Contagio nel CPR: Moretti (Pd) Ciascuno faccia la sua parte, le istituzioni locali non vanno lasciate né sole né all’oscuro

Contagio nel CPR: Moretti (Pd) Ciascuno faccia la sua parte, le istituzioni locali non vanno lasciate né sole né all’oscuro

 

Contagio nel CPR: Moretti (Pd) Ciascuno faccia la sua parte, le istituzioni locali non vanno lasciate né sole né all’oscuro

«Il Sindaco di Gradisca non poteva comportarsi diversamente».

A dirlo è Diego Moretti, consigliere regionale e segretario provinciale del Partito Democratico.
Continua Moretti «La salute pubblica è una responsabilità propria di un Sindaco: per poterla esercitare però, fondamentale è la trasparenza. Informare la cittadinanza gradiscana della notizia della persona contagiata all’interno del CPR non è solo una questione comunicativa, ma è un voler mettere in sicurezza prima di tutto le persone che vi lavorano, sia gli operatori degli enti gestori che le forze dell’ordine. Non è possibile che un Sindaco, ancora oggi, non venga messo a conoscenza di chi sono i contagiati sul suo territorio (anche di quelli presenti in strutture come CARA e CPR): lo stesso Prefetto (con il quale oggi ho personalmente parlato) mi ha confermato che sono stati attuati dal momento dell’arrivo della persona tutti i protocolli necessari in questi casi (e non ho dubbi che ciò sia avvenuto) e che la persona sia stata presa in carico dal sistema sanitario regionale. Non c’è però alcun dubbio che l’Amministrazione locale debba essere – su questioni così delicate – coinvolta in prima persona. Allo stesso modo anche il Garante per le libertà personali – locale e nazionale – deve svolgere il suo ruolo di vigilanza».

Conclude il Segretario dem «Sono sicuro che le Istituzioni (per quanto di loro competenza) si siano mosse in maniera corretta e che la situazione, oggi, sia sotto controllo dal punto di vista sanitario: non sono però accettabili – e vanno rispediti al mittente – da un lato i toni intimidatori e accusatori del SAP – che scarica sul Sindaco futuri problemi di ordine pubblico (e cosa doveva fare Linda Tomasinsig? Fare finta di nulla? Girare la testa dall’altra parte?) – così come non sono accettabili gli inviti, più o meno diretti, alla violenza».

Migranti: Moretti (Pd), ingiusto Gradisca resti di nuovo sola  

Migranti: Moretti (Pd), ingiusto Gradisca resti di nuovo sola  

“Il sindaco di Gradisca Linda Tomasinsig non deve nuovamente di rimanere sola con i suoi concittadini: questo il nostro territorio non può permetterselo, non è giusto. L’on. Serracchiani sta correttamente sollecitando i vertici del Viminale a mantenere almeno la promessa del Ministro Minniti che escludeva la compresenza di CARA e nuovo CPR. A scoppio ritardato arrivino le esternazioni del presidente Fedriga, che si ricorda delle sue promesse solo quando cambia il Governo”. Lo ha affermato il segretario provinciale del Pd di Gorizia Diego Moretti, dopo l’annuncio dei primi arrivi al CPR situato nel Comune isontino.
“Ricordiamo le mirabolanti promesse fatte più di un anno fa da Fedriga – aggiunge Moretti – sull’apertura di un CPR per provincia e la chiusura del CARA di Gradisca, con Ziberna che si offriva addirittura di ospitare un CPR a Gorizia. Dopo aver fatto portare per oltre dieci anni un grande peso a un piccolo Comune dovrebbero essere altri a prendersi questa responsabilità. Solo i cittadini di quella zona – puntualizza – sanno cosa significa abitare vicino ad un posto dove ci sono le sirene di notte e i tentativi di fuga nei propri campi”.
Per il segretario dem “la permanenza di CPR e CARA assieme a Gradisca dimostra ancora una volta il peso del Presidente della Regione nei confronti di Roma, ci sia o non ci sia la Lega al Governo. Noi ci battiamo per cambiare le cose”.
Gradisca. Zanolla: «Lega nord come Ponzio Pilato»

Gradisca. Zanolla: «Lega nord come Ponzio Pilato»

