo che i componenti della commissione possano capirne direttamente l’importanza.
La Ferrovia Transalpina, inaugurata alla presenza dell’erede al trono austroungarico l’Arciduca Francesco Ferdinando il 19 luglio 1906, è una delle più antiche d’Europa, ed è nata con l’obiettivo di fornire un secondo collegamento ferroviario diretto tra Trieste e il centro Europa in alternativa alla già esistente Trieste-Vienna. Attualmente, la Ferrovia Transalpina è una linea secondaria non elettrificata a binario unico che congiunge Trieste, Gorizia/Nova Gorica, la Valle dell’Isonzo e le Alpi Giulie a Sesana e Jesenice in Slovenia, da cui si prosegue verso l’Austria, percorrendo ampi tratti di immenso interesse paesaggistico, e riveste un importantissimo ruolo simbolico, in quanto vero mezzo di unione tra lo Stato sloveno e quello italiano. Nel 2011 l’Unine Europea ha autorizzato e riconosciuto il Gruppo Europeo di Collaborazione Territoriale (GECT) Gorizia – Nova Gorica/San Peter Vertojba (Slo) – che tra i suoi obbiettivi pone proprio quello di valorizzare dal punto di vista turistico la Ferrovia Transalpina.

Giustizia e carcere di Gorizia. Interviene la senatrice PD Laura Fasiolo

Giustizia e carcere di Gorizia. Interviene la senatrice PD Laura Fasiolo

«Sono molto soddisfatta della decisione della terza commissione del Consiglio Superiore della Magistratura di assegnare al Friuli Venezia Giulia quattro Magistrati Ordinari in Tirocinio (MOT) di cui 1 andrà a Trieste, 1 a Udine e 2 al Tribunale di Gorizia», l’annuncio è della senatrice PD Laura Fasiolo. Il Tribunale di Gorizia potrà dunque avvalersi di nuovo organico e nuove forze per mandare avanti i processi e per rendere il servizio sempre più efficace e operativo sul territorio. La decisione di attribuire due giuridici al Tribunale di Gorizia è stata raggiunta grazie ad una sinergia interistituzionale che ha visto la necessità di rafforzare una realtà complessa, che presenta degli elementi di criticità. Importante inoltre il contatto con il Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per il Triveneto, Dott. Enrico Sbriglia, che ha consentito di mettere un altro mattone sulla strada dell’ampliamento del carcere di Gorizia che, come dagli auspici trasversali, potrebbe diventare un luogo di riabilitazione e di formazione per i detenuti.
«La funzione riabilitativa – come del resto quella formativa – è fondamentale per un carcere moderno, strutturato a misura d’uomo e finalizzato al reinserimento sociale e lavorativo. L’auspicio, dunque, è che il Carcere risponda in modo efficace ad una funzione educativa/rieducativa, che la restrizione della libertà consenta comunque di interagire con il sociale, assicuri un esercizio utile delle proprie competenze e una dignitosa qualità della vita e continuità degli affetti».
«Ho invitato il Prefetto dott. Santi Consoli, il Sottosegretario di Stato del Ministero della Giustizia Cosimo Ferri e il Provveditore Regionale Enrico Sbriglia a partecipare ad un incontro a Gorizia per valutare la possibilità di trasferire al carcere la contigua ex Scuola elementare Pitteri, in totale abbandono, perché ne facciano uso il personale e i detenuti, ai fini di attività formative, incontri con le famiglie, attività con le associazioni», conclude la senatrice Fasiolo.

Gorizia, il numero 1/2017 di GORIZIA EUROPA

Gorizia, il numero 1/2017 di GORIZIA EUROPA

GE_2017-1E’ disponibile il primo numero del 2017 di GORIZIA EUROPA

clicca qui per scaricare il giornale in PDF

 

Questo numero di GORIZIA EUROPA si apre con l’intervista al neosegretario del PD di Gorizia, Franco Perazza, eletto per acclamazione a dicembre dopo essere stato vicesegretario del circolo nei mesi scorsi. E con la scelta del PD di sostenere la candidatura di Roberto Collini a sindaco di Gorizia.
Uno spazio speciale è poi dedicato al convegno promosso dalla senatrice Fasiolo il mese scorso e che ha visto la partecipazione del vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello e dell’europarlamentare Isabella De Monte. In quell’occasione il vicepresidente della Regione ha annunciato una serie di interventi di natura economica nell’area isontina, che descriviamo in dettaglio nell’articolo, mentre la senatrice Fasiolo ha illustrato il deposito della proposta di legge per l’istituzione di una Zone Economica Speciale.

