Brandolin interroga governo su futuro del porto di Monfalcone

Brandolin interroga governo su futuro del porto di Monfalcone

Il deputato Giorgio Brandolin presenterà in questi giorni una richiesta precisa sul futuro di Monfalcone nel Comitato di Gestione dell’Autorità Mare Adriatico Orientale al ministro delle Infrastrutture.
Nell’interrogazione chiede al ministro se non ritenga possibile inserire nel Comitato di Gestione dell’Adriatico orientale anche un rappresentante del Comune di Monfalcone in deroga alla norma, preso atto che altre deroghe sono state usate per l’Autorità portuale della Sicilia Orientale.
L’Autorità di sistema portuale ricopre infatti un ruolo strategico di indirizzo, programmazione e coordinamento del sistema dei porti della propria area, con funzioni di attrazione degli investimenti sui diversi scali e di raccordo delle amministrazioni pubbliche. Secondo il decreto approvato nel 2005, a guidarla sarà il Comitato di Gestione, un board snello, ristretto a poche persone, con il ruolo di decisore pubblico istituzionale, mentre i rappresentanti degli operatori e delle imprese faranno parte degli «Organismi di partenariato della Risorsa mare» con funzioni consultive (potranno partecipare al processo decisionale, non potranno più votare atti amministrativi). Attualmente nel Comitato di gestione dell’Autorità Mare Adriatico Orientale vengono previsti un presidente dell’Autorità di sistema (l’attuale presidente dell’Autorità di Trieste Zeno D’Agostino) un rappresentante della Regione, uno del Comune di Trieste e uno dell’Autorità marittima (ovvero la capitaneria di Trieste, che potrà esprimersi solo su questioni di sua competenza), e nessun rappresentante per Monfalcone, sede di uno dei principali scali del Fvg. La questione è già stata sollevata dalla Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani con un’apposita richiesta presentata al Ministero. Monfalcone, avendo le stesse peculiarità di porto a valenza nazionale, potrebbe ottenere un posto nel Comitato perchè sede di Autorità portuale, come già accaduto con lo scalo di Augusta (SR), per il quale il governo ha previsto un’eccezione. Secondo gli ultimi dati dei traffici dello scalo monfalconese, esso ha chiuso il 2016 con 4,650 milioni di tonnellate di merce transitati dalle sue banchine (il miglior risultato di sempre), e per il terzo anno consecutivo registra una crescita dei traffici, mentre aumentano del 4,6% gli sbarchi, che hanno sfiorato da soli i 4 milioni di tonnellate.

Moretti: Romoli e Cisint non sono i padroni dell’Isontino

Moretti: Romoli e Cisint non sono i padroni dell’Isontino

«Ci voleva la vittoria di Anna Maria Cisint a Monfalcone per mettere a nudo la reale natura del centrodestra isontino a traino leghista: partire dalla “sbornia elettorale” con la “conquista” del potere sulle società controllate come Iris Acqua e Isa Ambiente. Per non parlare dell’ultima “perla”, quella di AR goriziana, sulla presidenza della Fondazione Carigo». A dirlo è il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Diego Moretti commentando le dichiarazioni di questi giorni.
«Se sulle società controllate i Comuni isontini (ricordo non solo quelli di Gorizia e Monfalcone), che ne sono proprietari, hanno titolarità sulle nomine degli amministratori unici, sulla Fondazione l’unica titolarità appartiene al Consiglio di indirizzo dello stesso ente che per legge e statuto provvederà all’elezione del nuovo presidente e del nuovo cda». E ancora, attacca Moretti, «pensare che Romoli e Cisint decidano in maniera del tutto arbitraria e divisiva, senza il coinvolgimento degli altri 23 Comuni del territorio, questioni così importanti mi fa chiedere: a cosa servono tutti gli altri 23 sindaci? Spero che qualcuno faccia notare a costoro che non sono i padroni dell’isontino. Infine, sulla questione del rinnovo dei vertici della Fondazione Carigo, la posizione degli esponenti di Autonomia Responsabile non rappresenta altro che un’indebita e vergognosa ingerenza in un’attività nella quale i partiti non devono entrare. Tali scelte – conclude il capogruppo Dem – spetteranno legittimamente ai componenti del Consiglio di indirizzo nella loro totale autonomia e indipendenza».

