CONGRESSO 2017. Regolamento e adempimenti

Con l’approvazione del Regolamento congressuale da parte della Direzione nazionale del Partito Democratico, lo scorso 24 febbraio, ha preso avvio concretamente la fase congressuale per l’elezione del Segretario nazionale e il rinnovo dell’Assemblea nazionale del PD, indetta proprio dall’Assemblea uscente il 19 febbraio a seguito delle dimissioni di Matteo Renzi.

Il percorso congressuale culminerà nelle Primarie aperte delle elettrici ed elettori del PD che si terranno in tutta Italia il 30 aprile dalle 8.00 alle 20.00.

In precedenza, i circoli PD saranno coinvolti nella fase preliminare riservata ai soli iscritti, attraverso le riunioni di circolo che si svolgeranno tra il 20 marzo e il 2 aprile. Già fissate le date per le Convenzioni provinciali (5 aprile) e la Convenzione nazionale (9 aprile).

Per saperne di più, potete consultare il Regolamento congressuale nazionale (qui in PDF) oppure visitare la pagina dedicata al Congresso 2017: clicca qui.

Migranti: Fasiolo, da Minniti svolta coraggiosa e attesa da tempo

Migranti: Fasiolo, da Minniti svolta coraggiosa e attesa da tempo

“Il ministro dell’Interno Minniti oggi ha fornito un quadro preciso su come il Governo intende affrontare il tema immigrazione. Finalmente una linea chiara e proposte coraggiose. Dobbiamo gestire la grande emergenza dei migranti senza scivolare nella sbagliata equazione immigrazione uguale terrorismo”. Lo afferma la senatrice del Pd Laura Fasiolo.
“Molto bene dunque l’accordo con l’Anac per le procedure e gli appalti per la gestione dei centri di accoglienza. Trasparenza e certezza delle norme – continua – è uno dei punti più rilevanti per iniziare a cambiare rotta. Anche la cancellazione dei Cie è una misura coraggiosa e importante e la loro trasformazione in centri per rimpatri avverrà nel miglior modo possibile. Ce ne saranno uno per Regione, saranno lontani dai centri urbani, e il Garante per i diritti dei detenuti avrà poteri illimitati. Infine Minniti ha rivolto l’attenzione su una questione che sollevo da tempo, ovvero i tempi dell’accoglienza che non possono essere indefiniti. In diverse interrogazioni avevo sottolineato l’importanza di incrementare le commissioni territoriali che si occupano dei richiedenti asilo perché due anni per stabilire se un immigrato ha diritto o meno alla protezione umanitaria sono veramente un’assurdità. In quest’ottica si inserisce l’accordo con l’Anci per allargare la platea dei Comuni che accolgono attraverso un sistema più sostenibile e con piccoli numeri. E’ un lavoro che necessita di metodo, precisione e pazienza – conclude Fasiolo – ma alla fine riusciremo a far fronte alla grande emergenza di questo tempo”.

Dall’Assemblea provinciale del PD sì a Collini candidato sindaco a Gorizia e sostegno al PD di Monfalcone

Dall’Assemblea provinciale del PD sì a Collini candidato sindaco a Gorizia e sostegno al PD di Monfalcone

