VIII CONFERENZA REGIONALE AMIANTO: LE RICHIESTE DEL PD ISONTINO E DI QUELLO REGIONALE ALLE ISTITUZIONI REGIONALI E NAZIONALI

VIII CONFERENZA REGIONALE AMIANTO: LE RICHIESTE DEL PD ISONTINO E DI QUELLO REGIONALE ALLE ISTITUZIONI REGIONALI E NAZIONALI

In occasione della Conferenza regionale dell’amianto prevista a Monfalcone per il prossimo 18 novembre, il Partito Democratico isontino e regionale, da sempre in prima linea con i propri rappresentanti politici e istituzionali, propone il presente documento, che vuole essere un contributo in vista di tale appuntamento.

Crediamo che su un tema così sensibile per il nostro territorio e sul quale pendono significativi procedimenti giudiziari – che devono fare il loro corso – non ci possono né devono essere strumentalizzazioni politiche, annunci roboanti o “muri” politici e territoriali, perché il tema interessa tutto il territorio regionale.

Il Friuli Venezia Giulia, sul piano giuridico e normativo, non è certamente all’anno zero: nel corso degli anni la normativa regionale e la sua applicazione hanno visto un costante aggiornamento ed un crescendo progressivo, che ha raggiunto il suo periodo più importante nel quinquennio 2013-2018 a guida centrosinistra, periodo nel quale l’Amministrazione regionale si è anche costituita parte civile nei processi amianto-ter (2016) e amianto-quater (2018).

Di seguito, vogliamo riepilogare le principali norme che caratterizzano l’azione della Regione FVG su tale materia:

– con la legge regionale n. 22/2001 (“Disposizioni in materia di sorveglianza, prevenzione e informazioni delle situazioni da rischio amianto e interventi regionali ad esso correlati”) oltre a promuovere tutta una serie di azioni (sorveglianza delle situazioni di rischio amianto, coordinamento dell’operato dei soggetti che si occupano di vigilanza e controllo, attuazione delle azioni di prevenzione delle malattie legate all’amianto per gli esposti e i loro familiari, promozione della ricerca clinica e sostegno alle persone affette da malattie professionali), è stata istituita la Commissione regionale sull’amianto. Si tratta di una norma che, con i successivi Regolamenti applicativi, ha istituito il Registro regionale esposti (attualmente gli iscritti sono più di 11mila), i piani di sorveglianza per gli ex esposti e ha previsto l’istituzione, per gli stessi, del tesserino sanitario che permette oggi da parte del Servizio Sanitario Regionale la presa in carico della persona e ne segue i percorsi clinici e di monitoraggio;

– con la delibera di Giunta regionale n. 1195/2012 – che ha fatto seguito ad un ordine del giorno del centro-sinistra accolto dall’esecutivo dell’epoca – sono state attribuite all’ASS n. 2 “isontina” funzioni di rilevanza regionale e di coordinamento in tema di tutela della salute e della sicurezza ed è stato costituito presso l’Ospedale di San Polo a Monfalcone il Centro Regionale Unico Amianto (CRUA), Struttura Operativa Complessa (SOC), dotato sulla carta di una propria autonoma organizzazione, ma che necessita di azioni di rinforzo sul piano delle risorse umane e la sua valorizzazione (attraverso la definizione di un suo ruolo regionale) concrete;

– attraverso distinte convenzioni con ARPA FVG del 2006 e 2007, è stata fatta la mappatura degli edifici pubblici e dei locali aperti al pubblico, definendo nel 2013 – con la legge regionale n. 23/2013 – la mappatura del proprio patrimonio immobiliare;

. nel 2014 e 2015 la Regione ha aperto, per la prima volta, dei canali contributivi per i Comuni, poi nel 2017 ampliati a favore di privati cittadini e delle aziende, per lo smaltimento dell’amianto dai propri edifici e capannoni;