«Lo dico chiaramente ai nostri cittadini gradiscani, sopratutto a quelli che hanno votato in passato liste civiche di chiaro stampo di centro destra». Lo afferma il Segretario del Pd di Gradisca, Marco Zanolla, «Quando sentirete di nuovo parlare la Lega a Gradisca o ex amici del PDL di immigrazione, ricordategli queste parole: «Non esiste una norma che preveda la chiusura del Cara a fronte dell’apertura di un Centro per i rimpatri – lo dice la Cisint assieme ai suo amici sindaci e dirigenti politici di quell’area politica – e non ne esiste nemmeno una che imponga l’accoglienza diffusa» Questi signori sono i Ponzio Pilato della situazione, sono quelli che prima scaricano tutta la gestione dell’immigrazione su Gradisca e poi vogliono lavarsene le mani. Dieci persone che potrebbero venire dal CARA di Gradisca sono troppe per una Fogliano Redipuglia, invece quasi 600 su una città di 6500 anime, su un borgo di 1000 persone, vanno bene?»
Conclude il segretario cittadino «So benissimo che alcune persone pensando ai richiedenti asilo diranno “non li vogliamo, punto.” Bisogna però guardare la realtà negli occhi e capire che questo non è possibile. Usciamo dai confini di casa nostra per un secondo e solo così ci potremo accorgere come questo mondo sia in subbuglio e rimarrà così per molto tempo. Tornando alle parole di questi signori, ricordatevi che oggi sono disposti a sacrificare noi gradiscani per il loro tornaconto personale, siete sicuri che non lo faranno dopo le prossime elezioni regionali o dopo le prossime comunali a Gradisca?
Non facciamoci prendere in giro, non ce lo meritiamo».

Fasiolo (PD) interviene al “Brignoli” di Gradisca

Fasiolo (PD) interviene al “Brignoli” di Gradisca

“La Commissione di inchiesta sul femminicidio, nonchè su ogni forma di violenza di genere, ha funzioni pari a quelle della magistratura inquirente e sarà uno strumento fondamentale per fare luce su una delle emergenze del nostro tempo. Ho illustrato agli studenti gli scopi di questa Commissione unitamente alle norme attuate dal governo per favorire la cultura del rispetto e dell’eguaglianza tra i sessi”. Così la senatrice del Pd Laura Fasiolo, intervenendo a un convegno sul tema del femminicidio promosso dall’Istituto Tecnico Agrario “G.Brignoli” di Gradisca d’Isonzo, in collaborazione con Acli, UDI (Unione donne italiane), Associazione SOS Rosa e Comune di Gradisca d’Isonzo.

“È infatti sulla ‘cultura’ che dobbiamo puntare, sull’opera di formazione delle giovani generazioni e sulla rieducazione del mondo adulto. Dobbiamo promuovere la consapevolezza – aggiunge – che i fenomeni di maltrattamento possono sfociare in episodi tragici, tra cui, appunto, il femminicidio. La scuola dunque è il luogo privilegiato in cui intervenire in modo efficace con misure di prevenzione ed individuazione di potenziali devianze a partire dal bullismo e dal cyberbullismo. Vere e proprie degenerazioni violente – conclude Fasiolo – sulle quali è in fase di completamento l’iter di una nuova legge”.

CONGRESSO 2017. Risultati delle convenzioni di circolo

Ecco i risultati della consultazione fra gli iscritti nelle convenzioni di circolo svoltesi tra il 20 marzo e il 2 aprile 2017 nell’ambito della prima fase del Congresso nazionale, riservata agli iscritti. Dall’Isontino due delegati alla Convenzione nazionale del PD che si svolgerà domenica a Roma: l’ex presidente della provincia Gherghetta e il segretario del Pd gradiscano, Zanolla.

Il PD isontino ha scelto inoltre il Kulturni Dom di Gorizia – dove si vota nelle amministrative di giugno – per concludere la prima fase del percorso congressuale nazionale con la CONVENZIONE PROVINCIALE.  In due settimane si sono svolte 20 assemblee territoriali, cui hanno partecipato 474 iscritti (il 50% degli iscritti in provincia di Gorizia). La candidatura di Matteo Renzi ha ottenuto 267 voti (56,4%), quella del guardasigilli Andrea Orlando 193 voti (40,8%), quella di Emiliano soltanto 13 voti (2,7%). Nel corso della convenzione provinciale sono stati eletti anche i due rappresentanti isontini che, domenica, parteciperanno alla convenzione nazionale di Roma: si tratta dell’ex presidente della provincia Enrico Gherghetta, che sostiene Renzi, e del giovane segretario del PD gradiscano, Marco Zanolla. All’assemblea dei delegati PD, presieduta dal segretario provinciale Marco Rossi e dal rappresentante della Commissione congressuale Franco Malaroda, sono intervenuti anche i segretari provinciali di CISL e UIL, rispettivamente Umberto Brusciano e Giacinto Menis. Menis ha richiamato il PD alla necessità di riaprire una stagione di dialogo con le parti sociali e ha sottolineato con favore l’iniziativa legislativa depositata in Senato dal PD per costituire una Zona Economica Speciale (ZES). Sulla drammatica emergenza occupazionale è tornato anche Umberto Brusciano per la CISL sottolineando la priorità della questione occupazionale e invocando una stagione di confronto fra le parti sociali per sviluppare una politica di sviluppo locale condivisa. A illustrare i documenti congressuali di Renzi e Orlando sono stati, rispettivamente, Sara Vito e Riccardo Cattarini.