Il segretario provinciale Rossi interviene poi sulla questione rifugiati: accoglienza sì ma con regole, legalità e responsabilità. Sulle questioni che riguardano la città, dedichiamo spazio all’università, con un intervento di Daniele Ungaro, allo scandalo-ascensore al castello (i costi sono raddoppiati e supereranno i 6 milioni di euro) con un articolo di Giuseppe Cingolani, e al nuovo piano comunale sulle antenne di telefonia mobile, dove grazie al PD sono stati accolti diversi emendamenti proposto dai nostri consiglieri comunali che consentiranno di vietare l’installazione di antenne vicino a scuole, asili e residenze per anziani.

 

Pipistrel, interrogazioni di Brandolin e Fasiolo.

I parlamentari del PD Giorgio Brandolin e Laura Fasiolo hanno presentato due interrogazioni, rispettivamente alla Camera e al Senato, sulla situazione della Pipistrel

In particolare Brandolin  – ricordando che dalla fine del 2014 ad oggi lo stabilimento in costruzione a Savogna d’Isonzo (GO) è stato oggetto di diversi attacchi vandalici, ha interrogato il ministro dell’Interno, il 9 gennaio 2017, sulla possibilità che “il fatto, già grave in quanto diretto verso una nuova realtà imprenditoriale molto importante per il territorio, non sia aggravato da una componente nazionalistica e razzista vista la provenienza slovena dell’azienda e del titolare, elemento particolarmente preoccupante in una zona come quella goriziana che dovrebbe fare della collaborazione transfrontaliera il suo punto di forza“.

La senatrice Laura Fasiolo ha presentato al Ministro dei Trasporti e al ministro dell’Interno un’interrogazione per sapere “se ENAC, avendo effettuato tutti i dovuti controlli autorizzativi, intenda intervenire in modo autorevole per conoscere gli aspetti legati al ritardato avvio dell’insediamento produttivo, che sino ad ora è costato investimenti pubblici di non poco conto; se s’intendano approfondire le cause e finalità degli atti vandalici che rischiano di mettere la parola fine ad un’esperienza costata sino ad ora quasi 5 mln“.

 

Appello per il Sì da oltre 50 personalità della città di Gorizia

Appello per il Sì da oltre 50 personalità della città di Gorizia

Oltre 50 personalità – professionisti, persone del mondo della cultura, imprenditori, rappresentanti di associazioni – della città di Gorizia e non solo, hanno sottoscritto un appello per il Sì. A guidare i firmatari Nereo Battello, avvocato, già senatore del PCI negli anni Ottanta e componente della Commissione stragi. Insieme a lui, un lungo elenco di firmatari. Per citare solo alcuni dei sottoscrittori, i giornalisti Roberto Collilni, Stefano Cosma, Tonino Barba e Vincenzo Compagnone. E ancora, personalità del mondo della cultura come Dario Stasi e Giuseppe Longo. Imprenditori e professionisti come Gianfranco Lugnani, Paolo Comolli, Alessandro Waltritsch, gli architetti Luisa Codellia e Antonello Cian. Figure dell’associazioniso come Antonio Fazzino, Mario Brancati, Lucia Cassanego, Franco Stacul. E ancora il docente universitario Claudio Cressati e il presidente regionale della Confederazione Italiana Agricoltori, Fabio Lorenzon.