. con la legge regionale n. 34/2017 è stato formalmente istituito l’Archivio regionale amianto ed è stata introdotta la microraccolta e la raccolta in proprio dei materiali contenente amianto sul territorio, con l’obbiettivo di contrastare il fenomeno dell’abbandono indiscriminato sul territorio. Proprio per tale ragione, auspichiamo la sollecita emanazione del relativo Regolamento applicativo contenente le Linee guida sulla microraccolta;

– con la legge di stabilità 2018 (l.r. n. 45/2017) è stato previsto uno specifico canale contributivo per i Comuni in caso di interventi sostitutivi di rimozione dell’amianto da edifici o manufatti di proprietà privata, nel caso di inottemperanza di ordinanze contingibili e urgenti;

– con la delibera di Giunta regionale n. 743 del 21/3/2018 vi è stata l’approvazione del Piano regionale amianto, tuttora vigente e da applicare in gran parte dei suoi aspetti.

Tutte queste, iniziative portate avanti dall’attuale Amministrazione Regionale e per le quali auspichiamo dal 2020 un aumento degli stanziamenti previsti a bilancio per tali canali di finanziamento.

Accanto a tali iniziative, in applicazione del generale principio di precauzione, a livello di azioni sul territorio, va ricordato in particolare come l’ATO Orientale Goriziano ha previsto con la delibera dell’Assemblea d’Ambito del 2016 nel proprio Piano d’investimenti la sostituzione delle tubature in amianto presenti nel territorio di competenza, attività già iniziata e completata in diverse realtà locali e tuttora in corso.

Sul tema, proponiamo che la Regione si faccia promotrice, nei confronti dell’Autorità Unica per i Servizi Idrici e i Rifiuti (AUSIR) e degli stessi ambiti territoriali (compatibilmente con la bancabilità dei Piani degli stessi), dell’estensione di tali interventi su tutto il territorio regionale.

Se l’amianto, come minerale naturale dal forte potere isolante, è fuori legge in Italia per l’impiego lavorativo e per il suo utilizzo dal 1992, la sua sostituzione con le fibre artificiali vetrose (FAV), considerato l’alto livello di diffusione e utilizzo delle stesse, rappresenta comunque una possibile fonte di pericolo.

Sull’utilizzo delle FAV, la Conferenza Stato Regioni e l’INAIL – rispettivamente nel 2015 e 2016 – hanno redatto linee guida sulle modalità di utilizzo di tale materiale e, proponendo un “patto generazionale”, anche sull’utilizzo dei nuovi prodotti sostitutivi come le fibre artificiali vetrose.

In questo contesto, vanno riprese ed attuate le indicazioni emerse nel Convegno dell’aprile 2017 sulle Fibre Artificiali Vetrose organizzato dall’assessorato regionale all’ambiente proprio a Monfalcone.

Per questi motivi, il Partito Democratico ritiene doveroso mantenere alta l’attenzione sul problema amianto su tutto il territorio regionale e nell’isontino, su un fenomeno che sta registrando un’altissima incidenza delle malattie asbesto correlate (placche pleuriche e mesotelioma pleurico su tutte) e quindi di malattie professionali legate a tale patologia (i dati degli ultimi cinque anni parlano per l’isontino di un migliaio di nuovi casi), che colpiscono in particolare il nostro territorio e, in misura minora, la bassa friulana, a causa del massiccio utilizzo dell’amianto e dall’esposizione allo stesso dei lavoratori, per la maggior parte collegati ai Cantieri navali.

Si tratta di un vero e proprio dramma sociale per la popolazione e le famiglie: sottolineiamo quindi l’importanza di trattare in modo organico e sinergico i vari aspetti del problema, dalla mappatura dei siti, alla sorveglianza e la prevenzione sanitaria, alla dignità nell’assistenza medica e psicologica agli ex esposti, ai malati e loro familiari, allo smaltimento del materiale, alle bonifiche e le informazioni ai cittadini, per finire alla formazione degli operatori, tutte azioni previste dal Piano Nazionale Amianto del 2013.