L’Assemblea provinciale del Partito democratico isontino, che si è riunita all’Hotel Palace per una lunga full immersion durata più di tre ore sulla situazione politica locale, ha dato il pieno sostegno alla candidatura di Roberto Collini a sindaco di Gorizia. E ha accolto anche un ordine del giorno di sostegno al voto del PD monfalconese, favorevole ad un rientro del Comune nel processo amianto: su questo tema si è già espressa l’assemblea del circolo PD di Monfalcone che, nei giorni scorsi, ha votato a larga maggioranza per un voto consiliare favorevole ad una revisione della transazione tra Comune e Fincantieri sulla vertenza amianto.
“La ripartenza del Pd a Monfalcone passa anche dalla questione amianto: vogliamo recuperare quel rapporto ideale e affettivo che lega il più grande partito del centrosinistra ai cittadini monfalconesi, anche riparando ad errori commessi”, dice il segretario provinciale Marco Rossi.
L’Assemblea – presieduta da Riccardo Cattarini – ha visto intervenire tutti i segretari di circolo del PD, che si prepara alla tornata amministrativa della prossima primavera. L’appello del segretario dem goriziano, Perazza, è stato accolto dal partito provinciale: “A Gorizia vinceremo, abbiamo un candidato forte e convincente, un progetto politico serio, ed un centrodestra molto meno forte di quanto sembrerebbe e privo di progettualità” ha sottolineato. E per Rossi “Gorizia tirerà la volata alla vittoria del centrosinistra regionale nel 2018”. La discussione dei segretari dem con tutti i suoi maggiori esponenti – erano presenti l’assessore Vito, la senatrice Fasiolo, il consigliere regionale Moretti, i sindaci di Gradisca, Staranzano, Romans, Sagrado – è finita quasi a mezzanotte, e non ha soltanto dato pieno appoggio alla candidatura nel capoluogo, ma ha anche aperto un “cantiere programmatico”, un’assemblea aperta per gruppi di lavoro da tenersi nelle prossime settimane per costruire un programma politico condiviso per il 2017. “Dev’essere anche l’occasione per riallacciare un rapporto di dialogo e confronto con associazioni, sindacati, categorie produttive: abbiamo troppo spesso tagliato ponti che ora vogliamo ricostruire perché rappresentano parte del nostro mondo”, dice ancora Rossi. E la prossima assemblea ripartirà dal tema immigrazione: “Né buonisti né razzisti: i nostri principi di solidarietà sociale si possono ben coniugare con il rigore e la necessità di governare il fenomeno migratorio che ci impone il momento”.

Gradisca, PD dice No alla riapertura del CIE

Gradisca, PD dice No alla riapertura del CIE

La segretieria cittadina del PD di Gradisca d’Isonzo ribadisce un deciso NO alla possibile riapertura del CIE. E lo fa con coerenza fin dalla sua avvenuta chiusura e dai tragici eventi che l’hanno determinata. I CIE, oltre a ledere fondamentali diritti umani, sono stati un vero e proprio fallimento del sistema di accoglienza italiano, così come lo sono i grandi centri, che devono essere assolutamente superati. E’ per noi l’occasione per tornare a chiedere una immediata e significativa diminuzione dei numeri accolti presso il C.a.r.a. che – nell’attuale panorama politico e sociale – alimentano paure e disagio collettivo. E’ quindi prioritario garantire in primis la sicurezza ai nostri cittadini (così come sottolineato dallo stesso Sindacato di Polizia SIULP in una lettera al Piccolo dd 07.01.2017, che trova la nostra condivisione), una dignitosa accoglienza a chi ne ha diritto, e innanzi tutto il rispetto delle regole.
E’ necessario ripartire da una adeguata attuazione delle normative nazionali ed europee in materia di accoglienza, e da una corretta ripartizione delle quote accolte, che tengano conto (cosa che ad oggi non è) dei numeri determinati dai grandi centri come il C.a.r.a. che di fatto pesano in modo sproporzionato su poche amministrazioni. Il Partito esprime la vicinanza all’amministrazione comunale, riconoscendo le azioni intraprese e nel contempo, esprime la propria delusione nel constatare che l’accoglienza diffusa – unica soluzione alternativa ai grandi centri – non venga sostenuta da altri comuni. Gradisca, responsabilmente da tredici anni, si trova in prima linea a gestire il fenomeno migratorio, è ora che venga ascoltata, e che ottenga risposte concrete, dalla Regione e dal Ministero, nel rispetto del territorio e dei suoi cittadini.