Brandolin: Il porto di Monfalcone va inserito nell’AdSP del Mare Adriatico Orientale

Brandolin: Il porto di Monfalcone va inserito nell’AdSP del Mare Adriatico Orientale

Nel mese di settembre 2016, il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti ha trasmesso alle Regioni Friuli Venezia Giulia, Marche e Abruzzo e Puglia le proposte di nomina dei Presidenti delle AdSP del Mare Adriatico Orientale, del Mare Adriatico Centrale e del Mare Ionio. Lo scorso 16 settembre, la presidente della regione Friuli Venezia Giulia ha chiesto di inserire il Porto di Monfalcone, la cui gestione è stata a suo tempo trasferita all’Amministrazione regionale, all’interno dell’AdSP del Mare Adriatico orientale.

«Ora è il momento di accogliere tale richiesta che, a mio avviso – afferma il deputato Giorgio Brandolin – va nella direzione auspicata dal decreto legislativo 169 del 4 agosto 2016 tendente a superare le dimensioni delle Autorità ”monoscalo” e a mettere in sinergia i diversi porti nell’ambito dei Corridoi europei e delle reti Ten-T come approvate dal Parlamento europeo. Secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dato che le Autorità Portuali agiscono in regime di prorogatio, si devono astenere dal procedere a nomine. Allo stesso tempo però è indispensabile procedere alla nomina dei Presidenti e degli Organi delle Autorità di Sistema Portuale almeno per le quelle dove è già iniziato l’iter. Pertanto ho chiesto al Ministro se e quando intende concludere le procedure per le tre Autorità già in itinere, procedere per le altre dodici AdSP in modo da consentire l’efficienza e l’efficacia del sistema portuale italiano e infine accogliere la richiesta tempestivamente avanzata dalla Regione Friuli Venezia Giulia tesa ad inserire il porto di Monfalcone nell’AdSP del Mare Adriatico Orientale».

Porto Monfalcone: Moretti e Rossi (PD), sinergia con Trieste per sviluppare ruolo internazionale e occupazione

Porto Monfalcone: Moretti e Rossi (PD), sinergia con Trieste per sviluppare ruolo internazionale e occupazione

MONFALCONE «Il porto di Monfalcone, in sinergia con quello di Trieste all’interno di un’unica autorità portuale, è in grado di sviluppare attività portuali e aree retroportuali, pianificare azioni di politiche portuali e marketing per competere nel sistema internazionale dei porti, ricevendo finalmente gli attesi finanziamenti di corridoio». A dirlo sono il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Diego Moretti e il segretario provinciale del Pd, Marco Rossi sottolineando che «i due porti agiranno sullo stesso piano senza prevaricazioni, proprio per i ruoli complementari che hanno. Questa è l’azione di governo del centro-sinistra nazionale e regionale. Questo è l’impegno del Partito Democratico per Monfalcone, impegno che può rilanciarne l’economia e l’occupazione grazie a una pragmatica azione di governo».
«Monfalcone è il porto con maggiori possibilità di sviluppo in Italia per le aree retroportuali, per viabilità, per sistema ferroviario (da implementare). Monfalcone, insieme a Trieste, in perfetta complementarità, può “vincere” la sfida della competitività con il vicino porto di Capodistria. In quest’ottica può valorizzare maggiormente la sua vocazione ai traghetti merci e persone. In questo modo – continuano i due esponenti Dem – attraverso la sinergia possibile grazie all’autorità di sistema, Monfalcone potrà assumere un ruolo internazionale nel sistema dei porti, ricevendo così i finanziamenti di corridoio». Infine, sottolineano Moretti e Rossi, «in questo contesto, fondamentale sarà il ruolo di Adriafer, per rendere possibili interventi migliorativi sul sistema ferroviario e infine spostare il regime di punto franco per traffici esteri».

Brandolin. Interrogazione parlamentare sul dragaggio canale est-ovest

Brandolin. Interrogazione parlamentare sul dragaggio canale est-ovest

La vicenda dello stop alle operazioni di dragaggio del Canale Est Ovest da parte dell’Agenzia regionale per l’Ambiente è stata portata all’attenzione del Ministro dell’Ambiente da una interrogazione del deputato isontino Giorgio Brandolin. In essa si chiede se «si ritenga opportuno introdurre in questo e in altri casi simili la possibilità per l’ente di iniziare le opere così necessarie al tessuto produttivo locale, prevedendo piuttosto l’obbligo per l’ente titolare del progetto di procedere a un’integrazione della documentazione presentata entro un termine prefissato, sia pure successivo all’effettivo inizio dei lavori».

