Laura Fasiolo: “Ampie convergenze sulla mia proposta di istituzione di una ZES per il Friuli Venezia-Giulia”

Laura Fasiolo: “Ampie convergenze sulla mia proposta di istituzione di una ZES per il Friuli Venezia-Giulia”

A fine ottobre 2016 è stato presentato in Senato dalla senatrice goriziana Laura Fasiolo il disegno di legge n. 2584, che prevede l’istituzione di una Zona Economica Speciale (ZES), a vantaggio delle zone di confine della nostra regione. Si tratta in sostanza di un regime economico e fiscale agevolato atto a favorire lo sviluppo delle zone più in difficoltà, in particolare attraendo capitali dall’estero e offrendo vantaggiose possibilità di investimento. Una scelta che potrebbe rivelarsi strategica per i nostri territori, per la nostra economia e i nostri giovani.

«È quindi con particolare soddisfazione – commenta la senatrice – che ho riscontrato un diffuso consenso alla mia proposta negli ambienti politici ed economici della nostra regione. Apprendo dai giornali che anche da altre parti dello schieramento politico si è mostrato interesse, come nel caso della eurodeputata di FI Elisabetta Gardini; indubbiamente una convergenza intorno ad una proposta del centro-sinistra, che ha al centro l’interesse della nostra regione sarebbe un fatto positivo. Ben venga in questo senso il sostegno anche del gruppo di Forza Italia al mio disegno di legge».

«C’è bisogno infatti del massimo coinvolgimento se si vuole dare sostegno e impulso ad una economia in difficoltà proprio su un versante, quello fiscale, che risente delladisparità di trattamento in un’ottica di mercato e concorrenza tra i Paesi europei contermini. Ricordo infatti che la ZES è prevista dall’ordinamento europeo, ma che finora non si sono registrate esperienze in Italia. Il modello POLONIA, previsto recentemente dal nostro Governo per il SUD, non può prescindere alche da queste aree confinarie in sofferenza.Si tratterebbe dunque di una importante esperienza-pilota per una zona il nostro Paese in particolare difficoltà, che porrebbe la regione Friuli Venezia Giulia all’avanguardia nella ricerca di forme inedite di rilancio dell’economia, degli investimenti, del lavoro».

Brandolin interroga governo su futuro del porto di Monfalcone

Brandolin interroga governo su futuro del porto di Monfalcone

Il deputato Giorgio Brandolin presenterà in questi giorni una richiesta precisa sul futuro di Monfalcone nel Comitato di Gestione dell’Autorità Mare Adriatico Orientale al ministro delle Infrastrutture.
Nell’interrogazione chiede al ministro se non ritenga possibile inserire nel Comitato di Gestione dell’Adriatico orientale anche un rappresentante del Comune di Monfalcone in deroga alla norma, preso atto che altre deroghe sono state usate per l’Autorità portuale della Sicilia Orientale.
L’Autorità di sistema portuale ricopre infatti un ruolo strategico di indirizzo, programmazione e coordinamento del sistema dei porti della propria area, con funzioni di attrazione degli investimenti sui diversi scali e di raccordo delle amministrazioni pubbliche. Secondo il decreto approvato nel 2005, a guidarla sarà il Comitato di Gestione, un board snello, ristretto a poche persone, con il ruolo di decisore pubblico istituzionale, mentre i rappresentanti degli operatori e delle imprese faranno parte degli «Organismi di partenariato della Risorsa mare» con funzioni consultive (potranno partecipare al processo decisionale, non potranno più votare atti amministrativi). Attualmente nel Comitato di gestione dell’Autorità Mare Adriatico Orientale vengono previsti un presidente dell’Autorità di sistema (l’attuale presidente dell’Autorità di Trieste Zeno D’Agostino) un rappresentante della Regione, uno del Comune di Trieste e uno dell’Autorità marittima (ovvero la capitaneria di Trieste, che potrà esprimersi solo su questioni di sua competenza), e nessun rappresentante per Monfalcone, sede di uno dei principali scali del Fvg. La questione è già stata sollevata dalla Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani con un’apposita richiesta presentata al Ministero. Monfalcone, avendo le stesse peculiarità di porto a valenza nazionale, potrebbe ottenere un posto nel Comitato perchè sede di Autorità portuale, come già accaduto con lo scalo di Augusta (SR), per il quale il governo ha previsto un’eccezione. Secondo gli ultimi dati dei traffici dello scalo monfalconese, esso ha chiuso il 2016 con 4,650 milioni di tonnellate di merce transitati dalle sue banchine (il miglior risultato di sempre), e per il terzo anno consecutivo registra una crescita dei traffici, mentre aumentano del 4,6% gli sbarchi, che hanno sfiorato da soli i 4 milioni di tonnellate.