Leggi qui il testo dell’Appello

Qui un estratto dell’appello:

Siamo convinti che proprio a Gorizia le profonde ragioni di un ammodernamento delle Istituzioni della nostra Repubblica trovino particolare fondamento.
Solo uno Stato più efficiente, maggiormente capace di dare risposte concrete alle esigenze di uno sviluppo moderno e sostenibile del nostro Paese, potrà dare risposta anche alla esigenza di rilanciare Gorizia, la sua economia, il suo futuro, in stretto rapporto con il suo territorio.
Solo una riforma delle Istituzioni può mantenere il nostro Paese saldamente ancorato all’Europa, vincendo i populismi e favorendo ulteriormente quel processo di integrazione europeo cui da Gorizia guardiamo con speranza.

Sottoscrivono l’appello:

Nereo Battello
Tonino Barba
Giorgio Benci
Mario Brancati
Giovanni Bratina
Majda Bratina
Michele Bressan
Giovanni Busolini
Lucia Cassanego Lamberti
Liviana Cechet
Antonello Cian
Giuseppe Cingolani
Luisa Codellia
Roberto Collini
Paolo Comolli
Vincenzo Compagnone
Stefano Cosma
Italico Chiarion
Claudio Cressati
Elisabetta Damianis
Enzo Dall’Osto
Marco Della Gaspera
Giovanni De Fornasari
Maria Antonia De Roma
Adriana Fasiolo
Laura Fasiolo
Salvatore Farre
Antonio Fazzino
Nicolò Fornasir
Veronica Franceschini
Simone Frigeri
Oliviero Furlan
Daria Kogoi
Dario Ledri
Giuseppe Longo
Fabio Lorenzon
Gianfranco Lugnani
Alessandro Maran
Alessandra Martinelli
Tiziana Mucci
Daniele Orzan
Gianluigi Panozzo
Costanzo Pazzona
Franco Perazza
Angiola Restaino
Marco Rossi
Marco Rota
Livio Semolič
Nadia Slote
Franco Stacul
Dario Stasi
Elisabetta Tofful
Rosy Tucci
Daniele Ungaro
Alessandro Waltritsch