La vicenda del dragaggio ha infatti qualcosa di paradossale. Il comprensorio del Canale Est-Ovest è minacciato dal problema dell’insabbiamento dei fondali a causa dei fanghi che ogni anno al termine dell’inverno, a causa del maltempo e le mareggiate, intasano il il canale. Per ovviare a tale problema, che rischia di impedire l’accesso non solo alle centinaia di di imbarcazioni da diporto delle società nautiche, ma anche ai vari cantieri e Marina, che rappresentano il cuore del polo nautico del Lisert (Marina Lepanto, Cadei, i cantieri Ocean, Nautec, Crackboat, Robymar e MonteCarlo Yachts che danno lavoro a dipendenti diretti e creano un grande indotto) la Regione Friuli Venezia Giulia ha varato in data 30 marzo 2016 il decreto per la realizzazione di un progetto di dragaggio innovativo stanziando un importo di 340.000 euro.

Il Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Monfalcone, che coordina le opere di dragaggio, ha provveduto ad avviare uno studio sedimentologico e correntometrico, nonché una serie di analisi preliminari, tra i quali la mappatura del fondale e il censimento delle specie fanerogame. La Soprintendenza  Archeologica, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia ha comunicato in data 24/06/2016 le sue prescrizioni per l’opera di dragaggio del fondale, approvando il progetto in quanto ”ritenuto compatibile con la conservazione dei beni paesaggistici tutelati”. Poi però l’Agenzia Regionale per l’Ambiente del Friuli Venezia Giulia ha fornito giudizio negativo, nonostante nelle premesse la stessa Arpa sostenga che ”i potenziali effettivi negativi ambientali saranno unicamente la fase di cantiere”, mentre ”su paesaggio e habitat invece vengono riconosciute ricadute positive al termine dei lavori”, e ammetta che le verifiche chimico-analitiche sono ancora in corso nei laboratori Arpa, basando di fatto il giudizio negativo solo su alcune carenze documentali riscontrate nello studio presentato. Brandolin ha chiesto dunque al Ministro la soluzione di questo stallo.

Monfalcone: assemblea PD ricandida Silvia Altran

Monfalcone: assemblea PD ricandida Silvia Altran

Un’assemblea partecipatissima e piena di entusiasmo quella di giovedì sera in viale Verdi, nella sede del circolo PD di Monfalcone. Gli interventi dei presenti sono stati brillanti e densi di contenuti propositivi: uno slancio di condivisione strategica di un gruppo compatto e consapevole che la campagna elettorale appena iniziata ha un peso specifico importante. La segreteria ha ricevuto pieno mandato dagli iscritti di incontrare ufficialmente le altre forze civiche del centro sinistra per definire assieme il programma del secondo mandato Altran. Il lavoro di elaborazione estiva è stato condensato in un documento programmatico che sarà arricchito attraverso il dialogo e grazie al contributo delle forze della coalizione che sosterrà la candidata Silvia Altran. Per il PD la priorità sarà facilitare il confronto tra cittadini e candidati sui contenuti e sulle cose che concretamente potranno essere realizzate, perché i vari interlocutori del tessuto sociale monfalconese possano esprimersi su quello che è stato fatto fino ad ora e su quali siano le priorità da affrontare.

Linee programmatiche 2016: clicca qui (PDF)

Monfalcone: continuano senza sosta i monitoraggi e controlli ambientali

Monfalcone: continuano senza sosta i monitoraggi e controlli ambientali

Continuano senza sosta i monitoraggi e controlli da parte degli enti di tutela della salute e dell’ambiente sull’attività della centrale termoelettrica A2A di Monfalcone.

Nell’ultimo tavolo tecnico ambientale, riunitosi lo scorso 27 luglio ARPA (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) ha riferito che, dopo la presentazione della relazione sulla qualità dell’aria relativa all’anno 2015 che ha riguardato in particolare i metalli pesanti (poi presentata lo scorso 29 luglio dal sindaco Silvia Altran e assessore regionale all’Ambiente ai rappresentanti dei rioni), sono in avvio altri due importanti progetti. Il primo è un biomonitoraggio ‘‘citizen science”, che vedrà coinvolta anche la cittadinanza per l’individuazione dei licheni da utilizzare quali campionatori poi valutati da personale dell’Università di Trieste per un successivo possibile utilizzo in una ulteriore indagine. Il secondo è un monitoraggio ambientale umano con l’analisi delle urine prelevate da un campione di 50 cittadini scelti secondo specifiche metodologie (età, genere, ecc.). Quest’ultima attività, condotta su base volontaria, potrebbe concludersi già nella prima metà del 2017 con la presentazione dei dati elaborati.