Migranti: Fasiolo, da Minniti svolta coraggiosa e attesa da tempo

Migranti: Fasiolo, da Minniti svolta coraggiosa e attesa da tempo

“Il ministro dell’Interno Minniti oggi ha fornito un quadro preciso su come il Governo intende affrontare il tema immigrazione. Finalmente una linea chiara e proposte coraggiose. Dobbiamo gestire la grande emergenza dei migranti senza scivolare nella sbagliata equazione immigrazione uguale terrorismo”. Lo afferma la senatrice del Pd Laura Fasiolo.
“Molto bene dunque l’accordo con l’Anac per le procedure e gli appalti per la gestione dei centri di accoglienza. Trasparenza e certezza delle norme – continua – è uno dei punti più rilevanti per iniziare a cambiare rotta. Anche la cancellazione dei Cie è una misura coraggiosa e importante e la loro trasformazione in centri per rimpatri avverrà nel miglior modo possibile. Ce ne saranno uno per Regione, saranno lontani dai centri urbani, e il Garante per i diritti dei detenuti avrà poteri illimitati. Infine Minniti ha rivolto l’attenzione su una questione che sollevo da tempo, ovvero i tempi dell’accoglienza che non possono essere indefiniti. In diverse interrogazioni avevo sottolineato l’importanza di incrementare le commissioni territoriali che si occupano dei richiedenti asilo perché due anni per stabilire se un immigrato ha diritto o meno alla protezione umanitaria sono veramente un’assurdità. In quest’ottica si inserisce l’accordo con l’Anci per allargare la platea dei Comuni che accolgono attraverso un sistema più sostenibile e con piccoli numeri. E’ un lavoro che necessita di metodo, precisione e pazienza – conclude Fasiolo – ma alla fine riusciremo a far fronte alla grande emergenza di questo tempo”.

Brandolin: la Camera per la salvaguardia della Ferrovia Transalpina

Brandolin: la Camera per la salvaguardia della Ferrovia Transalpina

Il Governo si impegnerà, compatibilmente con le risorse disponibili, attraverso l’utilizzo di tutte le normative europee in materia, a favorire l’operatività del Gect al fine di promuovere la Ferrovia Transalpina come ferrovia storica e in virtù del suo carattere tranfrontaliero, adoperandosi inoltre per arrivare ad accordi con le competenti autorità Slovene e Europee con l’unico obbiettivo di valorizzare la Ferrovia Transalpina e il suo carattere transfrontaliero e di strumento di unione tra i popoli.
E’ questo l’oggetto dell’Ordine del giorno approvato ieri dalla Camera su iniziativa su mia iniziativa, per ottenere dal Governo un impegno a favore della storica ferrovia.
Essendo la Transalpina una linea transfrontaliera, quindi non esclusivamente italiana, non era ovviamente possibile inserire apposite risorse direttamente nella legge, ma questo ordine del giorno comunque impegna il Governo a favorirne l’operatività, così da salvaguardare un importante tassello della storia europea.
Sto anche organizzando una visita della Commissione trasporti della Camera sulla ferrovia storica Gemona-Sacile, nonché sulla stessa Transalpina, in modo che i componenti della commissione possano capirne direttamente l’importanza.
La Ferrovia Transalpina, inaugurata alla presenza dell’erede al trono austroungarico l’Arciduca Francesco Ferdinando il 19 luglio 1906, è una delle più antiche d’Europa, ed è nata con l’obiettivo di fornire un secondo collegamento ferroviario diretto tra Trieste e il centro Europa in alternativa alla già esistente Trieste-Vienna. Attualmente, la Ferrovia Transalpina è una linea secondaria non elettrificata a binario unico che congiunge Trieste, Gorizia/Nova Gorica, la Valle dell’Isonzo e le Alpi Giulie a Sesana e Jesenice in Slovenia, da cui si prosegue verso l’Austria, percorrendo ampi tratti di immenso interesse paesaggistico, e riveste un importantissimo ruolo simbolico, in quanto vero mezzo di unione tra lo Stato sloveno e quello italiano. Nel 2011 l’Unine Europea ha autorizzato e riconosciuto il Gruppo Europeo di Collaborazione Territoriale (GECT) Gorizia – Nova Gorica/San Peter Vertojba (Slo) – che tra i suoi obbiettivi pone proprio quello di valorizzare dal punto di vista turistico la Ferrovia Transalpina.

