Migranti: Fasiolo, da Minniti svolta coraggiosa e attesa da tempo

Migranti: Fasiolo, da Minniti svolta coraggiosa e attesa da tempo

“Il ministro dell’Interno Minniti oggi ha fornito un quadro preciso su come il Governo intende affrontare il tema immigrazione. Finalmente una linea chiara e proposte coraggiose. Dobbiamo gestire la grande emergenza dei migranti senza scivolare nella sbagliata equazione immigrazione uguale terrorismo”. Lo afferma la senatrice del Pd Laura Fasiolo.
“Molto bene dunque l’accordo con l’Anac per le procedure e gli appalti per la gestione dei centri di accoglienza. Trasparenza e certezza delle norme – continua – è uno dei punti più rilevanti per iniziare a cambiare rotta. Anche la cancellazione dei Cie è una misura coraggiosa e importante e la loro trasformazione in centri per rimpatri avverrà nel miglior modo possibile. Ce ne saranno uno per Regione, saranno lontani dai centri urbani, e il Garante per i diritti dei detenuti avrà poteri illimitati. Infine Minniti ha rivolto l’attenzione su una questione che sollevo da tempo, ovvero i tempi dell’accoglienza che non possono essere indefiniti. In diverse interrogazioni avevo sottolineato l’importanza di incrementare le commissioni territoriali che si occupano dei richiedenti asilo perché due anni per stabilire se un immigrato ha diritto o meno alla protezione umanitaria sono veramente un’assurdità. In quest’ottica si inserisce l’accordo con l’Anci per allargare la platea dei Comuni che accolgono attraverso un sistema più sostenibile e con piccoli numeri. E’ un lavoro che necessita di metodo, precisione e pazienza – conclude Fasiolo – ma alla fine riusciremo a far fronte alla grande emergenza di questo tempo”.

Gradisca. Il PD ricevuto da Debora Serracchiani.

UDINE 6 febbraio 2017 – La vicesegretaria nazionale del PD Debora Serracchiani ha incontrato il Circolo PD di Gradisca d’Isonzo, una delegazione guidata dal segretario provinciale Marco Rossi e dal segretario del circolo, Marco Zanolla con la presenza di due membri del direttivo cittadino, Massimiliano Bisiach e Stefano Capacchione. I dem gradiscani hanno presentato a Serracchiani un documento per richiedere una serie di interventi finalizzati ad alleviare sensibilmente l’impatto della presenza della struttura d’accoglienza che – come evidenziato dai democratici – nonostante le iniziative dell’amministrazione comunale per facilitare la convivenza con i residenti messe in campo anche grazie ai contributi provenienti dalla Regione, oggi pesa in maniera notevole sul tessuto sociale ed economico: il Pd gradiscano ha lanciato l’allarme sulle ricadute in particolare nell’area limitrofa al CARA, sul piano della sicurezza reale e percepita e dei problemi nella viabilità, ma anche sulle ricadute economiche che la presenza del CARA sta avendo sullo sviluppo economico e turistico del gradiscano. «La naturale vocazione alla tolleranza della nostra cittadina, dimostrata da un impegno senza eguali sul fronte dell’accoglienza, è oggi messa sotto pressione in maniera tale da essere necessari impegni concreti per alleviare il peso del Cara sul di Gradisca»

I democratici chiedono una sensibile riduzione del numero degli ospiti della struttura di accoglienza, e una serie di interventi per valorizzare turismo ed economia gradiscana, che rischia di essere danneggiata dalla presenza del Cara.

«Azioni, quelle che auspichiamo, urgenti, non solo riguardanti al numero degli ospiti nel CARA, ma mirate al chiaro obiettivo di migliorare ancor di più l’attrattiva di Gradisca come salotto buono regionale, per identificarla non solo come sede del CARA del Friuli Venezia Giulia ma con la nostra storia, le peculiarità del nostro territorio, insomma uno dei Borghi Più Belli d’Italia quale già è.», conclude il segretario PD gradiscano Zanolla.

Serracchiani ha confermato davanti ai rappresentanti del PD il no alla riapertura del CIE e ha espresso la volonta’ di adoperarsi per la cittadina isontina: «una cittadina che è un punto di riferimento per l’intero isontino e che ha dato moltissimo all’intera regione con il suo esempio di città aperta e tollerante. ci stiamo impegnando e ci impegneremo con la serietà richiesta dalla situazione. Gradisca sta già dando moltissimo e i suoi cittadini meritano attenzione e ascolto».

