Prof di sinistra “sotto osservazione”
Sindacati in rivolta. I Cobas: sciopero

Prof di sinistra “sotto osservazione”
Sindacati in rivolta. I Cobas: sciopero

Sul monitoraggio della politica a scuola affidato al garante per i minori e annunciato per settembre dal sindaco di Monfalcone Anna Cisint c’è ora anche la minaccia di sciopero. La firmano i Cobas Scuola del Fvg, «sconcertati» dall’ipotesi «sportello riservato d’ascolto destinato ad accogliere le lamentele contro i prof troppo politicizzati e di sinistra». Se arriverà, si legge in una nota, «ci riserviamo di valutare lo stato d’agitazione per arrivare se necessario a proclamare anche uno sciopero interprovinciale». A intervenire sono anche Cgil, Cisl e Uil. Francesco Sinopoli, segretario generale Flc Cgil, e Adriano Zonta, segretario regionale di categoria, esprimono «solidarietà ai docenti e al personale delle scuole di Monfalcone colpiti dalle “liste di proscrizione” della sindaca Cisint». Nel mirino la «(dis)educazione alla delazione e la paradossale accusa di “fare politica” a scuola, con conseguente processo pubblico». All’attacco anche il confederale della Cgil Fvg Villiam Pezzetta: «Siamo di fronte a quella che non so se considerare una scivolata o il maldestro tentativo di fomentare una campagna basata sul nulla. Nessun caso concreto, solo l’ennesima crociata contro gli insegnanti comunisti, curiosamente scatenata a scuole chiuse». Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola, boccia a sua volta la proposta: «Non spetta al garante dell’infanzia svolgere funzioni da minculpop, mentre esula certamente dai compiti di un amministratore locale attivare controlli sul comportamento degli insegnanti, ai quali andrebbero manifestati casomai rispetto e gratitudine per la generosità con cui svolgono il loro compito in condizioni che meriterebbero ben altra considerazione a livello sociale, normativo ed economico». Ugo Previti, segretario regionale della Uil Scuola, aggiunge: «Ognuno, privatamente, può avere le proprie idee ma la scuola è e deve essere libera, senza ideologie, anche di criticare le ordinanze del sindaco se è il caso. Se poi i docenti fanno politica in classe, i genitori e gli alunni hanno già tutti i mezzi per contestarli». A difendere Cisint è invece il Popolo della Famiglia di Monfalcone che denuncia «l’indottrinamento degli studenti» e promuove l’operazione-garante, «che permetterà di contrastare abusi e incongruenze a scuola».Il sindaco trova poi appoggio nel collega di Gorizia Rodolfo Ziberna: «Gli eccessi possono manifestarsi ovviamente sia in un senso che nell’altro, ma una certa propaganda attacca con “fake news” chiunque osi affrontare questi argomenti, come peraltro il dramma delle foibe e degli esuli. Pochi sanno, per esempio, quanto sia ostacolata da una parte del corpo docente la partecipazione degli studenti agli eventi legati al Giorno del ricordo».La diretta interessata, intanto, attacca ancora: «La sinistra è finita, altrimenti non si sarebbe accanita con tanta pochezza su un tema importante come quello della scuola. Evidentemente, dei giovani, le importa poco. Speriamo che la mia denuncia contribuisca a far terminare il dannoso regime della “palestra democratica” e a favorire il senso critico». Dal Pd ribatte il consigliere regionale Diego Moretti: «La retromarcia di Cisint conferma che abbiamo colpito nel segno, ma non basta ad abbassare la guardia su un tema delicatissimo e sul quale non ci possono essere compromessi. La stessa difesa del presidente Fedriga non ha nulla di culturale o di pensiero politico, ma è il solito slogan fatto per la sola ricerca e individuazione del nemico a tutti i costi».-