Giustizia e carcere di Gorizia. Interviene la senatrice PD Laura Fasiolo

Giustizia e carcere di Gorizia. Interviene la senatrice PD Laura Fasiolo

«Sono molto soddisfatta della decisione della terza commissione del Consiglio Superiore della Magistratura di assegnare al Friuli Venezia Giulia quattro Magistrati Ordinari in Tirocinio (MOT) di cui 1 andrà a Trieste, 1 a Udine e 2 al Tribunale di Gorizia», l’annuncio è della senatrice PD Laura Fasiolo. Il Tribunale di Gorizia potrà dunque avvalersi di nuovo organico e nuove forze per mandare avanti i processi e per rendere il servizio sempre più efficace e operativo sul territorio. La decisione di attribuire due giuridici al Tribunale di Gorizia è stata raggiunta grazie ad una sinergia interistituzionale che ha visto la necessità di rafforzare una realtà complessa, che presenta degli elementi di criticità. Importante inoltre il contatto con il Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per il Triveneto, Dott. Enrico Sbriglia, che ha consentito di mettere un altro mattone sulla strada dell’ampliamento del carcere di Gorizia che, come dagli auspici trasversali, potrebbe diventare un luogo di riabilitazione e di formazione per i detenuti.
«La funzione riabilitativa – come del resto quella formativa – è fondamentale per un carcere moderno, strutturato a misura d’uomo e finalizzato al reinserimento sociale e lavorativo. L’auspicio, dunque, è che il Carcere risponda in modo efficace ad una funzione educativa/rieducativa, che la restrizione della libertà consenta comunque di interagire con il sociale, assicuri un esercizio utile delle proprie competenze e una dignitosa qualità della vita e continuità degli affetti».
«Ho invitato il Prefetto dott. Santi Consoli, il Sottosegretario di Stato del Ministero della Giustizia Cosimo Ferri e il Provveditore Regionale Enrico Sbriglia a partecipare ad un incontro a Gorizia per valutare la possibilità di trasferire al carcere la contigua ex Scuola elementare Pitteri, in totale abbandono, perché ne facciano uso il personale e i detenuti, ai fini di attività formative, incontri con le famiglie, attività con le associazioni», conclude la senatrice Fasiolo.

Pipistrel, interrogazioni di Brandolin e Fasiolo.

I parlamentari del PD Giorgio Brandolin e Laura Fasiolo hanno presentato due interrogazioni, rispettivamente alla Camera e al Senato, sulla situazione della Pipistrel

In particolare Brandolin  – ricordando che dalla fine del 2014 ad oggi lo stabilimento in costruzione a Savogna d’Isonzo (GO) è stato oggetto di diversi attacchi vandalici, ha interrogato il ministro dell’Interno, il 9 gennaio 2017, sulla possibilità che “il fatto, già grave in quanto diretto verso una nuova realtà imprenditoriale molto importante per il territorio, non sia aggravato da una componente nazionalistica e razzista vista la provenienza slovena dell’azienda e del titolare, elemento particolarmente preoccupante in una zona come quella goriziana che dovrebbe fare della collaborazione transfrontaliera il suo punto di forza“.