Fondamentale in questo senso è il ruolo che può svolgere il CRUA di San Polo: all’interno della di quanto già previsto (ma non completamente attuato) con la Delibera di Giunta del 2012 e in applicazione della valenza regionale del Centro – promessa in più occasioni dal Presidente Fedriga e dall’assessore alla Sanità Riccardi – al CRUA vanno dedicate risorse finanziarie e personale, un’autonomia finanziaria specifica (legata ad esempio all’utilizzo di fonti di finanziamento derivate da progettualità europee o da bandi ministeriali), oltre che una continua collaborazione informativa con gli Atenei regionali e la stessa Commissione Regionale Amianto.

Non solo: all’interno dell’attività dello stesso GECT GO – che sulla sanità ha specifiche linee di intervento – il CRUA potrebbe diventare un centro di valenza transfrontaliera per la sorveglianza degli esposti amianto anche d’oltreconfine.

Sulla base delle suddette considerazioni, chiediamo alla Regione e alle istituzioni competenti risposte concrete su alcune questioni per noi fondamentali:

. 1) alla Regione, la predisposizione di un piano pluriennale di verifica e monitoraggio sulla presenza delle FAV negli edifici pubblici, a partire da quelli scolastici;

. 2) alla Regione, la conferma per il CRUA degli impegni circa un ruolo di livello regionale che, grazie a precise proposte ed azioni del Partito Democratico isontino e regionale, la Giunta si è assunta pubblicamente in più occasioni. Impegni che non potranno trovare conferma a partire già dalla programmazione sanitaria che sarà definita dalla Giunta regionale non appena approvato (a inizio dicembre) il disegno di legge n. 70 di riforma sanitaria;

. 3) alla Regione, il mantenimento dell’ambulatorio del CRUA di Palmanova, riferimento (anche per l’attività di consulenza) per i cittadini della bassa friulana, permettendo così la sorveglianza sanitaria a tutti i soggetti residenti in tale territorio (centinaia sono stati infatti i lavoratori che hanno lavorato per le attività navalmeccaniche ed industriali del basso isontino). Allo stesso tempo, prevedere l’apertura di nuovi sportelli ambulatoriali anche negli altri territori della Regione oggi scoperti;

. 4) alla Regione, garantire la copertura finanziaria per nuove assunzioni – da parte dell’Azienda Sanitaria – a supporto del CRUA, di uno psicologo e/o psico-oncologo, esperto nell’assistenza psicologica e nella presa in carico degli esposti amianto e dei loro familiari;

. 5) alla Regione, attivare, secondo quanto previsto dal Piano regionale amianto del marzo 2018, l’affidamento da parte della DC Salute al CRUA (con il supporto dei competenti Servizi della Medicina del lavoro e il coinvolgimento dei Servizi di Prevenzione della Salute sui luoghi di lavoro e dell’INAIL) per la predisposizione di documentazione informativa circa i rischi per la salute e la sicurezza della popolazione e la gestione dei rifiuti contenenti FAV, individuando anche una prima proposta di protocollo e sorveglianza sanitaria  per i lavoratori esposti;

. 6) alla Regione, prevedere un Piano di monitoraggio ed eventuale rimozione delle FAV in tutti i luoghi pubblici, sulla base delle esperienze consolidate di Lombardia e Piemonte;

. 7) alla Regione, prevedere accordi di collaborazione con il sistema universitario regionale per progetti di ricerca nel campo medico-scientifico;

. 8) alla Regione, la promozione di un programma pluriennale di interventi di sostituzione delle tubature in cemento-amianto su tutto il territorio regionale;

. 9) alla Regione, in attuazione del Piano regionale Amianto, l’adozione del Regolamento per la definizione delle Linee guida per la microraccolta;

. 10) l’aumento, dal 2020, degli importi stanziati per lo smaltimento dell’amianto nelle singole linee di finanziamento (enti locali, privati, aziende);