 

Risultati delle convenzioni di circolo

CIRCOLO Iscritti Andrea ORLANDO Michele EMILIANO Matteo RENZI Voti validi schede bianche schede nulle Votanti
CAPRIVA 11 0 0 6 6 0 0 6
CORMONS 38 8 0 13 21 0 0 21
DOBERDOB 18 6 0 2 8 0 0 8
FARRA 4 0 0 0 0 0 0 0
FOGLIANO 59 1 0 16 17 0 0 17
GORIZIA 163 27 2 35 64 0 0 64
GRADISCA 62 27 1 14 42 0 0 42
GRADO 97 17 2 28 47 0 0 47
MEDEA 14 3 3 7 13 0 0 13
MONFALCONE 106 32 1 26 59 0 0 59
ROMANS 16 6 0 2 8 0 0 8
RONCHI D.L. 80 9 0 45 54 0 0 54
SAN CANZIAN 64 6 0 22 28 0 0 28
SAN LORENZO 6 1 0 1 2 0 0 2
SAN PIER 49 1 0 7 8 0 0 8
SAGRADO 34 3 1 12 16 0 0 16
SAVOGNA 11 1 0 1 2 0 0 2
STARANZANO 86 34 2 17 53 0 1 54
TURRIACO 28 11 0 6 17 0 0 17
VILLESSE 10 0 1 7 8 0 0 8
totali 956 193 13 267 473 0 1 474
Migranti: Fasiolo, da Minniti svolta coraggiosa e attesa da tempo

Migranti: Fasiolo, da Minniti svolta coraggiosa e attesa da tempo

“Il ministro dell’Interno Minniti oggi ha fornito un quadro preciso su come il Governo intende affrontare il tema immigrazione. Finalmente una linea chiara e proposte coraggiose. Dobbiamo gestire la grande emergenza dei migranti senza scivolare nella sbagliata equazione immigrazione uguale terrorismo”. Lo afferma la senatrice del Pd Laura Fasiolo.
“Molto bene dunque l’accordo con l’Anac per le procedure e gli appalti per la gestione dei centri di accoglienza. Trasparenza e certezza delle norme – continua – è uno dei punti più rilevanti per iniziare a cambiare rotta. Anche la cancellazione dei Cie è una misura coraggiosa e importante e la loro trasformazione in centri per rimpatri avverrà nel miglior modo possibile. Ce ne saranno uno per Regione, saranno lontani dai centri urbani, e il Garante per i diritti dei detenuti avrà poteri illimitati. Infine Minniti ha rivolto l’attenzione su una questione che sollevo da tempo, ovvero i tempi dell’accoglienza che non possono essere indefiniti. In diverse interrogazioni avevo sottolineato l’importanza di incrementare le commissioni territoriali che si occupano dei richiedenti asilo perché due anni per stabilire se un immigrato ha diritto o meno alla protezione umanitaria sono veramente un’assurdità. In quest’ottica si inserisce l’accordo con l’Anci per allargare la platea dei Comuni che accolgono attraverso un sistema più sostenibile e con piccoli numeri. E’ un lavoro che necessita di metodo, precisione e pazienza – conclude Fasiolo – ma alla fine riusciremo a far fronte alla grande emergenza di questo tempo”.

Gradisca. Il PD ricevuto da Debora Serracchiani.