La senatrice Laura Fasiolo ha presentato al Ministro dei Trasporti e al ministro dell’Interno un’interrogazione per sapere “se ENAC, avendo effettuato tutti i dovuti controlli autorizzativi, intenda intervenire in modo autorevole per conoscere gli aspetti legati al ritardato avvio dell’insediamento produttivo, che sino ad ora è costato investimenti pubblici di non poco conto; se s’intendano approfondire le cause e finalità degli atti vandalici che rischiano di mettere la parola fine ad un’esperienza costata sino ad ora quasi 5 mln“.

 

Fasiolo: Centro di viticoltura di Gorizia valorizzato dal Ministero

Fasiolo: Centro di viticoltura di Gorizia valorizzato dal Ministero

Il Centro di viticoltura ed enologia di Gorizia è stato individuato quale polo di aggregazione delle competenze necessarie per lo sviluppo della filiera vitivinicola, cardine della produzione del mercato interno, ma anche dell’export italiano nel mondo. Lo rende noto la senatrice PD Laura Fasiolo a seguito della risposta ricevuto dal Ministro delle Politiche agricole a seguito di un’interrogazione presentata dalla senatrice.

Nell’interrogazione la senatrice del Partito Democratico cheideva le prospettive del CREA di Gorizia ( Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e per l’Economia Agraria). Il CREA, il nuovo Ente protagonista di un salto di qualità per la ricerca agricola ed alimentare, è costituito dalle iniziali 18 alle attuali 12 sedi in Italia. La senatrice Fasiolo esprimeva infatti la richiesta di dare nuove competenze alla sede regionale di Via Trieste a Gorizia, centro di importanza unica, per quanto poco conosciuto e poco valorizzata anche dal mondo agricolo. La risposta illustrata in Commissione Agricoltura dal Viceministro è stata molto esauriente e l’intento di valorizzare la sede come luogo privilegiato a livello nazionale per la ricerca sulla vitivinicoltura è stata una soddisfazione considerato il livello qualitativo dei nostri ricercatori e dei nostri tecnici, ha affermato Laura Fasiolo.
Scrive infatti la risposta del MIPAAF:

…il processo di riorganizzazione del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA), avviato dalla gestione commissariale fin dall’inizio del 2015, ha avuto come scopo un migliore coordinamento tra le strutture di ricerca dell’Ente superando, laddove possibile, la spiccata frammentazione preesistente. In tal senso, tra i 12 Centri di ricerca del CREA (consolidamento degli attuali 18 Centri e 32 Unità), il Centro di viticoltura ed enologia è stato individuato quale polo di aggregazione delle competenze necessarie per lo sviluppo della filiera vitivinicola, cardine, non solo, della produzione destinata al mercato interno, ma anche dell’export italiano nel mondo.