. 11) al Governo, la previsione della gestione da parte dell’INAIL di un fondo nazionale permanente dedicato agli interventi di bonifica dell’amianto dagli edifici pubblici;

. 12) al Governo, di rimettere al centro dell’agenda politica nazionale l’approvazione di un Testo Unico Amianto, nella scorsa legislatura ad un punto avanzato di discussione;

. 13) al Parlamento, l’impegno a discutere quanto prima le tre proposte di legge presentate dal Partito Democratico nel corso dell’attuale legislatura su “disposizioni in favore del personale delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco che è stato o è esposto all’amianto”, “Disposizioni concernenti i benefici previdenziali in favore dei lavoratori che sono stati esposti all’amianto e i termini per l’accesso ai medesimi benefici”, nonché in materia di “Rideterminazione della prestazione assistenziale in favore dei malati di mesotelioma di origine non professionale o degli eredi, nonché integrazione delle prestazioni erogate negli anni dal 2015 al 2018”;

. 14) all’INAIL, come fatto dalla Regione in questi anni, ad investire sul territorio proprio sui temi della prevenzione dell’amianto l’importo dei risarcimenti ottenuti in sede giudiziale per la costituzione di parte civile.

Da ultimo, l’impegno del PD regionale e isontino ad intervenire sulla Commissione regionale amianto per prevederne una maggiore azione di coordinamento attraverso una specifica modifica legislativa, che il gruppo consiliare del PD si impegna a presentare in Consiglio regionale nelle prossime settimane.

per la Segreteria regionale e quella provinciale del PD Sara Vito – Diego Moretti

I sindaci di

Doberdò del Lago – Fabio Vizintin      

Gradisca d’Isonzo – Linda Tomasinsig

Grado – Dario Raugna                       

Romans d’Isonzo – Davide Furlan

Sagrado – Marco Vittori                     

San Canzian d’Isonzo – Claudio Fratta

Savogna d’Isonzo – Luca Pisk             

Staranzano – Riccardo Marchesan

Turriaco – Enrico Bullian

Monfalcone, 15 novembre 2019

ATER: Moretti (Pd), all’Isontino si toglie il direttore generale e diventa succube di Trieste 

ATER: Moretti (Pd), all’Isontino si toglie il direttore generale e diventa succube di Trieste 

 

23.07.19. «La riforma del sistema ATER massacra i territori, cancella l’Alto Friuli, penalizza l’isontino e accontenta una dozzina di persone che saranno nominate nei reintrodotti Consigli di Amministrazione». A dirlo è il consigliere regionale e segretario provinciale Pd, Diego Moretti, commentando la calendarizzazione del ddl n. 56 “Ordinamento delle Aziende territoriali per l’edilizia residenziale, nonché modifiche alla legge regionale 1/2016 in materia di edilizia residenziale pubblica”.

 «L’obiettivo è chiaro, si vogliono moltiplicare le poltrone, riportando i consigli di amministrazione al posto degli amministratori unici, per accontentare i soliti noti a discapito del territorio. Il tutto, fatto con il metodo che oramai contraddistingue la giunta Fedriga, un vero e proprio blitz eseguito in assoluto silenzio. Altro che l’ascolto tanto declamato: un passaggio in tutta fretta in commissione venerdì e nessun confronto con gli amministratori del territorio. Dicono di essersi dimenticati della scadenza dei direttori delle ATER così, per risolvere una loro colpevole omissione, utilizzano una procedura d’urgenza strumentale che rappresenta l’ennesimo sfregio al ruolo del Consiglio».

 Conclude Moretti, «questo disegno di legge uccide l’autonomia dell’ATER di Gorizia che, in cambio dello strapuntino del CdA (che a questo punto non conterà nulla), perderà il Direttore Generale e sarà completamente succube di Trieste. Siamo certi che la Giunta, domani, garantirà ai propri “amici” la presenza di loro rappresentanti nel CdA, un “contentino” che servirà solo a lavare le loro coscienze ma che dal punto di vista gestionale rappresenterà una pallida raffigurazione di quella che è sempre stata in questi anni l’autonomia dell’ATER isontina.Assistiamo, con questa Giunta regionale, alla costruzione di un vero e proprio poltronificio: passiamo da zero poltrone (attualmente i direttori generali sono dipendenti interni ATER), a 4 consigli di amministrazione con tre componenti scelti nella corte di Fedriga».

