Proposta del Pd per la Scuola

Proposta del Pd per la Scuola

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0619 Documento_Scuola

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IL NUOVO ANNO SCOLASTICO 2020-2021

Quale e come sarà l’avvio per il prossimo anno scolastico 2020_21. Quello del post Covid.

Possiamo definirlo uno tra gli attuali temi di maggiore interesse e dibattito. Non c’è giorno in cui i mezzi di informazione trattino l’argomento. Quasi sempre citando notizie “fuori onda” o idee personali molte volte estemporanee.

E’ di questi giorni “Ripartiamo dalla Scuola”  il documento del PD Nazionale e del Forum Conoscenza

Si tratta di una proposta che rappresenta la prima vera e concreta indicazione sulla quale potrebbe poggiare l’organizzazione scolastica per il prossimo anno scolastico. Sintetizza alcuni punti che costituiscono una base di partenza per una discussione che tutti si augurano possa portare ad indicazioni operative in tempi strettissimi.

Nel documento vengono ripresi alcuni concetti che erano già stati enunciati nel corso del meet organizzato dal Pd Provinciale lo scorso 11 giugno 2020 con l’on. Camilla Sgambato (responsabile Scuola PD) ed Elisabetta Nigris (Forum Conoscenza PD). Già in quell’occasione si parlava di organizzazione degli alunni in gruppi di lavoro per evitare i doppi turni e di un coinvolgimento del terzo settore necessario per consentire,  un “Patto di comunità” tra Scuola e territorio.

Il piano è il frutto sintetico delle indicazioni, delle proposte e dei pareri emersi nel corso degli incontri sull’argomento organizzati dal PD in tantissime occasioni di confronto e di dibattito tenutesi in questi mesi ed ha come scopo quello di dare una risposta alle aspettative di una parte importante della nostra società: la ripresa delle attività didattiche in presenza.

Il responsabile provinciale scuola – Flavio Gallas

 

 

28 APRILE GIORNATA MONDIALE VITTIME DELL’AMIANTO – LE PROPOSTE DEL PD E DEI SINDACI DELL’ISONTINO

28 APRILE GIORNATA MONDIALE VITTIME DELL’AMIANTO – LE PROPOSTE DEL PD E DEI SINDACI DELL’ISONTINO

In occasione del 28 aprile “Giornata mondiale delle vittime dell’amianto”, il Partito Democratico isontino e quello regionale – con i circoli PD di Staranzano, Ronchi e Monfalcone – hanno promosso un documento (sottoscritto da dieci sindaci dell’isontino) che, aggiornando quello dello scorso anno (che vide la condivisione degli allora candidati sindaci del centrosinistra di Staranzano, Gradisca, Turriaco e Doberdò), ripercorre quelle che sono state in questi anni le azioni delle istituzioni (una su tutte la scelta dell’aprile 2016 di investire 90 milioni sulla rimozione delle tubazioni rivestite di amianto della rete acquedottistica dei nostri comuni) e contiene una serie di istanze, richieste e proposte nei confronti di Regione e Azienda Sanitaria, dalla riapertura dell’ambulatorio CRUA di San Polo per le visite agli esposti, al supporto psicologico per gli esposti e le loro famiglie, alla valorizzazione del CRUA dando allo stesso un ruolo regionale (promessa non ancora attuata di Fedriga e Riccardi), e così avanti.
Un tema, quello dell’amianto, sul quale la nostra attenzione non potrà mai venire meno, ma anzi dovrà essere continua perché il territorio ha già pagato e sta pagando un prezzo altissimo all’utilizzo sfrenato e senza regole che si è fatto della “fibra killer”.
Su questo, il Partito Democratico isontino non intende assolutamente mollare la presa nei confronti delle istituzioni, Regione in primis, ai quali vertici il documento è stato inviato proprio questa mattina.

QUESTO E IL LINK AL DOCUMENTO –> [VAI]

Monfalcone – Cattarini “Maggioranza saltata in città con il bilancio”

Monfalcone – Cattarini “Maggioranza saltata in città con il bilancio”

 

Esiste ancora una maggioranza a Monfalcone?