Chiediamo un segno tangibile: la garanzia di una non riapertura del CIE, la diminuzione del numero di persone accolte al C.a.r.a., un ulteriore rinforzo delle Forze dell’Ordine a monitoraggio del territorio, una azione diretta della Regione tramite impiego del Corpo Forestale Regionale a controllo dell’area golenale dell’Isonzo. A breve, il Circolo del PD Gradiscano, richiederà un incontro con i vertici Regionali e Nazionali del Partito, per discutere nuovamente i punti esposti.

Turriaco. Dal PD piena condanna verso i gesti intimidatori e solidarietà all’amministrazione e ai cittadini

«Esprimo la piena solidarietà del Partito Democratico al sindaco di Turriaco Enrico Bullian e a tutti i cittadini di Turriaco per il terribile gesto intimidatorio ai danni del sindaco», commenta il segretario provinciale del PD, Marco Rossi. «L’accoglienza di richiedenti asilo è sicuramente un tema delicato e un certo smarrimento dei cittadini può essere comprensibile: è per questo che tutte le amministrazioni compresa quella di Turriaco e le molte altre che hanno dato accoglienza ai profughi si sono sempre prodigate per spiegare in cosa consiste l’accoglienza, superando tensioni e dubbi. Quando però le preoccupazioni si trasformano in una campagna d’intimidazione – quasi terroristica – vuol dire che si è superato decisamente il limite. E’ un comportamento quanto più lontano dalla cultura civile del nostro territorio».
«Mi auguro che tutte le forze politiche si uniscano attorno al sindaco e ai cittadini di Turriaco per dire loro con forza “siamo con voi” – senza alcuna condizione perché davanti a fatti di questa inaudita gravità non può esserci alcun tentativo di sminuire: le Istituzioni e la politica deve ergersi compatta. Non posso che fare mio in questa occasione il recente invito giunto dal capo dello stato affinché nel dibattito pubblico e politico sull’argomento si ritorni ad un tono più civile e responsabile, perché temo che una certa escalation degli slogan e delle posizioni possa contribuire a provocare fatti come quello avvenuto a Turriaco».

Appello per il Sì da oltre 50 personalità della città di Gorizia

Appello per il Sì da oltre 50 personalità della città di Gorizia

Oltre 50 personalità – professionisti, persone del mondo della cultura, imprenditori, rappresentanti di associazioni – della città di Gorizia e non solo, hanno sottoscritto un appello per il Sì. A guidare i firmatari Nereo Battello, avvocato, già senatore del PCI negli anni Ottanta e componente della Commissione stragi. Insieme a lui, un lungo elenco di firmatari. Per citare solo alcuni dei sottoscrittori, i giornalisti Roberto Collilni, Stefano Cosma, Tonino Barba e Vincenzo Compagnone. E ancora, personalità del mondo della cultura come Dario Stasi e Giuseppe Longo. Imprenditori e professionisti come Gianfranco Lugnani, Paolo Comolli, Alessandro Waltritsch, gli architetti Luisa Codellia e Antonello Cian. Figure dell’associazioniso come Antonio Fazzino, Mario Brancati, Lucia Cassanego, Franco Stacul. E ancora il docente universitario Claudio Cressati e il presidente regionale della Confederazione Italiana Agricoltori, Fabio Lorenzon.

Leggi qui il testo dell’Appello

Qui un estratto dell’appello:

Siamo convinti che proprio a Gorizia le profonde ragioni di un ammodernamento delle Istituzioni della nostra Repubblica trovino particolare fondamento.
Solo uno Stato più efficiente, maggiormente capace di dare risposte concrete alle esigenze di uno sviluppo moderno e sostenibile del nostro Paese, potrà dare risposta anche alla esigenza di rilanciare Gorizia, la sua economia, il suo futuro, in stretto rapporto con il suo territorio.
Solo una riforma delle Istituzioni può mantenere il nostro Paese saldamente ancorato all’Europa, vincendo i populismi e favorendo ulteriormente quel processo di integrazione europeo cui da Gorizia guardiamo con speranza.