Gorizia, verso le elezioni 2017

Gorizia, verso le elezioni 2017

«Un fenomeno interessante – anche se in parte prevedibile e scontato – a cui stiamo assistendo nella nostra città è il fiorire di comitati elettorali, associazioni e “liste civiche” che promettono di essere la cifra caratterizzante della ormai avviata campagna elettorale per le elezioni comunali. Il Partito Democratico di Gorizia ritiene che questo fermento vada accolto e seguito con serietà e attenzione, considerandolo come un ritrovato desiderio di partecipazione da parte dei cittadini. E tuttavia perché questo fondamentale patrimonio di risorse umane, essenziale per le sorti della città, operi in modo efficace e proficuo, è necessario che non si dia vita ad un “libera tutti” che porterebbe solo alla frammentazione della scena politica, provocando disorientamento tra gli elettori e mortificando le loro sacrosante aspettative nei confronti di una classe politica e amministrativa che si vorrebbe attenta alle sorti di quel prezioso “bene comune” costituito dalla nostra città», è quanto precisa Franco Perazza a nome del PD goriziano.
È di drammatica evidenza – aggiunge Perazza – la situazione in cui si trova Gorizia, che ormai è posta di fronte ad una scelta ineludibile. «O saprà trovare dentro di sé la forza e la determinazione per difendere il suo status di “città”, per ricostruire il suo tessuto economico-produttivo, per rifiorire nella sua raffinata e gentile eleganza di città culturale , per ottenere riconoscimento di ruolo nella futura UTI, per brillare nel laboratorio di buone pratiche concrete di integrazione europea, per darsi un futuro possibile per i propri giovani, per far valere il suo ruolo nello scenario di una Regione che si dice “speciale “ anche e soprattutto per la nostra storia, per migliorare la qualità della vita di tutti i suoi cittadini. O altrimenti non resterà che rassegnarsi allo stile amministrativo di chi ormai da molti anni la governa e che la sta accompagnando “dolcemente ma inesorabilmente” al suo declino e a un futuro da piccolo e insignificante paese».
«La crisi che attanaglia la città va indubbiamente inquadrata in scenari più ampi dove globale e locale si coniugano strettamente e obbligano a confrontarsi con la complessità e la pluralità di problemi. Crisi economica e allargamento delle disuguaglianze, terrorismo, immigrazione sono le principali aree su cui tutto il mondo dovrà confrontarsi, ma per farlo occorre disporre di idee, progetti, visioni. Il peso dello Stato, un tempo volano per la nostra economia locale, è ormai marginale e lo sarà sempre di più. Con la Regione si dovrà aprire una interlocuzione forte a cui ci aspettiamo segua una risposta altrettanto forte e solidale, ma senza che si possa immaginare di delegare magicamente ad altri le nostre sorti. Il “pensiero magico” che attende soluzioni miracolose calate dall’alto deve lasciare il campo ad un “pensiero adulto e consapevole” che sostenga un agire realistico e responsabile, capace di mettere avanti l’interesse generale. Progettare il futuro non deve essere un lusso, ma spetta principalmente a noi cittadini goriziani essere protagonisti – tutti assieme ognuno per il suo ruolo – del nostro futuro e di quello dei nostri figli e nipoti».
«Siamo in grado di assumerci questo compito gravoso e per nulla facile? Ne abbiamo la forza? L’intelligenza collettiva sa quante sono le risorse umane, le capacità imprenditoriali e le intelligenze presenti in città: purtroppo non sempre valorizzate e molte volte mortificate e costrette a guardare “oltre i confini” di una città bloccata nelle sue aspirazioni e possibilità di sviluppo da chi la vuole ferma con lo sguardo rivolto ad un nostalgico passato che non potrà tornare. L’intelligenza collettiva sa bene cosa e in che direzione si dovrà agire: imprese culturali creative, logistica, turismo, zona economica speciale, “città europea”, lotta alla burocrazia, sono solo alcune tracce di lavoro su cui far convergere l’impegno e le energie sane della città. Riprogettandola nei suoi aspetti ( viabilità, parcheggi, luoghi di aggregazione, offerta commerciale, accoglienza, ecc. ) in funzione e coerentemente con ciò che deciderà di essere. Non meno importante sarà sostenere un welfare relazionale che valorizzi anche la cultura dei “beni comuni” e della economia solidale, così che il “sociale” – dismessa ogni connotazione passiva e assistenziale – potrà a sua volta essere agente di sviluppo, cultura e ricchezza per la collettività attraverso interventi innovativi di microimprenditorialita’ fondamentali per garantire integrazione e coesione, e contrastare fenomeni di esclusione e di marginalità. Ma l’intelligenza collettiva ci dice anche che ci si dovrà impegnare da subito nel trovare e garantire adeguata risposta alla richiesta ormai insopprimibile ed urgente di forme di partecipazione vera dei cittadini al governo della cosa pubblica. Non è più il tempo di slogan accattivanti o di promesse demagogiche che alludano a ritualità prive di concretezza: andranno proposti e costruiti nuovi e innovativi dispositivi istituzionali che permettano un continuo ed effettivo confronto con i cittadini nella identificazione di problemi e nella ricerca di soluzioni. Solo così si potrà riguadagnare la fiducia delle persone nei confronti di una reale ed efficace partecipazione alla gestione della cosa pubblica».
«Perché tutto ciò si realizzi appare necessario ed indispensabile che forze politiche e movimenti civici, in numero più ampio possibile, mantengano fra di loro un dialogo intenso e continuo per ricercare affinità di pensiero e condivisione di principi che, nel rispetto delle differenze, facciano di queste la vera ricchezza per alleanze larghe. Il Partito Democratico di Gorizia si sta da tempo impegnando, e continuerà a farlo, per sostenere e favorire un percorso di confronto e costruzione di un programma-progetto condiviso per la città che richiede coraggio e generosità, visione e passione, competenze e conoscenze, capacità di fare sistema e di possedere un ”pensiero lungo “. Il futuro di Gorizia non deve essere un lusso ma una realtà possibile».