Una foto dell’incontro

DEB2

Migranti: Moretti (Pd) mozione maggioranza ribadisce no a Cie Gradisca

Migranti: Moretti (Pd) mozione maggioranza ribadisce no a Cie Gradisca

TRIESTE (06.02.17) «Con la mozione 245 (presentata dai Cittadini ed emendata dalla maggioranza con il concorso determinante del gruppo del PD) approvata dal Consiglio nei giorni scorsi con i voti della maggioranza e del M5S, abbiamo voluto riaffermare ancora una volta la volontà di non riapertura del Cie di Gradisca». A dirlo è il capogruppo del Pd, Diego Moretti commentando l’esito della votazione della mozione 245 da parte del Consiglio Regionale nell’ultima seduta d’Aula. «Sulla questione profughi e immigrazione, un tema certamente all’ordine del giorno è quello del rimpatrio dei migranti che deve essere affrontato: positivi sono stati i primi passi del ministro Minniti nei confronti dei paesi d’origine interessati (Tunisia e Libia in primis) sottoscrivendo gli accordi sui rimpatri. Positiva l’intenzione del ministro (che abbiamo ripreso nella mozione) di potenziare le Commissioni delle Prefetture sulle richieste di asilo, con l’inserimento di personale aggiuntivo. Sospendiamo invece il giudizio sulla costituzione dei mini-Cie non essendoci, al momento, contenuti e caratteristiche definite. Per il Pd quindi, non c’è spazio a Gradisca per la riapertura di strutture come il Cie così come li abbiamo conosciuti finora».

Gradisca, PD dice No alla riapertura del CIE

Gradisca, PD dice No alla riapertura del CIE

La segretieria cittadina del PD di Gradisca d’Isonzo ribadisce un deciso NO alla possibile riapertura del CIE. E lo fa con coerenza fin dalla sua avvenuta chiusura e dai tragici eventi che l’hanno determinata. I CIE, oltre a ledere fondamentali diritti umani, sono stati un vero e proprio fallimento del sistema di accoglienza italiano, così come lo sono i grandi centri, che devono essere assolutamente superati. E’ per noi l’occasione per tornare a chiedere una immediata e significativa diminuzione dei numeri accolti presso il C.a.r.a. che – nell’attuale panorama politico e sociale – alimentano paure e disagio collettivo. E’ quindi prioritario garantire in primis la sicurezza ai nostri cittadini (così come sottolineato dallo stesso Sindacato di Polizia SIULP in una lettera al Piccolo dd 07.01.2017, che trova la nostra condivisione), una dignitosa accoglienza a chi ne ha diritto, e innanzi tutto il rispetto delle regole.
E’ necessario ripartire da una adeguata attuazione delle normative nazionali ed europee in materia di accoglienza, e da una corretta ripartizione delle quote accolte, che tengano conto (cosa che ad oggi non è) dei numeri determinati dai grandi centri come il C.a.r.a. che di fatto pesano in modo sproporzionato su poche amministrazioni. Il Partito esprime la vicinanza all’amministrazione comunale, riconoscendo le azioni intraprese e nel contempo, esprime la propria delusione nel constatare che l’accoglienza diffusa – unica soluzione alternativa ai grandi centri – non venga sostenuta da altri comuni. Gradisca, responsabilmente da tredici anni, si trova in prima linea a gestire il fenomeno migratorio, è ora che venga ascoltata, e che ottenga risposte concrete, dalla Regione e dal Ministero, nel rispetto del territorio e dei suoi cittadini.

Chiediamo un segno tangibile: la garanzia di una non riapertura del CIE, la diminuzione del numero di persone accolte al C.a.r.a., un ulteriore rinforzo delle Forze dell’Ordine a monitoraggio del territorio, una azione diretta della Regione tramite impiego del Corpo Forestale Regionale a controllo dell’area golenale dell’Isonzo. A breve, il Circolo del PD Gradiscano, richiederà un incontro con i vertici Regionali e Nazionali del Partito, per discutere nuovamente i punti esposti.

CISI. I sindaci eleggono la sindaca di Gradisca, Linda Tomasinsig

CISI. I sindaci eleggono la sindaca di Gradisca, Linda Tomasinsig

Sarà il sindaco di Gradisca d’Isonzo Linda Tomasinsig (foto) il nuovo Presidente dell’Assemblea del CISI per i prossimi anni. Raccoglie il testimone dall’assessore provinciale Cecot, che, come si era impegnata a fare lo scorso 29 settembre in una sorta di gentlemen agreement con i sindaci isontini, ha rassegnato le dimissioni in concomitanza con il venir meno del suo ruolo nella giunta provinciale, ente in via di superamento.