Pd: «Aria di regime» 
Ma Cisint tira dritto
 e Fedriga la blinda

Pd: «Aria di regime» 
Ma Cisint tira dritto
 e Fedriga la blinda

«La sinistra deve capire che è finita la sua dittatura, scuola compresa». Avesse mai avuto bisogno di un alleato nell’annunciato monitoraggio del presunto tifo per la sinistra di alcuni insegnanti, Anna Cisint lo trova comunque in fretta. A Cervia, alla festa della Lega Romagna, Massimiliano Fedriga, sul palco col sottosegretario ai Beni culturali Lucia Borgonzoni (che Matteo Salvini ha candidato al governo dell’Emilia Romagna), benedice la linea del sindaco di Monfalcone. Ma va anche oltre, con una dura polemica «sul vergognoso utilizzo politico dell’istruzione fatto dai mondi della sinistra». Il presidente della Regione interviene il giorno dopo l’annuncio di Cisint di voler affidare al garante per i diritti dell’infanzia e l’adolescenza di Monfalcone il compito di raccogliere i racconti di studenti e genitori su quanto accade in aula, viste le segnalazioni, una decina, su docenti critici con iniziative e comportamenti della Lega. «C’è un garante in Comune e si occuperà giustamente di verificare i casi in cui i professori utilizzano il loro ruolo in classe per fare politica», le parole del governatore, che poi aggiunge: «Finalmente c’è qualcuno che dice basta con l’uso di posizioni di potere, anche dentro la scuola, per portare avanti l’ideologia di sinistra. Solidarietà al sindaco di Monfalcone, che ha detto una cosa ovvia». Nella prima domenica agostana, con toni alti erano intanto arrivate le repliche dei dem. All’attacco con la senatrice Tatjana Rojc, che denuncia il «controllo invasivo» della Lega e la realizzazione nella città dei cantieri della «società illiberale di Orban e Salvini». Che bisogno ha un partito quotato verso il 40%, domanda Rojc, «di andare a scovare qualche insegnante che ha la colpa di dirsi antifascista, come fosse una bestemmia? La risposta è semplice: nessun regime tollera voci fuori dal coro, nemmeno minoritarie». Diego Moretti, consigliere regionale, rincara la dose: «La foga epuratrice ha individuato un altro nemico: adesso è il turno degli insegnanti “di sinistra”, colpevoli di non condividere l’opinione di governo e di esprimere liberamente le proprie opinioni. Siamo alle liste di proscrizione, da pubblicare sui social, tanto per creare le campagne d’odio care a Salvini e ai suoi sodali, grazie alla segnalazione anonima di studenti magari arrabbiati per un brutto voto. Solo nel Ventennio o nei regimi comunisti dell’Est Europa si sono visti atti del genere». L’ex parlamentare e dirigente scolastica Laura Fasiolo si dice invece «sbigottita» per i compiti che Cisint vorrebbe assegnare al garante per i diritti dell’infanzia e l’adolescenza: «Sarebbe una vera e propria ingerenza nel mondo della scuola, un novello siracusano Orecchio di Dionisio». «”Schedare” gli insegnanti di sinistra viola gli articoli 21 e 33 della Costituzione, insulta la dignità professionale di una intera categoria e dimentica che il sindaco non ha poteri di “intelligence” di alcun genere», fa eco Furio Honsell di Open, che annuncia un’interrogazione e una mozione sul tema in piazza Oberdan. Cisint, tuttavia, non cambia idea. Si dice innanzitutto pronta a portare in tribunale Selvaggia Lucarelli, l’opinionista e blogger che ha denunciato il tweet in cui si anticipa la campagna d’ascolto di genitori e ragazzi: «Ha deciso lei che avrei fatto liste di proscrizione di cui non ho mai parlato. Probabilmente la querelerò e i soldi che ricaverò li darò ai bambini maltrattati». Il sindaco ripropone quindi le sue considerazioni. «Stimo il corpo insegnante, ma la mia esperienza mi fa dire che il mondo della scuola così tanto neutrale non è. Io, da mamma, non sono per esempio d’accordo che un docente dica a mio figlio che i porti debbano essere aperti». Il riferimento è alle segnalazioni ricevute, una delle quali di un ragazzo «bullizzato» perché non di sinistra. «Non fare niente sarebbe gravemente sbagliato», insiste Cisint ribadendo che a settembre chiederà al garante di fornire il quadro della situazione. E, se emergeranno comportamenti ritenuti inadeguati alla professione di docente, «c’è la possibilità di riferire i fatti a ministero e Ufficio scolastico regionale». Il sindaco denuncia anche «il clima di odio e intimidazione che attraverso i social si è scatenato da quando la città ha deciso democraticamente di scegliere una strada diversa da un passato che i monfalconesi rifiutano. Delegittimazione non tollerabile in rete e nei bar, ma inammissibile se trasferita all’interno delle scuole. Chi ha perso ha un approccio che ha creato una situazione sempre più difficile. Qualcuno è pure un insegnante».–