Un “centro di ricerca avanzata, in grado di realizzare impatti positivi significativi sulle attività produttive, sull’ambiente e sulla Società” richiede aggregazioni di competenze multidisciplinari. “Non va poi sottaciuto che i possibili investimenti in infrastrutture d’avanguardia, “prosegue la risposta, “per il livello di risorse necessarie per la loro acquisizione e manutenzione e per le competenze che richiede il loro impiego, non possono essere replicate in un ampio numero di sedi.” Alla luce di tali considerazioni, l’aggregazione dell’attuale “gruppo di ricerca” di Gorizia (fino ad ora afferente al Centro per lo studio delle relazioni tra pianta e suolo di Roma) al Centro di viticoltura ed enologia, consentirà di integrare le significative competenze maturate dai ricercatori che vi operano, all’interno di un settore che, oltre per il rilievo economico, rappresenta una porzione cospicua del territorio agrario italiano, ovvero circa 630.000 ettari. Non va poi dimenticato che una conduzione sempre più ispirata a criteri agroecologici e alla massimizzazione dei servizi ecosistemici avrà ricadute positive di ampia portata. In tal senso, il paventato rischio di dispersione dell’esperienza maturata, del sapere acquisito e della rete di relazioni internazionali costruita dai ricercatori del “gruppo di ricerca” di Gorizia, si tramuta semmai in una loro valorizzazione: essi apporteranno al Centro di viticoltura ed enologia competenze di grande rilievo, complementari a quelle degli attuali due Centri di ricerca (Viticoltura di Conegliano ed Enologia di Asti) e tre Unità di ricerca (Arezzo, Velletri RM e Turi BA) che, insieme, lo costituiranno.
Tali competenze troveranno pertanto ampio spazio per sinergie positive a vantaggio della filiera ma anche della crescita professionale degli stessi ricercatori.
Peraltro, anche per la collocazione geografica in cui opera, il futuro Laboratorio di Gorizia del Centro di viticoltura ed enologia potrà ulteriormente favorire lo sviluppo del settore vitivinicolo che già nel Nord-est, e in particolare nel goriziano, raggiunge livelli di eccellenza. E’ noto infatti che la qualità dei vini dipende in larga misura dalla qualità e dalla corretta gestione dei suoli e che quindi le competenze del Laboratorio saranno in questo senso preziose anche per l’impatto economico che le ricerche riverseranno sul territorio.

L’appello al voto delle DONNE PER IL SI’

Sabato 12 novembre alle 11.30 a MONFALCONE l’appello del Comitato DONNE PER IL SI’. Il ritrovo – aperto a tutte e tutti – sarà al Caffè Carducci, con la partecipazione della senatrice Laura Fasiolo.

Di seguito il testo dell’appello e le firmatarie:

“Siamo un gruppo di donne riformiste che crediamo in un’Italia migliore.
Amiamo il nostro Paese, una terra bellissima dal punto di vista paesaggistico, ricca di storia, di tesori artistici e di talenti, espressione della creatività del popolo italiano.
Riteniamo però che il nostro Paese debba aspirare ad una classe politica e dirigente all’altezza della sua storia e cultura, che si faccia custode dei beni pubblici come patrimonio comune della collettività, da tutelare e amministrare con saggezza, un patrimonio sul quale nessuno possa speculare e mettere le mani per interesse personale.
La complessità della macchina pubblica, composta da troppi organi e organismi, da troppa burocrazia, ingessa tutto il sistema mantenendolo in un perenne status quo.
Siamo quindi convinte che è giunta finalmente l’ora di prendere atto di una nuova sfida di grandi riforme, che vogliono smantellare vecchi poteri e un immobilismo cristallizzato, riforme che si stanno realizzando con grande coraggio e che sentivamo proclamare da almeno trent’ anni a questa parte.
Al referendum del 4 dicembre noi voteremo Sì perché vogliamo:
o   Rafforzare la democrazia, semplificando l’iter legislativo con il superamento del bicameralismo paritario, attribuendo al Senato il ruolo di rappresentanza delle istituzioni locali e un numero limitato di competenze (materie di rilevanza costituzionale, referendum e politiche dell’unione europea)
o   Ridurre la spesa pubblica attraverso la diminuzione del numero dei senatori da 315 a 100
o   Sopprimere il CNEL, un organo costituzionale composto da 64 consiglieri, al quale spetta la presentazione di disegni di legge e pareri in materia di lavoro. Nei cinquant’ anni di attività ha presentato 14 disegni di legge e 96 pareri, che non hanno inciso sul mercato del lavoro
o   Rivedere il titolo V della parte II della Costituzione, che tratta dei ruoli delle Regioni, Province e Comuni, tra l’altro già precedentemente modificato con Legge costituzionale 3/2001, arrivando, come prima cosa, al superamento delle Province.
Diciamo convintamente Sì ad una riforma che affronta le maggiori emergenze costituzionali del nostro Paese e riscrive in chiave progressista parte della nostra costituzione, mediante la modernizzazione delle istituzioni di governo, coerentemente con il nostro tempo presente e in vista delle sfide del futuro”.