Sottoscrivono l’appello:

Nereo Battello
Tonino Barba
Giorgio Benci
Mario Brancati
Giovanni Bratina
Majda Bratina
Michele Bressan
Giovanni Busolini
Lucia Cassanego Lamberti
Liviana Cechet
Antonello Cian
Giuseppe Cingolani
Luisa Codellia
Roberto Collini
Paolo Comolli
Vincenzo Compagnone
Stefano Cosma
Italico Chiarion
Claudio Cressati
Elisabetta Damianis
Enzo Dall’Osto
Marco Della Gaspera
Giovanni De Fornasari
Maria Antonia De Roma
Adriana Fasiolo
Laura Fasiolo
Salvatore Farre
Antonio Fazzino
Nicolò Fornasir
Veronica Franceschini
Simone Frigeri
Oliviero Furlan
Daria Kogoi
Dario Ledri
Giuseppe Longo
Fabio Lorenzon
Gianfranco Lugnani
Alessandro Maran
Alessandra Martinelli
Tiziana Mucci
Daniele Orzan
Gianluigi Panozzo
Costanzo Pazzona
Franco Perazza
Angiola Restaino
Marco Rossi
Marco Rota
Livio Semolič
Nadia Slote
Franco Stacul
Dario Stasi
Elisabetta Tofful
Rosy Tucci
Daniele Ungaro
Alessandro Waltritsch