C’è un Sindaco in grado di governare e amministrare in un periodo difficilissimo?

La città è spaventata dalla tragedia più grave che ha colpito il Mondo dopo la Seconda Guerra Mondiale, i cittadini temono non solo per la loro salute, ma per il loro lavoro, per i loro risparmi, per il loro futuro.

Noi a Monfalcone cosa abbiamo avuto?

Montagne di dirette sui social, esibizioni di giacche della Protezione Civile, improbabili ordinanze in danno dei lavoratori, che giustamente protestano, e poco poco altro. CI è stato raccontato che la Sindaca ha fatto tante cose, ma poche di queste sono vere. Di queste poche, molte sono sbagliate.

Qualche esempio?

Ci è stato raccontato che la Sindaca ha avuto un qualche ruolo nella gestione dello stabilimento Fincantieri, in particolare sulla chiusura e sulla riapertura. La verità è un’altra: Fincantieri è, per nostra fortuna, una delle più grandi e importanti realtà mondiali della cantieristica navale. L’azienda ha predisposto un piano nazionale di gestione dell’emergenza sanitaria, che è stato concordato con il Governo nazionale. In questo Monfalcone non ha avuto alcun ruolo specifico. O ci si vuole  raccontare che il Comune di Monfalcone ha deciso chiusura e riapertura degli stabilimenti di Palermo o di Ancona? Tanto poco hanno ascoltato la Sindaca che se n’è andata sbattendo la porta, è stato scritto su questo giornale. Però ha vietato il “terlis”: non serve a nulla e ha fatto arrabbiare un po’ tutti, operai, e commercianti già in difficoltà, che non potrebbero far entrare i clienti. I sindacati sono giustamente insorti. Allo stesso modo, quando abbiamo sollevato la questione degli spogliatoi, non ha detto nulla e nulla continua a dire in merito alla gestione delle ditte d’appalto e di chi vi lavora, se non chiedere che riprendano solo i lavoratori vivono nel territorio. E gli altri? Pensa davvero che le ditte esterne, con le persone e le loro professionalità, si sostituiscano in 15, 20 giorni? Tanto fumo, poca sostanza. Poco si è fatto, ma in compenso molto si è insultato ed irriso gli avversari politici: è capitato a me, ai consiglieri comunali a tanti altri senza il minimo rispetto umano e politico. Ricapiterà, è purtroppo un fatto caratteriale.

La Sindaca non ha capito, quindi, che ci troviamo di fronte a una tragedia immensa, che va affrontata con una nuova cultura e strumenti straordinari. Bisogna anzitutto dare a chi non ha nulla, perché vi sono fasce importanti di monfalconesi che hanno problemi di vera sopravvivenza. Poi bisognerà gestire una ripartenza difficilissima, aiutando con denaro liquido i piccoli commercianti gli esercizi pubblici, che sono quelli che dalla chiusura hanno subito di più. Non c’è un progetto su questo, e il bilancio appena approvato su questo non fa nulla. Anzi, incredibilmente, continua a contenere poste di spesa per feste e iniziative che, nella nuova economia di emergenza, non troveranno più posto. Senza avere capito cosa sta succedendo, si da un improbabile incarico ad un consulente, che non si capisce bene cosa debba fare.  Costo oltre 20.000 €uro, in un momento in cui il denaro servirebbe a ben altro. Che non possa andare avanti così lo hanno capito, per quanto in ritardo, persino gli alleati della sindaca. Ieri il leader del suo maggiore alleato, Nicoli, di cui va apprezzata l’onestà intellettuale, nel suo intervento sul bilancio ha di fatto decretato la fine dell’alleanza tra Lega e Forza Italia per governare Monfalcone. Infine, l’ennesima sconfitta giudiziaria. Come avete scritto, il Tribunale di Trieste ha respinto la richiesta di annullamento della transazione stipulata con Fincantieri dalla precedente amministrazione.