Monfalcone. Ghinelli: «Il conflitto danneggia gli operai»

Monfalcone. Ghinelli: «Il conflitto danneggia gli operai»

«Sta provocando un vero e proprio caos l’accelerazione da parte della giunta di Anna Cisint al progetto della Zpru, zona di particolare rilevanza urbanistica di Panzano». Lo afferma il segretario del Pd di Monfalcone, Marco Ghinelli, che ricorda come il progetto fosse della precedente amministrazione, ma l’attuazione era stata rimandata in attesa di un accordo «condiviso» con la Fincantieri per creare nuovi parcheggi.«A Panzano ora stiamo assistendo a un vero caos: sia il parcheggio del centro commerciale La Vela che il parcheggio antistante la chiesa della Marcelliana, anche in assenza di una qualsiasi funzione religiosa, si sono immediatamente riempiti di veicoli utilizzati dalle maestranze per recarsi al lavoro».

«Il supermercato Spak ha risentito subito del caos subendo un calo della clientela. Certo l’amministrazione in questo caso è corsa ai ripari, ma non ci poteva pensare prima ed evitare il caos? Questo è un sintomo di grande approssimazione. In particolare, bisognava evitare le centinaia di multe agli operai che, esasperati, spesso continuavano a girare per decine di minuti a vuoto solo per entrare nello stabilimento e nel proprio posto di lavoro». «Come sempre sono le maestranze, i più deboli, a pagare».

«Sono assolutamente d’accordo con le Rsu di Fincantieri sul rischio che porta questo atteggiamento di perenne e pesante conflitto tra l’amministrazione leghista della città e la grande fabbrica – aggiunge Ghinelli ricordando che le RSU di Fincantieri avevano unitariamente condannato la Zpru di Panzano – forse sfugge che attorno a Fincantieri ruota tutta l’economia e non solo della provincia di Gorizia. Il conflitto e le forzature vanno a colpire in primis i lavoratori. Questo non vuol dire essere succubi di Fincantieri – conclude il segretario Pd – ma un’amministrazione che si rispetti e che rappresenta tutta la città ha il dovere di dialogare con la fabbrica per risolvere assieme i problemi, proprio per rispetto dei propri cittadini e dei propri lavoratori»

Fasiolo. Interrogazione sulla sospensione di quattro operai della Fincantieri.

Nella seduta pomeridiana di ieri il sottosegretario Bobba ha risposto all’interrogazione n. 3-03645 presentata dalla senatrice Fasiolo sulla sospensione di quattro operai della Fincantieri di Monfalcone.

Qui il testo dell’interrogazione.

Di seguito la risposta del sottosegretario.