Firmatarie:

Antonella BOLLETTI                                                        Manuela GUERRERA                          Elisabetta PIAN
Monica CARTA                                                                 Eva LUCON                                        Sara POSERINA
Lucia CASSANEGO LAMBERTI                                       Elisabetta MEDEOT                            Sara VITO
Marina DOMINI                                                                Emanuela NOGHERTTO                     Barbara ZILLI
Laura FASIOLO                                                                Michela PERCUZZI                             Franca ZOTTI

 

Brandolin: Il porto di Monfalcone va inserito nell’AdSP del Mare Adriatico Orientale

Brandolin: Il porto di Monfalcone va inserito nell’AdSP del Mare Adriatico Orientale

Nel mese di settembre 2016, il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti ha trasmesso alle Regioni Friuli Venezia Giulia, Marche e Abruzzo e Puglia le proposte di nomina dei Presidenti delle AdSP del Mare Adriatico Orientale, del Mare Adriatico Centrale e del Mare Ionio. Lo scorso 16 settembre, la presidente della regione Friuli Venezia Giulia ha chiesto di inserire il Porto di Monfalcone, la cui gestione è stata a suo tempo trasferita all’Amministrazione regionale, all’interno dell’AdSP del Mare Adriatico orientale.

«Ora è il momento di accogliere tale richiesta che, a mio avviso – afferma il deputato Giorgio Brandolin – va nella direzione auspicata dal decreto legislativo 169 del 4 agosto 2016 tendente a superare le dimensioni delle Autorità ”monoscalo” e a mettere in sinergia i diversi porti nell’ambito dei Corridoi europei e delle reti Ten-T come approvate dal Parlamento europeo. Secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dato che le Autorità Portuali agiscono in regime di prorogatio, si devono astenere dal procedere a nomine. Allo stesso tempo però è indispensabile procedere alla nomina dei Presidenti e degli Organi delle Autorità di Sistema Portuale almeno per le quelle dove è già iniziato l’iter. Pertanto ho chiesto al Ministro se e quando intende concludere le procedure per le tre Autorità già in itinere, procedere per le altre dodici AdSP in modo da consentire l’efficienza e l’efficacia del sistema portuale italiano e infine accogliere la richiesta tempestivamente avanzata dalla Regione Friuli Venezia Giulia tesa ad inserire il porto di Monfalcone nell’AdSP del Mare Adriatico Orientale».

Enogastronomia: Fasiolo, bene salvaguardia Cantina sociale di Cormòns e sede Consorzio Montasio

Enogastronomia: Fasiolo, bene salvaguardia Cantina sociale di Cormòns e sede Consorzio Montasio

“Un passaggio importante quello che ha consentito la conclusione positiva di un’importante partita: la salvaguardia della Cantina Sociale Produttori di Cormons e la sede di produzione del formaggio Montasio. E’ stato scongiurato il rischio della vendita all’asta di un immobile sul quale i produttori avevano investito in tanti anni con molti sacrifici; grazie all’impegno che dallo scorso autunno è stato portato avanti dal Viceministro Olivero, con il sostegno dell’Assessore regionale Shaurli, con il mio convinto sostegno, si è realizzato un risultato di eccellenza”. Lo scrive in una nota la Sen Laura Fasiolo (Pd). “La cantina dei produttori di Cormons in un immobile nel Comune, nata alla fine degli anni Sessanta e nota nel mondo per la qualità dei vini è stata trasferita dall’ Agenzia del Demanio e dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali alla Regione” FVG. Questo, con “l’immobile di Codroipo con l’impianto più importante del FVG di raccolta e stagionatura del formaggio Montasio. Due realtà di eccezionale livello, fiori all’occhiello l’uno per la produzione di vino, l’altro per la produzione di formaggi”. (ANSA).