Emendamento alla legge regionale omnibus cancella le pari opportunità

Emendamento alla legge regionale omnibus cancella le pari opportunità

L’ emendamento alla legge Omnibus bis della Giunta Fedriga uscito ieri dalla Giunta bypassa la rappresentanza di genere in deroga agli obblighi della pari rappresentanza sanciti dall’ art. 3 della Costituzione, dall’art 51 e, specificamente per i compiti della Regione, dall’art. 117 che così recita” le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e PROMUOVONO la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.”
La Giunta Fedriga ha fatto un’operazione lesiva degli articoli Costituzionali,
( emendamento cosiddetto Fontanini) che ledono conquiste faticosamente realizzate, dimenticando, come recita l’art 3, che impongono non di aggiungere, bensì di “ rimuovere gli ostacoli” che impediscono la parità tra i generi. Un atto grave, discriminatorio, realizzato ai danni delle donne in nome dello Statuto speciale.

Laura Fasiolo

Donne Pd

Enti locali: Moretti, 1.300 firme per rivendicare tutela isontino

Enti locali: Moretti, 1.300 firme per rivendicare tutela isontino

Consegnata petizione a Zanin. «Ora vedremo capacità di ascolto del cdx»

 

 

UDINE 04.06.19. «Dagli spezzatini o dalle annessioni annunciate sulla riforma degli enti locali, dopo quanto accaduto sulla Sanità, da Fedriga e dal centrodestra solo umiliazioni per il territorio isontino. Ora, sulla prossima, annunciata ma non ancora formalizzata, riforma delle autonomie locali, si dia ascolto vero alla voce di ben 1.300 persone che hanno sottoscritto la petizione per la tutela dell’Isontino». A dirlo è il consigliere regionale e segretario del Pd isontino Diego Moretti che oggi, insieme al presidente dell’assemblea provinciale del Pd di Gorizia Alessandro Zanella, ha consegnato al presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, una petizione con circa 1.300 firme per la tutela, la valorizzazione e l’unità del territorio isontino.

«Finora, dagli atteggiamenti e dalle dichiarazioni di intenti della Giunta e del centrodestra, non c’è stato nulla di positivo per il territorio isontino: passate le elezioni amministrative (tanto per non scontentare nessuno), come garantito dal centrodestra, la riforma degli enti locali dovrebbe arrivare nell’agenda dei lavori del Consiglio. Vedremo di quale ascolto sarà capace la maggioranza regionale e di come darà seguito o meno alle istanze espresse da un intero territorio». Infatti, come ha ricordato anche Zanella (primo firmatario della petizione), «questa è un’azione politica dove il Pd inizialmente ha avuto un ruolo propulsivo, per poi svilupparsi in maniera pressoché trasversale, esprimendo una volontà di tutto il territorio». I contenuti della petizione sono infatti presenti nelle singole mozioni votate dai 25 Consigli comunali dell’isontino in questi ultimi mesi: «speriamo che questo sia tenuto in considerazione dalla Giunta regionale e da tutto il centrodestra, trattandosi della volontà di un intero territorio espressa attraverso i massimi organi elettivi locali» ha sottolineato Moretti.

La petizione, chiede al presidente della Regione e a quello del Consiglio di:

intraprendere tutte le iniziative possibili atte a valorizzare e a tutelare i confini territoriali isontini, nonché il patrimonio e le identità espresse all’interno di quest’area dall’insieme dei suoi comuni;

Promuovere ogni iniziativa mirata a tutelare l’autonomia politica e amministrativa dell’Isontino;

Coinvolgere, nel processo di nuova identificazione dell’autonomia isontina, tutte le amministrazioni comunali dell’area isontina attraverso un approccio che parta dal basso e consideri le specificità economiche, linguistiche e amministrative dell’area interessata.