Quella transazione fu un gravissimo errore. Assieme a moltissimi nel mio partito, al tempo l’ho detto e scritto, e chi l’ha stipulata ne ha pagato il prezzo politico. Avevo anche detto, sempre su questo giornale, con chiarezza che fosse del tutto inutile continuare, per pura propaganda, a mettere in discussione la transazione in Tribunale, prendendomi la, purtroppo solita, dose di insulti. Oggi la Magistratura, guarda un po’, mi da ragione, e il Comune ha gettato al vento un’altra ventina di migliaia di €uro. Si può continuare così? Si possono gettare al vento i pubblici denari continuando a cavalcare per pura propaganda questo argomento?

Proprio vero: per risollevare l’economia della città non c’è un progetto né una visione, ma c’è una cosa da fare subito: tagliare spese inutili e aiutare chi soffre.

Il Partito Democratico non crede che questa Amministrazione sia in grado di farlo.

 

Riccardo Cattarini – segreteria Partito Democratico Provincia di Gorizia

La sindaca di Gradisca d’Isonzo lancia l’allarme

La sindaca di Gradisca d’Isonzo lancia l’allarme

Centro per il rimpatrio a rischio. Covid-19 è arrivato anche qui”

Nella zona di confine di Gorizia, il coronavirus acuisce l’emergenza. La prima cittadina Linda Tomasinsig: “Nel Cpr non c’è abbastanza sorveglianza sanitaria. Niente regole per chi esce per decorrenza dei termini”
“Ho reso pubblico il caso del detenuto nigeriano trasferito dal carcere di Cremona nel “nostro” Centro per il rimpatrio, e risultato poi positivo al Covid-19. A un sindaco spetta vederci chiaro e tutelare il diritto alla salute di tutti, dei cittadini, dei lavoratori e dei reclusi”. Linda Tomasinsig è la sindaca di Gradisca d’Isonzo, democratica, 45 anni, biologa. Ha denunciato in un post su Facebook una situazione che rischia di diventare fuori controllo, quella dei due centri di Gradisca, il Cpr dove si trattengono gli immigrati irregolari in vista dell’espulsione e il Cara, per i richiedenti asilo. Ha scritto una lettera ai ministri dell’Interno Luciana Lamorgese e della Salute, Roberto Speranza, al prefetto di Gorizia Massimo Marchesiello e al governatore del Friuli, Massimiliano Fedriga. Il Cpr di Gradisca è anche oggetto di un’interrogazione parlamentare del deputato Riccardo Magi di +Europa. Nella zona di confine di Gorizia, il coronavirus acuisce l’emergenza.

Sindaca Tomasinsig, il Cpr è un’emergenza nell’emergenza?
“Dove c’è promiscuità la situazione si aggrava, è evidente. Ma soprattutto io ho chiesto e chiedo che il livello di sicurezza dal punto di vista sanitario del Cpr sia massimo. E poi va affrontato dal governo il problema delle uscite dal Cpr per decorrenza dei termini, come è accaduto nelle settimane passate, perché anche lì le cose finiscono fuori controllo”.

Ma i rifugiati e i richiedenti asilo non saranno messi in mezzo alla strada, anche se il tempo di permanenza nei centri ad hoc è scaduto.
“Così sembra. Il mio allarme infatti è per il Centro di espulsione degli  irregolari, il Cpr, che attualmente ha 45 reclusi e vi lavorano decine di persone”

Cosa è successo esattamente nel Cpr di Gradisca?
“Da dicembre è stato aperto questo Centro per il rimpatrio. Qui peraltro a gennaio è morto un detenuto ed è stata aperta un’inchiesta. Ci sono state rivolte, tentativi di suicidio, atti di autolesionismo. La tensione è alta. E nelle scorse settimane dal carcere di Cremona è stato trasferito un detenuto nigeriano, in attesa appunto dell’espulsione. Stava male. E’ risultato positivo al Covid-19, mi è stato garantito che è stato messo in isolamento. Poi è stato trasferito in ospedale. Ho reso pubblica la vicenda perché non si scherza con la salute di nessuno, sia di chi sta dentro recluso, che dei lavoratori – che vanno e vengono – e della cittadinanza tutta di Gradisca”.