E’ stato poi riferito dell’avvio di un progetto per il monitoraggio della presenza di radionuclidi nel carbone e nelle ceneri usati/prodotti dalla centrale, anticipando le direttive Euratom. Si tratta di direttive non ancora obbligatorie ma che, seguendo altri esempi (come la centrale di Brindisi), si è deciso di applicare comunque già da ora. Accanto a ciò, è stata comunicata l’attivazione di un secondo campionatore in Area Verde per la verifica dello stato della qualità dell’aria, con l’obiettivo di eseguire uno screening sui metalli pesanti e sugli IPA (idrocarburi policiclici aromatici che si formano durante la combustione incompleta o la pirolisi di materiale organico contenente carbonio, come carbone, legno, prodotti petroliferi e rifiuti). Sarà anche installato un ulteriore campionatore d’aria nel quartiere di Panzano, in concomitanza alla realizzazione del biomonitoraggio umano.

Tutte queste attività saranno poi riassunte in un apposito documento di sintesi, che ripercorrerà i risultati delle azioni di controllo e monitoraggio sulle condizioni ambientali del territorio attivate nell’ambito del Tavolo tecnico, e che sarà poi distribuito in forma cartacea e pubblicato sul portale comunale.

Giurissa: “A Monfalcone coalizione di centrosinistra”

Giurissa: “A Monfalcone coalizione di centrosinistra”

lucia-giurissa“Il partito democratico di Monfalcone ha l’obiettivo di competere alle prossime amministrative con una coalizione compatta di centrosinistra concentrata sui contenuti e le nuove necessità della nostra comunità. Tutti coloro i quali – cittadini, partiti e liste civiche – siano disposti a confrontarsi con il partito democratico in modo trasparente, leale e propositivo saranno interlocutori validi per la definizione condivisa delle priorità del programma di governo per i prossimi cinque anni”. Ad affermarlo è la segretaria del PD di Monfalcone, Lucia Giurissa, che continua: “Non voglio alimentare polemiche sulle dichiarazioni di Enrico Gherghetta perché chi critica le regole di un gruppo organizzato come il Pd – che ha uno statuto e una commissione dei garanti indipendente a tutela degli iscritti – sa che le sedi opportune per cambiare le regole di un partito sono i congressi, non le elezioni. La sfida sui numeri di consenso che lancia il Presidente inoltre non regge perché parte da presupposti sbagliati: un comitato elettorale è un’altra cosa rispetto ad un partito. Ma sono questioni che non interessano alla città”.

La piattaforma programmatica del Pd su Monfalcone impostata all’inizio dell’anno si arricchisce di giorno in giorno e l’assemblea di circolo ha già dato mandato ai dirigenti e agli amministratori ora in carica di implementare il percorso di ascolto in città. Il lavoro di elaborazione che parte dal basso è fondamentale per contrastare il populismo oscurantista e le angosce xenofobe che le destre alimentano continuamente.

Nessuno spazio alle polemiche sterili dunque: i saggi sono gli elettori.

A Monfalcone stanziati 200 mila euro per insediare nuove imprese artigiane nel centro città

A Monfalcone stanziati 200 mila euro per insediare nuove imprese artigiane nel centro città

Il Comune di Monfalcone guidato dal sindaco Silvia Altran ha stanziato in bilancio ben 200.000 euro per il bando, emesso e che scade il 9 settembre prossimo, per concedere contributi fino a 20.000 euro per le imprese artigiane (alimentari escluse) che hanno o avranno sede operativa nell’area del centro cittadino delimitata da Piazza Repubblica, Corso del Popolo, Viale San Marco fino all’incrocio con Via Bixio, Via Bixio, Via Garibaldi nel tratto da Via Bixio fino alla Piazza Dante, Piazza Dante, Via Roma, Via Oberdan, Piazza Cavour, Via Plinio e Via San Francesco, nel tratto da Via Plinio a Piazza della Repubblica.