PRESIDENTE. Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.
BOBBA, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali. Signor Presidente, la questione evidenziata con il presente atto parlamentare verte sul dibattuto tema del mancato adempimento, da parte del datore di lavoro, dell’ordine di reintegrazione del lavoratore disposto dal giudice, in relazione al profilo della effettiva riammissione in azienda e della sua eventuale coercibilità.
Al riguardo, secondo l’interpretazione giurisprudenziale prevalente, la condanna alla reintegrazione nel posto di lavoro del lavoratore illegittimamente licenziato ha ad oggetto un facere infungibile e come tale non può essere coattivamente eseguita.
Secondo il costante orientamento della suprema Corte in materia di reintegra, risulta indispensabile e insostituibile un comportamento attivo da parte del datore di lavoro consistente nell’impartire al dipendente le opportune direttive e le misure atte a ripristinare una relazione di reciproca e infungibile collaborazione.
Diversamente, il reinserimento del lavoratore nel libro paga o matricola, il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali e il pagamento delle retribuzioni rientrano tra le prestazioni cosiddette fungibili, che sono invece suscettibili di esecuzione coattiva.
Tanto premesso, con riferimento alla vicenda in esame, il Ministero della giustizia ha reso noto che il 14 marzo 2017 il giudice del lavoro presso il tribunale di Gorizia ha pronunziato quattro ordinanze, tutte di analogo contenuto e immediatamente esecutive. Con tali ordinanze, il giudice del lavoro ha accolto i ricorsi proposti da quattro lavoratori avverso i licenziamenti intimati nei loro confronti da Fincantieri SpA, disponendo la loro reintegrazione, unitamente al pagamento delle retribuzioni maturate medio tempore, alla ricostituzione delle posizioni previdenziali assicurative e alla rifusione delle spese di lite. Avverso le predette ordinanze, lo scorso 13 aprile, la Fincantieri SpA ha proposto ricorso per opposizione, ai sensi dell’articolo 1, comma 51, della legge 28 giugno 2012, n. 92, innanzi al tribunale di Gorizia. Martedì 25 luglio il giudice del lavoro ha pronunziato quattro sentenze, tutte di analogo contenuto, con le quali ha rigettato tali opposizioni, accertando l’illegittimità della sanzione disciplinare espulsiva e disponendo altresì la reintegra immediata dei lavoratori. Fincantieri SpA è stata inoltre condannata a ricostituire la posizione assicurativa e contributiva dei lavoratori, nonché a corrispondere ai medesimi la retribuzione globale di fatto dal licenziamento alla reintegra effettiva, entro il limite di 12 mensilità.
Infine, occorre evidenziare che nel caso in esame, essendo intervenuti i licenziamenti nella vigenza del vecchio regime di cui all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, i lavoratori licenziati possono chiedere, in luogo della reintegra, un’indennità sostitutiva pari a 15 mensilità di retribuzione globale di fatto.
FASIOLO (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FASIOLO (PD). Signor Sottosegretario, la ringrazio per la risposta.
La situazione pare risolversi ad horas, anche secondo quanto riportato dalla stampa nella giornata odierna. Sono assolutamente soddisfatta dell’accoglimento dell’istanza dei lavoratori da parte del giudice e, soprattutto, mi auguro che l’azienda li ripristini sul posto di lavoro, perché una cosa è ricevere la partita stipendiale spettante, con la copertura degli aspetti assicurativi e assistenziali; altra cosa è entrare effettivamente nel posto di lavoro, cosa che non era stata consentita. Sembra paradossale e incredibile, ma lo stipendio percepito rispondeva a una prestazione lavorativa non erogata. Questo aspetto sembra essersi assolutamente risolto e sono assolutamente soddisfatta che il giudice sia intervenuto a salvaguardia dei lavoratori che sul piano umano, etico, morale e psicologico devono essere in qualche risarciti, vista la situazione di disagio che hanno attraversato nell’ultimo periodo.
Naturalmente, se dovessero esserci degli aspetti disciplinari, questi avranno la loro parte.
La ringrazio quindi del riscontro preciso e puntuale.

Brandolin: “Federare le diverse anime del centrosinistra”

Brandolin: “Federare le diverse anime del centrosinistra”