UDINE 6 febbraio 2017 – La vicesegretaria nazionale del PD Debora Serracchiani ha incontrato il Circolo PD di Gradisca d’Isonzo, una delegazione guidata dal segretario provinciale Marco Rossi e dal segretario del circolo, Marco Zanolla con la presenza di due membri del direttivo cittadino, Massimiliano Bisiach e Stefano Capacchione. I dem gradiscani hanno presentato a Serracchiani un documento per richiedere una serie di interventi finalizzati ad alleviare sensibilmente l’impatto della presenza della struttura d’accoglienza che – come evidenziato dai democratici – nonostante le iniziative dell’amministrazione comunale per facilitare la convivenza con i residenti messe in campo anche grazie ai contributi provenienti dalla Regione, oggi pesa in maniera notevole sul tessuto sociale ed economico: il Pd gradiscano ha lanciato l’allarme sulle ricadute in particolare nell’area limitrofa al CARA, sul piano della sicurezza reale e percepita e dei problemi nella viabilità, ma anche sulle ricadute economiche che la presenza del CARA sta avendo sullo sviluppo economico e turistico del gradiscano. «La naturale vocazione alla tolleranza della nostra cittadina, dimostrata da un impegno senza eguali sul fronte dell’accoglienza, è oggi messa sotto pressione in maniera tale da essere necessari impegni concreti per alleviare il peso del Cara sul di Gradisca»

I democratici chiedono una sensibile riduzione del numero degli ospiti della struttura di accoglienza, e una serie di interventi per valorizzare turismo ed economia gradiscana, che rischia di essere danneggiata dalla presenza del Cara.

«Azioni, quelle che auspichiamo, urgenti, non solo riguardanti al numero degli ospiti nel CARA, ma mirate al chiaro obiettivo di migliorare ancor di più l’attrattiva di Gradisca come salotto buono regionale, per identificarla non solo come sede del CARA del Friuli Venezia Giulia ma con la nostra storia, le peculiarità del nostro territorio, insomma uno dei Borghi Più Belli d’Italia quale già è.», conclude il segretario PD gradiscano Zanolla.

Serracchiani ha confermato davanti ai rappresentanti del PD il no alla riapertura del CIE e ha espresso la volonta’ di adoperarsi per la cittadina isontina: «una cittadina che è un punto di riferimento per l’intero isontino e che ha dato moltissimo all’intera regione con il suo esempio di città aperta e tollerante. ci stiamo impegnando e ci impegneremo con la serietà richiesta dalla situazione. Gradisca sta già dando moltissimo e i suoi cittadini meritano attenzione e ascolto».

Una foto dell’incontro

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Migranti: Moretti (Pd) mozione maggioranza ribadisce no a Cie Gradisca

Migranti: Moretti (Pd) mozione maggioranza ribadisce no a Cie Gradisca

TRIESTE (06.02.17) «Con la mozione 245 (presentata dai Cittadini ed emendata dalla maggioranza con il concorso determinante del gruppo del PD) approvata dal Consiglio nei giorni scorsi con i voti della maggioranza e del M5S, abbiamo voluto riaffermare ancora una volta la volontà di non riapertura del Cie di Gradisca». A dirlo è il capogruppo del Pd, Diego Moretti commentando l’esito della votazione della mozione 245 da parte del Consiglio Regionale nell’ultima seduta d’Aula. «Sulla questione profughi e immigrazione, un tema certamente all’ordine del giorno è quello del rimpatrio dei migranti che deve essere affrontato: positivi sono stati i primi passi del ministro Minniti nei confronti dei paesi d’origine interessati (Tunisia e Libia in primis) sottoscrivendo gli accordi sui rimpatri. Positiva l’intenzione del ministro (che abbiamo ripreso nella mozione) di potenziare le Commissioni delle Prefetture sulle richieste di asilo, con l’inserimento di personale aggiuntivo. Sospendiamo invece il giudizio sulla costituzione dei mini-Cie non essendoci, al momento, contenuti e caratteristiche definite. Per il Pd quindi, non c’è spazio a Gradisca per la riapertura di strutture come il Cie così come li abbiamo conosciuti finora».

Gradisca, PD dice No alla riapertura del CIE

Gradisca, PD dice No alla riapertura del CIE

La segretieria cittadina del PD di Gradisca d’Isonzo ribadisce un deciso NO alla possibile riapertura del CIE. E lo fa con coerenza fin dalla sua avvenuta chiusura e dai tragici eventi che l’hanno determinata. I CIE, oltre a ledere fondamentali diritti umani, sono stati un vero e proprio fallimento del sistema di accoglienza italiano, così come lo sono i grandi centri, che devono essere assolutamente superati. E’ per noi l’occasione per tornare a chiedere una immediata e significativa diminuzione dei numeri accolti presso il C.a.r.a. che – nell’attuale panorama politico e sociale – alimentano paure e disagio collettivo. E’ quindi prioritario garantire in primis la sicurezza ai nostri cittadini (così come sottolineato dallo stesso Sindacato di Polizia SIULP in una lettera al Piccolo dd 07.01.2017, che trova la nostra condivisione), una dignitosa accoglienza a chi ne ha diritto, e innanzi tutto il rispetto delle regole.
E’ necessario ripartire da una adeguata attuazione delle normative nazionali ed europee in materia di accoglienza, e da una corretta ripartizione delle quote accolte, che tengano conto (cosa che ad oggi non è) dei numeri determinati dai grandi centri come il C.a.r.a. che di fatto pesano in modo sproporzionato su poche amministrazioni. Il Partito esprime la vicinanza all’amministrazione comunale, riconoscendo le azioni intraprese e nel contempo, esprime la propria delusione nel constatare che l’accoglienza diffusa – unica soluzione alternativa ai grandi centri – non venga sostenuta da altri comuni. Gradisca, responsabilmente da tredici anni, si trova in prima linea a gestire il fenomeno migratorio, è ora che venga ascoltata, e che ottenga risposte concrete, dalla Regione e dal Ministero, nel rispetto del territorio e dei suoi cittadini.