Secondo lei non c’è abbastanza sorveglianza sanitaria?
“La sorveglianza deve essere massima. Il Cpr va monitorato ancora di più dello stesso Cara, ovvero del centro per i rifugiati e richiedenti asilo, limitrofo, dove ci sono 180 migranti. Ma quello che io temo, e su cui sto cercando di richiamare l’attenzione, è: cosa succede ai reclusi se, scaduta la decorrenza dei termini,  vengono messi fuori”.

Cosa ha scritto esattamente a Viminale e al ministero della Salute?
“Ho lanciato l’allarme. Il progressivo rilascio per decorrenza dei termini delle persone trattenute, che d’altra parte non possono lasciare il territorio nazionale per la chiusura dei confini, come si gestisce? Vagano e dormono all’addiaccio? Quali sono le loro condizioni di salute? Sono stati in precedenza in quarantena o lo devono essere? O vale anche per loro il non rilascio? Per noi la difficoltà è enorme e non abbiamo neppure le informazioni complete”.

I contagi a Gradisca sono molti?
“Sono dieci su 6.500 abitanti, per fortuna. In generale in Friuli Venezia Giulia l’emergenza coronavirus pur grave, lo è meno che nelle regioni più colpite della Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. I nostri cittadini si sono armati di molto senso civico e rispettano le ordinanze di contenimento”.

Lei ha varato misure particolari?
“No, ho recepito quanto governo e Regione hanno deciso. Onestamente non c’è bisogno di moltiplicare la confusione”.

A questo link –>  l’intervista completa
Covid-19 – cinque ordini del giorno respinti senza un perché: occasione persa

Covid-19 – cinque ordini del giorno respinti senza un perché: occasione persa

Gorizia, 2 aprile – L’approvazione all’unanimità del secondo disegno di legge legato all’emergenza Coronavirus, il ddl n. 85, è stato l’ennesimo segnale di collaborazione da parte dei gruppi politici del Consiglio regionale. Pur contenendo anche norme che con l’emergenza non c’entrano nulla (su tutte il prolungamento delle elezioni del 2021 al 2022), il voto favorevole del nostro gruppo al ddl nel suo insieme conferma il senso di responsabilità di fronte ad una situazione emergenziale mai vissuta prima. Peccato che la Giunta e la maggioranza abbiano respinto cinque ordini del giorno (sui sette presentati) che contenevano indicazioni costruttive e collaborative sui temi in discussione. Tra questi, uno conteneva la possibilità di concedere anche alle famiglie con disabili la possibilità di uscire di casa con procedure semplificate (senza certificati medici specifici ma con il solo certificato di disabilità che già contiene la necessità di accompagnamento), ma inspiegabilmente è stato, assieme agli altri, respinto.

Si può uscire – giustamente – per portare il cane a fare i propri bisogni, ma non il resto. Davvero un peccato, un’occasione persa…

Scarica e leggi gli ordini del giorno respinti da Fedriga:

ddl 85 odg 1

ddl 85 odg 2

ddl 85 odg 3

ddl 85 odg 4

ddl 85 odg 6

Un ricordo di un grande sagradino, alberto Rissdorfer

Un ricordo di un grande sagradino, alberto Rissdorfer

Gorizia, 28 marzo – “Non posso che ricordare di Alberto Rissdorfer la schiettezza e la franchezza, espressi a volte in maniera burbera, ma sempre molto sincera. Le sue presenze alle assemblee della sezione di Sagrado erano sempre fonti inesauribili di aneddoti della vita professionale, politico-amministrativa nella DC e in consiglio comunale, nella CISL, nello sport sagradino e regionale, da apprezzato dirigente sportivo. Nel 2015, in occasione dei suoi 90 anni, ebbi il piacere e la fortuna di esserci – invitato in Municipio dall’Amministrazione comunale di Sagrado – per festeggiare i suoi 90 anni: davvero una vita che ha attraversato la storia del nostro Paese, una vita di impegno civile e sociale veramente piena.”