Pubblichiamo un commento sui risultati elettorali del deputato Giorgio Brandolin: «L’elezione di Rudi Ziberna (a cui vanno i miei auguri di buon lavoro) a Gorizia non giunge inaspettata: la debolezza del centrosinistra in regione si era già manifestata nei risultati di Trieste, Pordenone, Monfalcone e Codroipo. Quindi i segnali di difficoltà per l’azione del governo regionale, e delle segreteria – dalla regionale alle locali – c’erano già, ma non si è voluto fare nessun tipo di riflessione».
«Credo che sia indispensabile, adesso, che la presidente della Regione Serracchiani decida sulla sua ricandidatura. Per quanto mi riguarda ritengo che sia un obbligo morale che chi ha ricoperto una carica si sottoponga al giudizio dei cittadini, ricandidandosi per un secondo mandato. Qualunque sia la decisione, però, auspico che debba essere presa presto, senza attendere gli ultimi mesi. E in ogni caso bisognerà guardare per il prossimo appuntamento elettorale a un personaggio che sia un federatore delle diverse anime del centrosinistra, ma che sappia attirare anche quei gruppi di centro che digeriranno molto male uno schieramento di destra targato Lega».
«Intanto noi a Monfalcone, anche se in ritardo, una riflessione la stiamo facendo, con il rinnovo della segreteria il prossimo 8 luglio. Un ringraziamento va all’attuale segretaria che ha saputo con grande sensibilità lasciare posto a un rinnovamento. Speriamo che questo nuovo corso possa contare sull’apporto di molti giovani, nonché di persone che sappiamo dialogare con i cittadini e con i vari livelli del partito, così da creare una forza in grado di riprendersi la città».

Brandolin interroga governo su futuro del porto di Monfalcone

Brandolin interroga governo su futuro del porto di Monfalcone

Il deputato Giorgio Brandolin presenterà in questi giorni una richiesta precisa sul futuro di Monfalcone nel Comitato di Gestione dell’Autorità Mare Adriatico Orientale al ministro delle Infrastrutture.
Nell’interrogazione chiede al ministro se non ritenga possibile inserire nel Comitato di Gestione dell’Adriatico orientale anche un rappresentante del Comune di Monfalcone in deroga alla norma, preso atto che altre deroghe sono state usate per l’Autorità portuale della Sicilia Orientale.
L’Autorità di sistema portuale ricopre infatti un ruolo strategico di indirizzo, programmazione e coordinamento del sistema dei porti della propria area, con funzioni di attrazione degli investimenti sui diversi scali e di raccordo delle amministrazioni pubbliche. Secondo il decreto approvato nel 2005, a guidarla sarà il Comitato di Gestione, un board snello, ristretto a poche persone, con il ruolo di decisore pubblico istituzionale, mentre i rappresentanti degli operatori e delle imprese faranno parte degli «Organismi di partenariato della Risorsa mare» con funzioni consultive (potranno partecipare al processo decisionale, non potranno più votare atti amministrativi). Attualmente nel Comitato di gestione dell’Autorità Mare Adriatico Orientale vengono previsti un presidente dell’Autorità di sistema (l’attuale presidente dell’Autorità di Trieste Zeno D’Agostino) un rappresentante della Regione, uno del Comune di Trieste e uno dell’Autorità marittima (ovvero la capitaneria di Trieste, che potrà esprimersi solo su questioni di sua competenza), e nessun rappresentante per Monfalcone, sede di uno dei principali scali del Fvg. La questione è già stata sollevata dalla Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani con un’apposita richiesta presentata al Ministero. Monfalcone, avendo le stesse peculiarità di porto a valenza nazionale, potrebbe ottenere un posto nel Comitato perchè sede di Autorità portuale, come già accaduto con lo scalo di Augusta (SR), per il quale il governo ha previsto un’eccezione. Secondo gli ultimi dati dei traffici dello scalo monfalconese, esso ha chiuso il 2016 con 4,650 milioni di tonnellate di merce transitati dalle sue banchine (il miglior risultato di sempre), e per il terzo anno consecutivo registra una crescita dei traffici, mentre aumentano del 4,6% gli sbarchi, che hanno sfiorato da soli i 4 milioni di tonnellate.