Gorizia, verso le elezioni 2017

Gorizia, verso le elezioni 2017

«Un fenomeno interessante – anche se in parte prevedibile e scontato – a cui stiamo assistendo nella nostra città è il fiorire di comitati elettorali, associazioni e “liste civiche” che promettono di essere la cifra caratterizzante della ormai avviata campagna elettorale per le elezioni comunali. Il Partito Democratico di Gorizia ritiene che questo fermento vada accolto e seguito con serietà e attenzione, considerandolo come un ritrovato desiderio di partecipazione da parte dei cittadini. E tuttavia perché questo fondamentale patrimonio di risorse umane, essenziale per le sorti della città, operi in modo efficace e proficuo, è necessario che non si dia vita ad un “libera tutti” che porterebbe solo alla frammentazione della scena politica, provocando disorientamento tra gli elettori e mortificando le loro sacrosante aspettative nei confronti di una classe politica e amministrativa che si vorrebbe attenta alle sorti di quel prezioso “bene comune” costituito dalla nostra città», è quanto precisa Franco Perazza a nome del PD goriziano.
È di drammatica evidenza – aggiunge Perazza – la situazione in cui si trova Gorizia, che ormai è posta di fronte ad una scelta ineludibile. «O saprà trovare dentro di sé la forza e la determinazione per difendere il suo status di “città”, per ricostruire il suo tessuto economico-produttivo, per rifiorire nella sua raffinata e gentile eleganza di città culturale , per ottenere riconoscimento di ruolo nella futura UTI, per brillare nel laboratorio di buone pratiche concrete di integrazione europea, per darsi un futuro possibile per i propri giovani, per far valere il suo ruolo nello scenario di una Regione che si dice “speciale “ anche e soprattutto per la nostra storia, per migliorare la qualità della vita di tutti i suoi cittadini. O altrimenti non resterà che rassegnarsi allo stile amministrativo di chi ormai da molti anni la governa e che la sta accompagnando “dolcemente ma inesorabilmente” al suo declino e a un futuro da piccolo e insignificante paese».
«La crisi che attanaglia la città va indubbiamente inquadrata in scenari più ampi dove globale e locale si coniugano strettamente e obbligano a confrontarsi con la complessità e la pluralità di problemi. Crisi economica e allargamento delle disuguaglianze, terrorismo, immigrazione sono le principali aree su cui tutto il mondo dovrà confrontarsi, ma per farlo occorre disporre di idee, progetti, visioni. Il peso dello Stato, un tempo volano per la nostra economia locale, è ormai marginale e lo sarà sempre di più. Con la Regione si dovrà aprire una interlocuzione forte a cui ci aspettiamo segua una risposta altrettanto forte e solidale, ma senza che si possa immaginare di delegare magicamente ad altri le nostre sorti. Il “pensiero magico” che attende soluzioni miracolose calate dall’alto deve lasciare il campo ad un “pensiero adulto e consapevole” che sostenga un agire realistico e responsabile, capace di mettere avanti l’interesse generale. Progettare il futuro non deve essere un lusso, ma spetta principalmente a noi cittadini goriziani essere protagonisti – tutti assieme ognuno per il suo ruolo – del nostro futuro e di quello dei nostri figli e nipoti».
«Siamo in grado di assumerci questo compito gravoso e per nulla facile? Ne abbiamo la forza? L’intelligenza collettiva sa quante sono le risorse umane, le capacità imprenditoriali e le intelligenze presenti in città: purtroppo non sempre valorizzate e molte volte mortificate e costrette a guardare “oltre i confini” di una città bloccata nelle sue aspirazioni e possibilità di sviluppo da chi la vuole ferma con lo sguardo rivolto ad un nostalgico passato che non potrà tornare. L’intelligenza collettiva sa bene cosa e in che direzione si dovrà agire: imprese culturali creative, logistica, turismo, zona economica speciale, “città europea”, lotta alla burocrazia, sono solo alcune tracce di lavoro su cui far convergere l’impegno e le energie sane della città. Riprogettandola nei suoi aspetti ( viabilità, parcheggi, luoghi di aggregazione, offerta commerciale, accoglienza, ecc. ) in funzione e coerentemente con ciò che deciderà di essere. Non meno importante sarà sostenere un welfare relazionale che valorizzi anche la cultura dei “beni comuni” e della economia solidale, così che il “sociale” – dismessa ogni connotazione passiva e assistenziale – potrà a sua volta essere agente di sviluppo, cultura e ricchezza per la collettività attraverso interventi innovativi di microimprenditorialita’ fondamentali per garantire integrazione e coesione, e contrastare fenomeni di esclusione e di marginalità. Ma l’intelligenza collettiva ci dice anche che ci si dovrà impegnare da subito nel trovare e garantire adeguata risposta alla richiesta ormai insopprimibile ed urgente di forme di partecipazione vera dei cittadini al governo della cosa pubblica. Non è più il tempo di slogan accattivanti o di promesse demagogiche che alludano a ritualità prive di concretezza: andranno proposti e costruiti nuovi e innovativi dispositivi istituzionali che permettano un continuo ed effettivo confronto con i cittadini nella identificazione di problemi e nella ricerca di soluzioni. Solo così si potrà riguadagnare la fiducia delle persone nei confronti di una reale ed efficace partecipazione alla gestione della cosa pubblica».
«Perché tutto ciò si realizzi appare necessario ed indispensabile che forze politiche e movimenti civici, in numero più ampio possibile, mantengano fra di loro un dialogo intenso e continuo per ricercare affinità di pensiero e condivisione di principi che, nel rispetto delle differenze, facciano di queste la vera ricchezza per alleanze larghe. Il Partito Democratico di Gorizia si sta da tempo impegnando, e continuerà a farlo, per sostenere e favorire un percorso di confronto e costruzione di un programma-progetto condiviso per la città che richiede coraggio e generosità, visione e passione, competenze e conoscenze, capacità di fare sistema e di possedere un ”pensiero lungo “. Il futuro di Gorizia non deve essere un lusso ma una realtà possibile».

Minori non accompagnati. Torrenti: “Meschino ridurli a costi”

Minori non accompagnati. Torrenti: “Meschino ridurli a costi”

“E’ meschino ridurre l’accoglienza di piccoli profughi non accompagnati, a una questione di ‘bella figura’ con le amministrazioni comunali più piccole e di ‘accollo di impegno e costi’ sui comuni più grandi. Dica Ziberna che cosa farebbe di questi bambini soli, arrivati in Italia e nella nostra regione senza nessuno che possa assisterli”. Lo afferma l’assessore regionale Gianni Torrenti, rispondendo al vice capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Rodolfo Ziberna.