Contagio nel CPR: Moretti (Pd) Ciascuno faccia la sua parte, le istituzioni locali non vanno lasciate né sole né all’oscuro

Contagio nel CPR: Moretti (Pd) Ciascuno faccia la sua parte, le istituzioni locali non vanno lasciate né sole né all’oscuro

 

Contagio nel CPR: Moretti (Pd) Ciascuno faccia la sua parte, le istituzioni locali non vanno lasciate né sole né all’oscuro

«Il Sindaco di Gradisca non poteva comportarsi diversamente».

A dirlo è Diego Moretti, consigliere regionale e segretario provinciale del Partito Democratico.
Continua Moretti «La salute pubblica è una responsabilità propria di un Sindaco: per poterla esercitare però, fondamentale è la trasparenza. Informare la cittadinanza gradiscana della notizia della persona contagiata all’interno del CPR non è solo una questione comunicativa, ma è un voler mettere in sicurezza prima di tutto le persone che vi lavorano, sia gli operatori degli enti gestori che le forze dell’ordine. Non è possibile che un Sindaco, ancora oggi, non venga messo a conoscenza di chi sono i contagiati sul suo territorio (anche di quelli presenti in strutture come CARA e CPR): lo stesso Prefetto (con il quale oggi ho personalmente parlato) mi ha confermato che sono stati attuati dal momento dell’arrivo della persona tutti i protocolli necessari in questi casi (e non ho dubbi che ciò sia avvenuto) e che la persona sia stata presa in carico dal sistema sanitario regionale. Non c’è però alcun dubbio che l’Amministrazione locale debba essere – su questioni così delicate – coinvolta in prima persona. Allo stesso modo anche il Garante per le libertà personali – locale e nazionale – deve svolgere il suo ruolo di vigilanza».

Conclude il Segretario dem «Sono sicuro che le Istituzioni (per quanto di loro competenza) si siano mosse in maniera corretta e che la situazione, oggi, sia sotto controllo dal punto di vista sanitario: non sono però accettabili – e vanno rispediti al mittente – da un lato i toni intimidatori e accusatori del SAP – che scarica sul Sindaco futuri problemi di ordine pubblico (e cosa doveva fare Linda Tomasinsig? Fare finta di nulla? Girare la testa dall’altra parte?) – così come non sono accettabili gli inviti, più o meno diretti, alla violenza».

Un positivo al Centro rimpatri di Gradisca

Un positivo al Centro rimpatri di Gradisca

Messo in isolamento il migrante irregolare, di cui non si conosce la nazionalità, arrivato lo scorso giovedì dalla Lombardia