Gorizia Europa n.5/2016: Speciale Referendum e un ricordo di Bruno Crocetti

Gorizia Europa n.5/2016: Speciale Referendum e un ricordo di Bruno Crocetti

Disponibile il nuovo numero di Gge_2016-5ORIZIA EUROPA, il periodico edito dal circolo PD di Gorizia.

CLICCA QUI PER LEGGERE IL GIORNALE

In questo numero:

  • ascensore per il castello, qualche domanda al sindaco
  • parcheggi a Gorizia: centinaia di posti vacanti (di G. Cingolani)
  • Gorizia e l’Europa, un documento elaborato dal circolo PD
  • …sulla centralità di Gorizia, intervista a Livio Semolic
  • Tre scenari alternativi per il Cinema Corso (di Marco Chiti)
  • Gusti di frontiera: un po’ di storia (intervista a Claudio Cressati)
  • Agricoltura in città? Un intervento di Luisa Codellia e Antonello Cian
  • Il Tribunale diventa sede disagiata (sen. Laura Fasiolo)
  • La nuova sede del CSM (Franco Perazza)
  • I Ritter e i Coronini Cronberg (Lucia Pillon)
  • Le poste a Gorizia (Enzo Dall’Osto)

In questo numero abbiamo inoltre voluto dedicare ampio spazio a Bruno Crocetti, che ci ha lasciati nei giorni scorsi, fino all’ultimo segretario del circolo PD di Gorizia. Abbiamo inoltre voluto ricordare anche Gino Cocianni, che ci ha lasciato nei mesi scorsi, e anch’egli attivo nel nostro circolo.
Ampia parte del giornale è infine dedicata al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, con 10 ragioni a sostegno della riforma costituzionale, a cura di Marco Della Gaspera.

Fasiolo: Centro di viticoltura di Gorizia valorizzato dal Ministero

Fasiolo: Centro di viticoltura di Gorizia valorizzato dal Ministero

Il Centro di viticoltura ed enologia di Gorizia è stato individuato quale polo di aggregazione delle competenze necessarie per lo sviluppo della filiera vitivinicola, cardine della produzione del mercato interno, ma anche dell’export italiano nel mondo. Lo rende noto la senatrice PD Laura Fasiolo a seguito della risposta ricevuto dal Ministro delle Politiche agricole a seguito di un’interrogazione presentata dalla senatrice.

Nell’interrogazione la senatrice del Partito Democratico cheideva le prospettive del CREA di Gorizia ( Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e per l’Economia Agraria). Il CREA, il nuovo Ente protagonista di un salto di qualità per la ricerca agricola ed alimentare, è costituito dalle iniziali 18 alle attuali 12 sedi in Italia. La senatrice Fasiolo esprimeva infatti la richiesta di dare nuove competenze alla sede regionale di Via Trieste a Gorizia, centro di importanza unica, per quanto poco conosciuto e poco valorizzata anche dal mondo agricolo. La risposta illustrata in Commissione Agricoltura dal Viceministro è stata molto esauriente e l’intento di valorizzare la sede come luogo privilegiato a livello nazionale per la ricerca sulla vitivinicoltura è stata una soddisfazione considerato il livello qualitativo dei nostri ricercatori e dei nostri tecnici, ha affermato Laura Fasiolo.
Scrive infatti la risposta del MIPAAF:

…il processo di riorganizzazione del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA), avviato dalla gestione commissariale fin dall’inizio del 2015, ha avuto come scopo un migliore coordinamento tra le strutture di ricerca dell’Ente superando, laddove possibile, la spiccata frammentazione preesistente. In tal senso, tra i 12 Centri di ricerca del CREA (consolidamento degli attuali 18 Centri e 32 Unità), il Centro di viticoltura ed enologia è stato individuato quale polo di aggregazione delle competenze necessarie per lo sviluppo della filiera vitivinicola, cardine, non solo, della produzione destinata al mercato interno, ma anche dell’export italiano nel mondo.