Dall’Assemblea provinciale del PD sì a Collini candidato sindaco a Gorizia e sostegno al PD di Monfalcone

Dall’Assemblea provinciale del PD sì a Collini candidato sindaco a Gorizia e sostegno al PD di Monfalcone

L’Assemblea provinciale del Partito democratico isontino, che si è riunita all’Hotel Palace per una lunga full immersion durata più di tre ore sulla situazione politica locale, ha dato il pieno sostegno alla candidatura di Roberto Collini a sindaco di Gorizia. E ha accolto anche un ordine del giorno di sostegno al voto del PD monfalconese, favorevole ad un rientro del Comune nel processo amianto: su questo tema si è già espressa l’assemblea del circolo PD di Monfalcone che, nei giorni scorsi, ha votato a larga maggioranza per un voto consiliare favorevole ad una revisione della transazione tra Comune e Fincantieri sulla vertenza amianto.
“La ripartenza del Pd a Monfalcone passa anche dalla questione amianto: vogliamo recuperare quel rapporto ideale e affettivo che lega il più grande partito del centrosinistra ai cittadini monfalconesi, anche riparando ad errori commessi”, dice il segretario provinciale Marco Rossi.
L’Assemblea – presieduta da Riccardo Cattarini – ha visto intervenire tutti i segretari di circolo del PD, che si prepara alla tornata amministrativa della prossima primavera. L’appello del segretario dem goriziano, Perazza, è stato accolto dal partito provinciale: “A Gorizia vinceremo, abbiamo un candidato forte e convincente, un progetto politico serio, ed un centrodestra molto meno forte di quanto sembrerebbe e privo di progettualità” ha sottolineato. E per Rossi “Gorizia tirerà la volata alla vittoria del centrosinistra regionale nel 2018”. La discussione dei segretari dem con tutti i suoi maggiori esponenti – erano presenti l’assessore Vito, la senatrice Fasiolo, il consigliere regionale Moretti, i sindaci di Gradisca, Staranzano, Romans, Sagrado – è finita quasi a mezzanotte, e non ha soltanto dato pieno appoggio alla candidatura nel capoluogo, ma ha anche aperto un “cantiere programmatico”, un’assemblea aperta per gruppi di lavoro da tenersi nelle prossime settimane per costruire un programma politico condiviso per il 2017. “Dev’essere anche l’occasione per riallacciare un rapporto di dialogo e confronto con associazioni, sindacati, categorie produttive: abbiamo troppo spesso tagliato ponti che ora vogliamo ricostruire perché rappresentano parte del nostro mondo”, dice ancora Rossi. E la prossima assemblea ripartirà dal tema immigrazione: “Né buonisti né razzisti: i nostri principi di solidarietà sociale si possono ben coniugare con il rigore e la necessità di governare il fenomeno migratorio che ci impone il momento”.

Moretti: Romoli e Cisint non sono i padroni dell’Isontino

Moretti: Romoli e Cisint non sono i padroni dell’Isontino

«Ci voleva la vittoria di Anna Maria Cisint a Monfalcone per mettere a nudo la reale natura del centrodestra isontino a traino leghista: partire dalla “sbornia elettorale” con la “conquista” del potere sulle società controllate come Iris Acqua e Isa Ambiente. Per non parlare dell’ultima “perla”, quella di AR goriziana, sulla presidenza della Fondazione Carigo». A dirlo è il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Diego Moretti commentando le dichiarazioni di questi giorni.
«Se sulle società controllate i Comuni isontini (ricordo non solo quelli di Gorizia e Monfalcone), che ne sono proprietari, hanno titolarità sulle nomine degli amministratori unici, sulla Fondazione l’unica titolarità appartiene al Consiglio di indirizzo dello stesso ente che per legge e statuto provvederà all’elezione del nuovo presidente e del nuovo cda». E ancora, attacca Moretti, «pensare che Romoli e Cisint decidano in maniera del tutto arbitraria e divisiva, senza il coinvolgimento degli altri 23 Comuni del territorio, questioni così importanti mi fa chiedere: a cosa servono tutti gli altri 23 sindaci? Spero che qualcuno faccia notare a costoro che non sono i padroni dell’isontino. Infine, sulla questione del rinnovo dei vertici della Fondazione Carigo, la posizione degli esponenti di Autonomia Responsabile non rappresenta altro che un’indebita e vergognosa ingerenza in un’attività nella quale i partiti non devono entrare. Tali scelte – conclude il capogruppo Dem – spetteranno legittimamente ai componenti del Consiglio di indirizzo nella loro totale autonomia e indipendenza».