Luigi Murciano / GRADISCA – È legato a un ospite del Cpr uno degli 8 casi di positività al Covid-19 registrati sinora a Gradisca d’Isonzo. La notizia è stata ufficializzata ieri dal sindaco della Fortezza, Linda Tomasinsig, che in serata ha voluto informarne pubblicamente la cittadinanza. A essere risultato positivo al tampone è un migrante irregolare trasferito il 19 marzo dalla Lombardia all’ex caserma Polonio. Proprio il territorio di provenienza del migrante in attesa di rimpatrio – del quale non sono state rese note le generalità né la nazionalità – ha consigliato le autorità a effettuare il test, il cui esito positivo è arrivato martedì. La persona, che risulta essere asintomatica e in condizioni di salute discrete, è stata immediatamente posta in isolamento. Non sta avendo contatti né con gli altri ospiti del “carcere per migranti” – sono poco meno di 50 -, né con le forze di polizia o gli operatori della coop padovana Edeco che gestisce la struttura. Le sue condizioni sono costantemente monitorate e nei prossimi giorni l’uomo verrà sottoposto, come da prassi, ad un ulteriore tampone.«Sono venuta a conoscenza di un caso di contagio al Cpr da una fonte ufficiosa – ha rivelato Tomasinsig -. Immediatamente mi sono attivata per contattare il prefetto di Gorizia, Massimo Marchesiello, che mi ha confermato la notizia. Il prefetto mi ha informato che il detenuto è stato posto in isolamento fin dall’arrivo in struttura e che sono stati messi in atto accorgimenti per evitare i contatti con il personale e con gli altri detenuti». Il riserbo della Prefettura, che ai nostri taccuini si limita a confermare le procedure intraprese per trattare il caso, è massimo. La preoccupazione del sindaco di Gradisca, cittadina su cui insistono non una ma due strutture ministeriali per migranti (l’altra è il vicino Cara per richiedenti asilo) è palpabile.«Fin dall’inizio dell’emergenza ho chiesto alla Prefettura notizie in merito alla gestione della situazione presso le due strutture governative, venendo informata con una nota dell’ente gestore Edeco in merito alle azioni di contrasto alla diffusione del coronavirus presso il Cpr. Sulle azioni di contrasto messe in campo al Cara mi è stata invece fornita informazione verbale, in particolare sulla limitazione delle uscite degli ospiti (che a differenza del Cpr non sono trattenuti ndr)».La prima cittadina rammenta come «già il 13 marzo associazioni e legali del settore immigrazione avessero chiesto al Ministro dell’Interno Lamorgese, alle Prefetture e alle Questure di tutta Italia di bloccare gli ingressi nei Cpr nella attuale situazione di emergenza sanitaria. Destava e desta infatti particolare preoccupazione la condizione di queste strutture, dove un numero elevato di persone vive in condizioni di promiscuità e dove non è facilmente ipotizzabile l’applicazione delle misure previste dalle disposizioni (distanze, misure igieniche, mascherine). «I Cpr – prosegue – sono frequentati quotidianamente da persone che vivono all’esterno: personale delle forze di polizia, degli enti gestori, mediatori, giudici e avvocati, con conseguente pericolo di diffusione del contagio per loro e i loro familiari». Poi una riflessione amara: «Ancora una volta ciò che ruota attorno all’istituzione Cpr è mantenuto riservato e fuori dal controllo pubblico».

LAVORO, SVILUPPO, AMBIENTE: il Nord per l’Italia

LAVORO, SVILUPPO, AMBIENTE: il Nord per l’Italia

A Milano, il 10 e 11 gennaio, esperienze del mondo del lavoro e dell’impresa, competenze e nuove generazioni si confronteranno con noi e con il segretario nazionale Nicola Zingaretti per rilanciare il tema del lavoro come sinonimo di dignità, sviluppo, innovazione e lotta alla burocrazia.

Parleremo di un nuovo modello di sviluppo con il ministro Roberto Gualtieri, di infrastrutture con la ministra Paola De Micheli, capiremo insieme come rilanciare la crescita, coniugando nuovi posti di lavoro e tutela dell’ambiente. Discuteremo con amministratori locali come il sindaco Beppe Sala.

Per guardare in faccia i territori del nord, le sue città e le sue aree interne, comprendendo come rilanciare insieme lo sviluppo, qui e in Italia. Per il Nord, per l’Italia intera, contro chi vuole dividerla e riportarci indietro nel tempo. Vi aspettiamo!

Pd: Moretti, prepariamo riscatto dell’Isontino – “Dalla destra danni al territorio su tutti i fronti”

Pd: Moretti, prepariamo riscatto dell’Isontino – “Dalla destra danni al territorio su tutti i fronti”

“Nel 2019 la spallata della Lega sull’isontino è fallita e ora dobbiamo preparare il riscatto di un territorio ingannato, spezzato e umiliato dalle destre”. Lo ha detto oggi a Gorizia il segretario provinciale del Pd isontino Diego Moretti, durante la conferenza stampa di fine anno.