«Nel limbo 188 vincitori di concorso per oss» Il Pd interroga la giunta

«Nel limbo 188 vincitori di concorso per oss» Il Pd interroga la giunta

«In un momento di forte incertezza per il personale della sanità, 188 vincitori del concorso per operatori socio sanitari sono stati abbandonati nel limbo, ancora in attesa dell’assunzione». A denunciarlo è il consigliere regionale del Pd, Diego Moretti, che per fare chiarezza sui futuri esiti del bando indetto dall’Egas a fine 2017 per assegnare 188 posti di operatore socio sanitario agli enti e aziende del servizio sanitario regionale, ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione Fvg Massimiliano Fedriga e all’assessore alla Salute Riccardo Riccardi. I 188 posti, spiega Moretti, «hanno già una destinazione definita: 55 per l’Asuiud, 50 per l’Aas 2, 45 per l’Aas 5, 22 per l’Asuits, 7 per l’Aas 3, 6 per l’Irccs Cro di Aviano e 3 per l’Irccs Burlo Garofolo di Trieste». «Per ora, l’unica cosa che emerge è che a causa della norma che impone alle Aziende sanitarie di ridurre dell’1,4 per cento il costo del personale, le singole Aziende sembra abbiano di fatto “congelato” tali assunzioni, attendendo disposizioni e valutazioni dall’assessorato». Va ricordato, continua Moretti, «che questi fabbisogni di personale sono stati a suo tempo segnalati dagli stessi enti come necessari al mantenimento dei servizi essenziali. Su queste assunzioni si erano dunque create legittime aspettative, considerato che mai fino a questi giorni c’era stato sentore di un “blocco”. Ora attendiamo dunque che Riccardi e Fedriga ci dicano con quali tempistiche potranno essere assunti i 188 vincitori del concorso».

Non dobbiamo avere paura del futuro.

Non dobbiamo avere paura del futuro.

Perché oggi è il giorno che ci faceva paura ieri.

Perchè oggi è il giorno che ci faceva paura ieri
Sergio Bolzonello a Gradisca

Martedì 14 novembre è formalmente partita la raccolta delle firme a sostegno della candidatura di Sergio Bolzonello a Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia.
Grazie alla disponibilità del circolo di Gradisca d’Isonzo e con il supporto dell’Assemblea Provinciale, in questa sede centrale nel territorio provinciale, un centinaio di persone tra amministratori, iscritti PD e cittadini, hanno avuto occasione di ascoltare le proposte del candidato e di dare corso ad un positivo e partecipato dibattito.
Tra i passaggi più apprezzati riportiamo il seguente “….Rappresentare un territorio non significa solo amministrare bene all’interno delle logiche del presente. Significa che, vivendo un presente fatto di problemi e di complessità, di persone che non riescono a far sentire la propria voce, ci si impegna a proiettare le speranze di un vivere migliore in un futuro che diventa realtà giorno dopo giorno.
Per fare questo non servono “uomini soli al comando”, ma la capacità di aggregare, ed essere portavoce delle migliori competenze della nostra terra, siano essi giovani o anziani, lavoratori o imprenditori, insegnanti o professionisti, volontari o studenti. Solo in questo modo si può creare una visione condivisa del futuro del nostro territorio e porre in atto tutte le azioni per tutelarlo e farlo crescere.
Le difficoltà del presente fanno si che molte volte si guardi solo alle punte dei nostri piedi. Abbiamo invece bisogno di allargare lo sguardo alla ricerca di idee e visioni per nuovi percorsi.
Con questa responsabilità e con questo rispetto verso il nostro territorio, andiamo incontro al futuro di tutti noi”.
Sergio Bolzonello