Possono presentare domanda di ammissione al contributo le imprese artigiane configurate come impresa individuale artigiana o società artigiana che rientrano nei limiti dimensionali della “micro impresa”. Condizione indispensabile ai fini dell’ammissione al contributo è che alla data di presentazione della domanda siano iscritte al Registro delle Imprese, anche come impresa inattiva. Sarà data priorità in graduatoria alle imprese che intendono iniziare o implementare le attività di artigianato elettronico, riparatori di bici e motocicli, settore artistico (lavoro del cuoio, ceramica), corniciai, lavori di orologeria, oreficerie e articoli preziosi, calzolai, tipografia, progettazione grafica, studi fotografici, lavori di arredo del legno, piccola falegnameria, sartoria, acconciatori e altre attività artigianali compatibili con l’area di insediamento.

Il contributo è finalizzato all’acquisizione di beni strumentali d’investimento (impianti, attrezzature, tecnologie, macchinari, arredi), ma possono essere ammessi anche i beni usati, purché non acquistati entro i 90 giorni precedenti la data di presentazione della domanda di finanziamento. Possono essere ammessi anche i beni acquistati in leasing, nonché le spese per l’abbattimento delle barriere architettoniche, risparmio energetico e insonorizzazione dello stabile. L’entità del contributo assegnabile è pari all’80% dell’ammontare delle spese.

La domanda deve essere compilata esclusivamente sul modello predisposto, disponibile all’Ufficio Suap e Commercio in via Rosselli 17 (il lunedì e mercoledì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 17.45, il giovedì e venerdì dalle 9.00 alle 12.00), e all’Urp in via Sant’Ambrogio 12 (lunedì e mercoledì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 17.45, martedì, giovedì e venerdì dalle 9.00 alle 12.00) nonché sul portale del Comune (www.comune.monfalcone.go.it /Comune amico – Servizi online/ Modulistica on line/SUAP e Commercio).

Gli interessati dovranno far pervenire le domande al Comune di Monfalcone fino alle ore 24.00 del 9 settembre 2016, con consegna diretta a mano (all’ufficio Protocollo del Comune in via S. Ambrogio 62, lunedì dalle 09.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 17.45, martedì, giovedì e venerdì dalle 09.00 alle 12.00, mercoledì dalle 09.00 alle 13.00), oppure tramite raccomandata A.R., o ancora mediante mail certificata all’indirizzo comune.monfalcone@certgov.fvg.it.

Inaugurazione CRUA. Per il PD un risultato storico

Il Pd nel giorno dell’inaugurazione del CRUA: «Risultato storico, occorre tenere alta l’attenzione sul dramma dell’amianto»

MONFALCONE – «L’attenzione sul problema amianto deve restare alta, anzi altissima, su tutto il territorio regionale e nell’Isontino, per la sua storia, in particolare», lo dice il segretario provinciale del Partito Democratico isontino, nel giorno della presentazione del CRUA a Monfalcone, alla presenza dei vertici della Regione e dell’Azienda sanitaria. «Per noi in ogni caso con la presentazione del CRUA si raggiunge un obiettivo storico che il Partito Democratico ha perseguito in questi anni, ma per noi dev’essere solo il punto di partenza: queste zone sono tra le più colpite dalle conseguenze mortali derivanti dal massiccio utilizzo dell’amianto e dall’esposizione allo stesso dei lavoratori». «Abbiamo aperto il CRUA ed è un risultato importante, ma occorre continuare a sottolineare l’importanza di trattare in modo organico e sinergico i vari aspetti del problema: la mappatura, la sorveglianza e la prevenzione sanitaria, lo smaltimento, le bonifiche e le informazioni ai cittadini, oltre che la formazione degli operatori. In questo senso la creazione di un Centro Unico a valenza regionale e la sua dislocazione – con forte valore simbolico – a Monfalcone permetterà di creare una “cabina di regia” per una strategia di lavoro che coordini le tematiche legate ad Ambiente, Salute e Sicurezza così come previsto dal Piano Nazionale Amianto». «Il ringraziamento per il risultato raggiunto va all’Amministrazione regionale che ha creduto nel progetto, e a quanti sin dai banchi del Consiglio regionale – trai i quali l’on. Brandolin e l’allora consigliere Brussa – hanno promosso sin dalla precedente legislatura regionale il raggiungimento di questo obiettivo. Ma anche a tutte le Istituzioni, Provincia, Comune di Monfalcone e i comuni limitrofi, che hanno supportato costantemente l’iniziativa», ricorda Rossi.