Un “centro di ricerca avanzata, in grado di realizzare impatti positivi significativi sulle attività produttive, sull’ambiente e sulla Società” richiede aggregazioni di competenze multidisciplinari. “Non va poi sottaciuto che i possibili investimenti in infrastrutture d’avanguardia, “prosegue la risposta, “per il livello di risorse necessarie per la loro acquisizione e manutenzione e per le competenze che richiede il loro impiego, non possono essere replicate in un ampio numero di sedi.” Alla luce di tali considerazioni, l’aggregazione dell’attuale “gruppo di ricerca” di Gorizia (fino ad ora afferente al Centro per lo studio delle relazioni tra pianta e suolo di Roma) al Centro di viticoltura ed enologia, consentirà di integrare le significative competenze maturate dai ricercatori che vi operano, all’interno di un settore che, oltre per il rilievo economico, rappresenta una porzione cospicua del territorio agrario italiano, ovvero circa 630.000 ettari. Non va poi dimenticato che una conduzione sempre più ispirata a criteri agroecologici e alla massimizzazione dei servizi ecosistemici avrà ricadute positive di ampia portata. In tal senso, il paventato rischio di dispersione dell’esperienza maturata, del sapere acquisito e della rete di relazioni internazionali costruita dai ricercatori del “gruppo di ricerca” di Gorizia, si tramuta semmai in una loro valorizzazione: essi apporteranno al Centro di viticoltura ed enologia competenze di grande rilievo, complementari a quelle degli attuali due Centri di ricerca (Viticoltura di Conegliano ed Enologia di Asti) e tre Unità di ricerca (Arezzo, Velletri RM e Turi BA) che, insieme, lo costituiranno.
Tali competenze troveranno pertanto ampio spazio per sinergie positive a vantaggio della filiera ma anche della crescita professionale degli stessi ricercatori.
Peraltro, anche per la collocazione geografica in cui opera, il futuro Laboratorio di Gorizia del Centro di viticoltura ed enologia potrà ulteriormente favorire lo sviluppo del settore vitivinicolo che già nel Nord-est, e in particolare nel goriziano, raggiunge livelli di eccellenza. E’ noto infatti che la qualità dei vini dipende in larga misura dalla qualità e dalla corretta gestione dei suoli e che quindi le competenze del Laboratorio saranno in questo senso preziose anche per l’impatto economico che le ricerche riverseranno sul territorio.

Rossi (PD): “Politica fuori dalla Fondazione. Casomai serve più trasparenza nelle nomine, non più politica!”

Rossi (PD): “Politica fuori dalla Fondazione. Casomai serve più trasparenza nelle nomine, non più politica!”

«Alla faccia del “premiare il merito”, mi pare che la Cisint si voglia lasciar andare allo spoil system: altro che competenze!», risponde così Marco Rossi, segretario provinciale PD, alle dichiarazioni alla stampa dellosindaca di Monfalcone, Anna Cisint, in merito alle nomine nella Fondazione Carigo.
«Mi pare grave che la neosindaca di Monfalcone, nelle sue primissime dichiarazioni, annunci praticamente di voler mettere le mani sulle nomine della Fondazione Carigo. I due comuni di Gorizia e Monfalcone hanno già fatto le loro nomine e ora spetta agli organi della Fondazione scegliere in autonomia e indipendenza. Il vero problema è che la Fondazione è bene che rimanga estranea alla politica e viceversa: il principio alla base di un sistema di elezione così complesso doveva essere proprio l’indipendenza di questo tipo di enti affinché i criteri con cui essi lavorano rispondessero esclusivamente alle esigenze sociali e culturali del territorio di riferimento. E’ un principio oggi altrettanto valido: questi enti devono collaborare e fare sinergia con gli enti locali ma preservando la propria autonomia. Mi chiedo se ora il centrodestra di Romoli e Cisint voglia fare questo o non ambisca invece a lottizzare tutto quanto».
«Se semmai c’è un problema – conclude Rossi – è quello che i cittadini hanno il diritto a vedere un processo di selezione e nomina particolarmente trasparente, vista l’importanza sociale di questo ente, e forse su questo c’è ancora molto da migliorare».