Il PD di Gorizia per l’unità della Regione

Il PD di Gorizia per l’unità della Regione

Una netta preda di posizione in favore dell’unità regionale arrivata dal PD della città di Gorizia, che nel corso della sua ultima assemblea degli iscritti, mercoledì 27 settembre, ha approvato un documento politico dal titolo “Eventuale ipotesi di divisione della Regione”. Di seguito il testo del documento inviato ai segretari provinciale e regionale del PD ed a consiglieri regionali e parlamentari:

> Al Segretario Provinciale
> Alla Segretaria regionale
> Al Presidente dell’Assemblea regionale con preghiera di inoltro ai consiglieri
> Alla Presidente della Giunta regionale
> Ai Deputati e Senatori

Oggetto: Eventuale ipotesi di divisione della Regione. Documento votato dall’Assemblea degli iscritti al PD di Gorizia il giorno 27 settembre 2017.

Nell’attuale fase pre-congressuale si stanno delineando contenuti e temi programmatici sui quali si costruirà l’azione politica del Partito nei prossimi mesi e la piattaforma elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale. In relazioni ad ipotesi, proposte da esponenti del Partito, di modifiche dell’assetto della Regione con l’istituzione della città metropolitana di Trieste, esprimiamo le seguenti considerazioni. Tale ipotesi:

1. Prefigura la suddivisione della Regione tra un’ Area giuliano-isontina e un “ Grande Friuli”.

2. Mina l’unità e l’integrità della Regione, presupposto della sua autonomia e specialità.

3. Indebolisce ed emargina il territorio isontino, che corre il rischio di essere diviso e diventare periferia delle macro-aree.

4. Compromette le possibilità di sviluppo produttivo verso cui deve convergere l’intero territorio regionale inteso come piattaforma produttiva e logistica unitaria.

5. Alimenta tendenze localistiche regressive piuttosto che favorire e sollecitare una visione europeistica.

Invitiamo i destinatari in indirizzo a condividere e far propri i contenuti del presente documento ed a presentarlo nelle sedi di elaborazione delle tesi congressuali e della piattaforma elettorale.

Grim: “Dal 2013 ad oggi abbiamo fatto uscire il F.V.G. dall’angolo”

Grim: “Dal 2013 ad oggi abbiamo fatto uscire il F.V.G. dall’angolo”

Valorizzare al massimo e con orgoglio gli importanti risultati che il centrosinistra e il Partito Democratico hanno conseguito al governo della Regione. Da qui parte l’iniziativa regionale che si svolge oggi a Udine “LE COSE FATTE”. Per ricordare l’importanza dell’iniziativa e il contesto politico nel quale essa si pone, pubblichiamo la lettera della segretaria regionale Antonella Grim agli iscritti:

Care iscritte, cari iscritti

Stasera con molti di voi ci vedremo all’Hotel Astoria, a Udine, in occasione di un evento importante, che rappresenta un punto sia di arrivo che di partenza per il nostro partito. Oggi ci troveremo per fare il punto sulle cose realizzate in questi anni al governo della regione, ma anche per gettare le basi per i prossimi anni.
Dal 2013 ad oggi abbiamo fatto uscire il Friuli Venezia Giulia dall’angolo, lavorando con determinazione per ridare centralità alla nostra regione. E i risultati si vedono: nelle infrastrutture, nei collegamenti, nel turismo, nella portualità, nel rilancio del nostro sistema produttivo. La nostra idea di Fvg è quella di una piattaforma integrata, all’interno della quale tutti i territori, ognuno con la propria storia, identità e vocazione, possano muoversi in modo armonico e in sincronia. Abbiamo realizzato riforme importanti, forse impopolari, ma non potevamo non farlo: tra una scelta difficile e una non scelta,abbiamo optato senza dubbi per la prima. Certo che ogni percorso complicato porta con sé errori e lungaggini, sbavature e fatica. Ma ciò non significa dover mollare, anzi. Significa piuttosto usare ogni strumento possibile per procedere meglio, con più forza, rimediando agli errori e raccogliendo nuove idee.
Ecco, il senso dell’incontro di stasera – e di quelli che seguiranno nei diversi territori – è proprio questo: confrontarci su quanto fatto e rilanciare il percorso con la forza delle proposte. Assieme a noi (la presidente Serracchiani, assessori, consiglieri regionali, dirigenti del partito e tanti di voi) ci saranno anche alcuni nomi di prestigio del sistema produttivo Fvg, che racconteranno in modo concreto le ripercussioni positive delle azioni messe in campo dalla Regione in questi anni.
Rivendichiamo con orgoglio ciò che abbiamo saputo fare. Valorizziamoci.
Sono passati pochi giorni dalle amministrative, che non sono state un fallimento totale, come i media hanno narrato. E’ vero che nessuno di noi ha brindato, ma cerchiamo di analizzare tutta la situazione in modo oggettivo. Leggiamo tutto, perché non tutto è da buttare, anzi. Anche in Friuli Venezia Giulia, dove certamente alcune sconfitte bruciano, ma non vanno dimenticate le vittorie in comuni di peso come Cervignano, Lignano, Maniago, Azzano Decimo, San Canzian.
Quando parliamo di noi, ricordiamoci in che periodo stiamo governando. Siamo bravissimi ad analizzare in modo chirurgico ciò che non va (che ovviamente esiste e che nessuno vuole nascondere), ma prendiamo anche piena consapevolezza del lavoro svolto sin qui: abbiamo messo in campo, sia a livello nazionale che regionale, riforme importanti per rispondere ai problemi dell’oggi con strumenti nuovi, che sono però difficili da gestire e da spiegare alla gente. Parliamoci chiaro: le risorse sono sempre meno, i problemi invece aumentano e sono diversi da quelli di qualche anno fa. Bisogna uscirne in qualche modo e trovare la quadra è difficile; ma questo è il tempo delle scelte, anche forti. E noi – su questo non ho dubbi – le abbiamo fatte, eccome.
Fondamentale poi è fare il massimo per ritrovare il senso profondo della nostra comunità e delle ragioni dell’unità. Basta guerriglie interne. Siamo una grande comunità politica, uniamo le forze contro populisti e demagoghi, che sono i veri nemici. La sinistra deve smettere di costruirsi il nemico in casa: l’avversario è fuori. E’ il centrodestra, sono i grillini.
Confronto, umiltà, ascolto, condivisione. Facciamo leva su questo per affrontare i prossimi mesi, anche in vista degli appuntamenti elettorali del prossimo anno. Alcuni di voi credo sapranno che da qualche settimana il segretario del Pd provinciale di Udine, Roberto Pascolat, ed io, abbiamo iniziato una serie di incontri nei circoli raggruppati per Uti. Serate con dibattiti anche di tre ore; è una discussione vera, onesta. In queste settimane, girando sui territori, mi sono resa conto che a volte abbiamo sbagliato – e dovremo farci carico delle proposte che ci stanno giungendo dai nostri amministratori, dai nostri dirigenti territoriali per migliorare e cambiare rotta laddove serve – che altre volte non abbiamo spiegato a sufficienza, che in alcuni casi le cose buone fatte in questi anni la gente manco le conosce. Ed è per questo che dobbiamo continuare ad andare tra la gente, di più. Noi siamo questo. Lo siamo ancora.
Antonella Grim
7 luglio 2017

L’Isontino individuato come area di crisi diffusa

La Giunta regionale ha individuato l’Isontino come area di crisi diffusa, con una delibera approvata venerdì scorso. A renderlo noto è il segretario provinciale del Partito Democratico, Marco Rossi, che nelle scorse settimane aveva invocato un intervento a sostegno dell’economia della provincia di Gorizia, colpita dalla crisi di diverse medie aziende e da una disoccupazione giunta all’8,7%, il dato più alto del territorio regionale, come illustrato al sottosegretario Teresa Bellanova in visita a Monfalcone e Trieste la scorsa settimana. Read More