“Le vittorie nette del centrosinistra – ha spiegato l’esponente dem – a Staranzano, Gradisca e Turriaco, dove la Lega si è presentata con il proprio simbolo, hannno evidenziato un dato di buongoverno e serietà che dobbiamo confermare anche negli appuntamenti elettorali del 2021, quando si voterà, tra gli altri comuni, a Monfalcone, Ronchi e Grado. Da qui si riparte per rimediare ai danni subiti dai Comuni, dalle attività produttive e dell’occupazione, dai presidi della cultura alla questione migratoria alle relazioni transfrontaliere”.

Il segretario dem ha iniziato dalla riforma sanitaria che “non solo non ha riaperto il Punto Nascita di Gorizia come promesso nel 2018, ma suscita forti preoccupazioni per il futuro dei due ospedali isontini, che rischiano seriamente di essere spogliati di funzioni ospedaliere importanti oggi esistenti. Nessuna promessa – ha aggiunto Moretti – è stata mantenuta sul ruolo regionale del CRUA e interrogativi rimangono sul consorzio CISI dopo la modifica dei criteri di finanziamento per le strutture a servizio dei disabili”.
Parlando poi del lavoro “al di là delle operazioni di facciata quali il ‘recruiting day’ – ha continuato Moretti – rimangono fortissime perplessità sul fatto che Fincantieri continui un modello organizzativo che non controlla in alcun modo la fascia del subappalto più bassa, con conseguenti problemi legati ai diritti dei lavoratori, alle legalità e sicurezza che sono sotto gli occhi di tutti. Su questo – ha annunciato – solleciteremo il Governo Nazionale ad un confronto vero con i vertici di Fincantieri. Siamo preoccupati anche per la situazione dello Stabilimento Leonardo di Ronchi: non solo è in piedi da nove mesi una richiesta di audizione in Regione degli assessori competenti e dei sindacati, ma vi è il buio più assoluto sulla strategia di sviluppo della Società nei confronti di tale stabilimento. Mantengono la loro gravità le situazioni di crisi di Burgo, NIDEC e WM”.

“Da due anni viviamo in un territorio diviso e senza strategia comune – ha sottolineato Moretti – con Monfalcone che fa storia a sé per il rapporto diretto di Cisint con Fedriga, mentre Gorizia e Cormons sono piegati ai voleri di annessione dell’isontino a Trieste, fomentati dalla Giunta regionale”.
Riguardo l’avvio nel 2020 della riforma degli Enti locali, Moretti ha denunciato la “palese ingiustizia del riparto dei fondi tra i Comuni ‘non UTI’ e quelli ‘UTI’ con i primi favoriti in maniera indegna”. Si vuole smettere, ha precisato “di ragionare assieme sulle politiche di sviluppo territoriale, e i comuni dovranno andare dall’assessore regionale di turno a pietire finanziamenti con il cappello in mano”.

Per Moretti “grosse incognite pesano sul futuro di ERPAC di Gorizia, la cui abrogazione è prevista dal ddl ‘Semplifica FVG’, per essere assorbito all’interno della Direzione Centrale Cultura. Ciò, mentre è finita nel totale dimenticatoio il passaggio della gestione al Comune degli ex Musei Provinciali, altra promessa inattuabile rivelatasi una bufala”.

Il segretario dem ha dichiarato “confermata la nostra previsione sulle conseguenze del passaggio in Regione del Direttore del GECT: il risultato è l’immobilismo dell’organismo transnazionale. Il sindaco Ziberna dovrebbe dedicarsi seriamente a questo tema, evitando le solite rassicurazioni sterili che alla fine non producono nulla”.

Sul tema ‘caldo’ dell’immigrazione Moretti ha dichiarato che “il PD isontino è vicino al sindaco Tomasinsig rispetto all’ennesima promessa non mantenuta di istituzione del CPR (peraltro senza alcun nuovo innesto di personale della Polizia di Stato) e contestuale chiusura del CARA. Fedriga si era impegnato – ha ricordato Moretti – a fare in modo che in Regione vi fossero più CPR arrivando a chiedere il famigerato ‘muro’ al confine, ma la realtà è che nessuno parla più di ’emergenza immigrazione’ semplicemente perché non c’è”