“Ci sono comprensibili preccupazioni nella cittadinanza di fronte agli arrivi di maschi adulti, che sono gestiti dagli organi dello Stato e il cui impatto si vuole ridurre al minimo. Ma possono anche i bambini diventare oggetto di campagna elettorale da parte di un non celato candidato sindaco?”. L’assessore ricorda che la Giunta regionale ha già reso pubblico l’incremento di risorse a sostegno dei Comuni sulla gestione della gestione dei minori, pur consapevole che la legge nazionale dà ai Comuni stessi questa responsabilità. L’incremento è contenuto nella Legge di Stabilità 2017 presentata al Consiglio delle autonomie ieri. “La norma annunciata che accompagnerà il finanziamento è complessa, ma in buona sostanza – spiega Torrenti – fa assumere alla Regione tutti i costi per l’accoglienza dei minori non coperta dal ministero e inaugura una nuova politica di standardizzazione di migliori servizi nei confronti dei ragazzi contestualmente ad un contenimento dei costi, che a volte i Comuni non sono riusciti a ottenere”. La Regione, prosegue Torrenti, ritiene che sia giusto che questi costi non debbano ricadere sulle singole comunità, e da sempre, a differenza di tutte le altre Regioni, interviene a sostenere la stragrande parte dei costi aggiuntivi, e dal 2017 completa l’intervento, anche aprendo un capitolo di spesa separato dal fondo sociale dove era ricompreso. “E’ opportuno ricordare però come già per il 2016 l’intervento di indennizzo recentemente previsto dal Governo ai comuni accoglienti abbia portato, ad esempio, per Trieste al fatto che il disavanzo di 250.000 sui minori accolti nel 2015 sia ampiamente compensato dal mezzo milione che il Comune riceve per l’accoglienza. Lamentarsi di conseguenza dei costi economici risulta assurdo e, parlando di minori, direi vergognoso”. (ARC/EP)

Rossi (PD): “Politica fuori dalla Fondazione. Casomai serve più trasparenza nelle nomine, non più politica!”

Rossi (PD): “Politica fuori dalla Fondazione. Casomai serve più trasparenza nelle nomine, non più politica!”

«Alla faccia del “premiare il merito”, mi pare che la Cisint si voglia lasciar andare allo spoil system: altro che competenze!», risponde così Marco Rossi, segretario provinciale PD, alle dichiarazioni alla stampa dellosindaca di Monfalcone, Anna Cisint, in merito alle nomine nella Fondazione Carigo.
«Mi pare grave che la neosindaca di Monfalcone, nelle sue primissime dichiarazioni, annunci praticamente di voler mettere le mani sulle nomine della Fondazione Carigo. I due comuni di Gorizia e Monfalcone hanno già fatto le loro nomine e ora spetta agli organi della Fondazione scegliere in autonomia e indipendenza. Il vero problema è che la Fondazione è bene che rimanga estranea alla politica e viceversa: il principio alla base di un sistema di elezione così complesso doveva essere proprio l’indipendenza di questo tipo di enti affinché i criteri con cui essi lavorano rispondessero esclusivamente alle esigenze sociali e culturali del territorio di riferimento. E’ un principio oggi altrettanto valido: questi enti devono collaborare e fare sinergia con gli enti locali ma preservando la propria autonomia. Mi chiedo se ora il centrodestra di Romoli e Cisint voglia fare questo o non ambisca invece a lottizzare tutto quanto».
«Se semmai c’è un problema – conclude Rossi – è quello che i cittadini hanno il diritto a vedere un processo di selezione e nomina particolarmente trasparente, vista l’importanza sociale di questo ente, e forse su questo c’è ancora molto da migliorare».