«L’elezione del sindaco di Gradisca, Linda Tomasinsig, alla presidenza dell’assemblea del Cisi è arrivata con il sostegno bipartisan di numerose amministrazioni, che hanno riconosciuto la sua rappresentatività per l’intero territorio isontino. Si è trattato di una proposta avanzata per il suo profilo istituzionale e di competenza: trattandosi del sindaco ove il consorzio ha la propria sede ed essendo un amministratore che ha sempre seguito in prima persona le vicende del consorzio, in particolare presenziando a tutti i gruppi di lavoro che hanno portato, tra le altre, alla decisione di intraprendere il percorso di fusione con il Campp (il consorzio con analoghe competenze nella Bassa friulana)», spiega il segretario provinciale del Partito Democratico, Marco Rossi, che esprime soddisfazione per la scelta e ricorda l’ampio consenso che la proposta avanzata ha riscosso tra gli amministratori «in maniera assolutamente trasversale lindae trovando sostegno in tutto il territorio isontino».

L’assemblea del 30 novembre è stata segnata dall’abbandono dell’aula da parte dei sindaci ed amministratori di centrodestra, segnatamente Gorizia, Monfalcone e Fogliano, che hanno chiesto di soprassedere sul punto all’ordine del giorno, in attesa del subentro della Regione nelle quote attualmente detenute dalla Provincia, rimangiandosi di fatto tutti gli impegni presi: va ricordato infatti che la conferma a Presidente dell’assemblea dell’assessore Cecot era avvenuta lo scorso 29 settembre, con l’impegno di tutti i sindaci, messo a verbale, di procedere a nuove elezioni subito dopo le tornate elettorali di Monfalcone e Ronchi e comunque entro e non oltre il 30 novembre. «Una manovra da prima repubblica: prettamente politichese e non supportata da alcuna reale motivazione a sostegno del rinvio, una “prova di forza”, evidentemente fallita», sottolinea Marco Rossi. E il segretario Pd, sentiti nelle scorse ore numerosi sindaci isontini, sottolinea come «nell’Isontino in questi anni c’è stata un’ampia condivisione delle scelte strategiche che hanno riguardato il nostro territorio, in un clima di sostanziale collaborazione per il bene delle nostre comunità: qui invece si è voluto fare una forzatura e Monfalcone si è pure alla fine accodata a Gorizia in questa manovra d’altri tempi. Ma l’esito è che ben 18 comuni hanno votato la nuova Presidente mostrando che il territorio isontino ha dato una prova di unità, al di là della politica»

Il Pd gradiscano: Casapound si accorge solo ora di un problema segnalato da tempo dall’amministrazione

Il Pd gradiscano: Casapound si accorge solo ora di un problema segnalato da tempo dall’amministrazione

Il segretario e capogruppo del Pd gradiscano, Marco Zanolla, critica la presenza di Casapound domenica, che si è «accorta solo ora dell’immondizia sull’Isonzo, problema annoso che arriva da lontano e che si è certamente acuito con la presenza di circa 400 persone sul greto del fiume. Magari se si fossero presentati prima con un paio di guanti nelle svariate edizioni di “Puliamo il Mondo” promosse da Legambiente, il Comune e gli ospiti del Cara – conclude – forse il suo avrebbe contribuito più fattivamente al mantenimento in ordine di quell’area e avrebbero imparato che forse gran parte dei richiedenti asilo non sono come vengono dipinti».
Ma il PD richiama anche Prefettura e Regione a risolvere il problema sollevato: «Siamo ancora una volta qui a discutere di un problema che prima di essere di un’associazione politica o di un movimento, dovrebbe essere delle istituzioni. Dovrebbe essere compito del cittadino denunciare quando si sente in pericolo e soprattutto avere la certezza dell’intervento e della presenza delle forze dell’ordine e della guardia forestale (nel caso dell’Isonzo), se c’è un effettivo problema di ordine pubblico e non di un “corpo volontario”. In questo momento questa sicurezza d’intervento non c’è, cosa già registrata e segnalata più volte dall’amministrazione locale ma che ancora non trova soluzione. In questo spazio, quindi, trova campo libero chi vuole fomentare l’odio e pensa che facendosi giustizia da soli possa risolvere ogni problema, rischiando di alimentare una guerra tra poveri che non farà altro che aumentare le divisioni oltre al rischio di un escalation della situazione».