Chiediamo un segno tangibile: la garanzia di una non riapertura del CIE, la diminuzione del numero di persone accolte al C.a.r.a., un ulteriore rinforzo delle Forze dell’Ordine a monitoraggio del territorio, una azione diretta della Regione tramite impiego del Corpo Forestale Regionale a controllo dell’area golenale dell’Isonzo. A breve, il Circolo del PD Gradiscano, richiederà un incontro con i vertici Regionali e Nazionali del Partito, per discutere nuovamente i punti esposti.

CISI. I sindaci eleggono la sindaca di Gradisca, Linda Tomasinsig

CISI. I sindaci eleggono la sindaca di Gradisca, Linda Tomasinsig

Sarà il sindaco di Gradisca d’Isonzo Linda Tomasinsig (foto) il nuovo Presidente dell’Assemblea del CISI per i prossimi anni. Raccoglie il testimone dall’assessore provinciale Cecot, che, come si era impegnata a fare lo scorso 29 settembre in una sorta di gentlemen agreement con i sindaci isontini, ha rassegnato le dimissioni in concomitanza con il venir meno del suo ruolo nella giunta provinciale, ente in via di superamento.

«L’elezione del sindaco di Gradisca, Linda Tomasinsig, alla presidenza dell’assemblea del Cisi è arrivata con il sostegno bipartisan di numerose amministrazioni, che hanno riconosciuto la sua rappresentatività per l’intero territorio isontino. Si è trattato di una proposta avanzata per il suo profilo istituzionale e di competenza: trattandosi del sindaco ove il consorzio ha la propria sede ed essendo un amministratore che ha sempre seguito in prima persona le vicende del consorzio, in particolare presenziando a tutti i gruppi di lavoro che hanno portato, tra le altre, alla decisione di intraprendere il percorso di fusione con il Campp (il consorzio con analoghe competenze nella Bassa friulana)», spiega il segretario provinciale del Partito Democratico, Marco Rossi, che esprime soddisfazione per la scelta e ricorda l’ampio consenso che la proposta avanzata ha riscosso tra gli amministratori «in maniera assolutamente trasversale lindae trovando sostegno in tutto il territorio isontino».

L’assemblea del 30 novembre è stata segnata dall’abbandono dell’aula da parte dei sindaci ed amministratori di centrodestra, segnatamente Gorizia, Monfalcone e Fogliano, che hanno chiesto di soprassedere sul punto all’ordine del giorno, in attesa del subentro della Regione nelle quote attualmente detenute dalla Provincia, rimangiandosi di fatto tutti gli impegni presi: va ricordato infatti che la conferma a Presidente dell’assemblea dell’assessore Cecot era avvenuta lo scorso 29 settembre, con l’impegno di tutti i sindaci, messo a verbale, di procedere a nuove elezioni subito dopo le tornate elettorali di Monfalcone e Ronchi e comunque entro e non oltre il 30 novembre. «Una manovra da prima repubblica: prettamente politichese e non supportata da alcuna reale motivazione a sostegno del rinvio, una “prova di forza”, evidentemente fallita», sottolinea Marco Rossi. E il segretario Pd, sentiti nelle scorse ore numerosi sindaci isontini, sottolinea come «nell’Isontino in questi anni c’è stata un’ampia condivisione delle scelte strategiche che hanno riguardato il nostro territorio, in un clima di sostanziale collaborazione per il bene delle nostre comunità: qui invece si è voluto fare una forzatura e Monfalcone si è pure alla fine accodata a Gorizia in questa manovra d’altri tempi. Ma l’esito è che ben 18 comuni hanno votato la nuova Presidente mostrando che il territorio isontino ha dato una prova di unità, al di là della politica»